28 dicembre 2018

Marshall Rosenberg - Speaking Peace

Mi piace cosi tanto che lo sto traducendo.




E poi ho suonato questa canzone per gli studenti per mostrare loro che questo è quello che tu senti dietro ogni messaggio rivolto a te da parte di un altro essere umano, se ti connetti all'energia divina presente in quella persona, in quel momento.

[canta: vedimi come meraviglioso/a, guarda il meglio di me, questo è quello che sono veramente e tutto ciò che voglio essere, potrebbe richiedere del tempo, potrebbe essere difficile da trovare, ma vedimi come bello/a.]

Ciao, mi chiamo Marshall Rosenberg, sono grato per la tua attenzione e sto per condividere con voi un processo che chiamiamo "comunicazione nonviolenta".
Condividerò il suo scopo con te e come viene usato dalle persone in tutto il mondo in vari livelli. Ti mostrerò come viene utilizzato dentro di noi stessi, come è stato utilizzato per creare la qualità della connessione con gli altri, a casa, al lavoro, come noi vorremmo avere (questa connessione), e ti mostrerò com'è applicata nel processo di cambiamento sociale. Dunque, una domanda è stata nella mia mente ripetutamente quando ero un bambino e anche quando crescevo: che cosa c'è dentro le persone che le porta a farle desiderare di fare del male ad altre persone per ragioni come il loro nome,
la loro religione, il loro contesto sociale, il colore della pelle? E per fortuna io ero anche esposto all'altro lato degli esseri umani. Per esempio, mia nonna era totalmente paralizzata e mia madre si
prendeva cura di lei e ogni sera un mio zio veniva a casa nostra per aiutare mia madre si prende cura di mia nonna, e per tutto il tempo che lei la stava pulendo e nutrendo, lei aveva il più bel sorriso sulla sua faccia. Quindi, da ragazzo continuavo a chiedermi come mai ci sono persone come mio zio che sembrava divertirsi a contribuire al benessere degli altri. Come mai allora questo altro aspetto di esseri umani che vogliono fare violenza gli uni agli altri? [...]

18 dicembre 2018

Va col vuoto tra le mani

«Va col vuoto tra le mani, poiché questo è tutto. Questo è il mio dono. Se riesci a portare il vuoto tra le tue mani, allora ogni cosa diventa possibile. 

 Non portarti dietro i tuoi pensieri, la tua conoscenza, non portarti dietro niente di ciò che riempie il secchio, e che non è altro che acqua, perché altrimenti guarderai sempre e solo il riflesso, e nient’altro. 

 Nella ricchezza, nei beni materiali, nella casa, nell’automobile, nel prestigio, tu non vedrai che il riflesso della luna piena nell’acqua del secchio, mentre la luna vera è li, in alto, che ti aspetta da sempre. 

 Lascia cadere il secchio, cosi che l’acqua sfugga via, e con essa la luna. Solo questo ti permetterà di alzare lo sguardo e vedere la vera luna nel cielo; ma prima devi avere conosciuto il sapore del vuoto, devi lasciar cadere il secchio della tua mente, dei tuoi pensieri: non più acqua, né luna. Il vuoto nelle mani» 

Jung – Libro Rosso