15 ottobre 2015

Formazione #1

Formazione.
Stanotte mi trovo a riflettere su questa parola. Il tutto nasce leggendo la quarta di copertina di un libro che non ho, ma ho trovato in rete tra quelli consigliati da uno scrittore che mi piace.
Nel testo riassuntivo appunto leggo: "Il libro ricostruisce la storia di un sistema di pratiche filosofiche che si proponeva di formare gli animi piuttosto che informarli, attraverso un lavoro su se stessi che coinvolgeva non solo il pensiero, ma anche l'immaginazione, la sensibilità e la volontà."

Ne condivido il pensiero. Formazione degli animi. Mi sa di qualcosa di più pulito a livello cerebrale. Perché di informazione ne abbiamo piene le teste, e prima di renderci conto che magari sono pure informazioni sbagliate, parziali... finiamo per vivere e reagire in base a ombre, senza essere ancora formati.

E poi oggi c è una domanda crescente di formazione animica. Se ne è capita l esigenza evidentemente.

 Mi chiedo altre cose.

Cosa serve affinché la formazione non diventi un lavaggio del cervello organizzato da istituzioni? Affinché la formazione non venga scavalcata nel suo ideale e non si trasformi in informazione di massa, in dogma? In vaniloquio  senza autenticità personali? In battaglie di opinione.

A COSA dunque dovrebbe formare?
A svelare? (Verità) cioè destrutturare  ciò che non è vero.
 A essere liberi? non da qualcosa come direbbe Krishnamurti. Ma liberi e basta, non per reazione, ma per attenzione?

È possibile, ha senso fare formazione a un uomo libero?

Che so. Insegnare a Gandhi, cioè a uno che sa scegliere cosa imparare e come formarsi per tutta la vita?

Cos'è allora un uomo libero?

Uno che "si vive" da solo ( mettendo sulla stessa lunghezza occhio, mirino, cuore, bersaglio) così come la freccia zen "si scaglia" da sola?

A questo, si deve mirare, senza attaccamento?

Io non so niente. Da dove veniamo....
Penso che forse ormai siamo "inevitabili".
Zac.
Come una freccia a mezz'aria.


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appunti:

Formazione.. Dare struttura

Con formazione ... struttura cristallizzata

In formazione .... metter dentro al sistema

Tras formazione ...salti di significati e sistemi

de formazione ... destrutturazione

Dormire la notte.


2 commenti:

Carlo Columba ha detto...

Puoi facilmente immaginare come questa tua riflessione mi punga sul vivo, anche professionalmente.
In questo campo le parole spesso diventano equivocabili: in italiano diciamo "formazione" per indicare quello che nella pedagogia di stampo anglosassone è indicato con "education". Che non signifca, ovviamente, sapersi ben comportare, piuttosto si vuole riferire (in aderenza alla etimologia della parola) allo sviluppo delle capacità , da parte degli allievi, di un approccio autonomo e consapevole all'utilizzo, appunto, delle "informazioni". In questo senso la "formazione" ,come diciamo noi, non può diventare "addestramento", cosa che tu paventi quando ti chiedi a cosa le istituzioni debbano mirare. Imparare a guidare l'automobile, questo si, non può fare a meno dell'addestramento, imparare a mettere in atto le regole di ingaggio é un addestramento del soldato. Usare il mouse, è un addestramento. Invece qualsiasi cosa che coltivi la persona con l'obiettivo del personale sviluppo, ebbene questa è formazione. Ed ha assoluto bisogno di mettere insieme pensiero, sensibilità, immaginazione, volontà.

TrecceNere ha detto...

Carissimo, ti rispondo nel prossimo post...con quello che sto leggendo...Come sai ho fotografato Alice Project perché ci credo molto, e più lo conosco più ne son convinta.
Mi risaltano in mente le parole di Gandhi citate verso la fine:
"Educare all'autonomia".