28 febbraio 2018

Il cuore nudo di Marco Guzzi

Ieri  in aereo ho divorato un piccolo libro. Ci ho volato dentro per tre ore.
Adesso mi mancano le ultime 30 pagine da leggere e mi sono fermata per esser sicura di non star sciupando il libro. Gia' mentre lo leggevo, pensavo: lo rileggero'.

Tutto cio' che trasmetto qui in queste pagine di blog viene da qualcos'altro, che sia vissuto, studiato...o a me arrivato in qualche strano modo.
Il libro che sto leggendo ora per esempio sta dietro il post del 17 FEBBRAIO 2018 "Impresa impossibile?" Dal libro infatti ho preso la citazione di E.A. Poe, che serve a spiegare il titolo:

Marco Guzzi, Il cuore a nudo. Collana Crocevia, ed.Paoline.

Si tratta di un dialogo con Dio, un diario intimistico. 
Se si vogliono cercare un paio di precursori, Sant'Agostino delle Confessioni e Neale Donald Walsch di Conversazioni con Dio.

Ma ogni libro/uomo e' diverso. La scrittura di Guzzi e' quasi un giornalismo nuovo, propone informazioni che servono a tutti, proprio mentre sta cercando quelle utili a lui. E lo fa con la Fonte piu' autorevole, un Dio concepito come accoglienza e saggezza senza fine.

Quando Guzzi chiede, non vuole sapere Chi Cosa Dove... ma Come e Perche'. 
Non cerca la risposta su qualcosa di esterno, ma il come e perche' dei suoi processi interni, in modo che, una volta avute queste risposte piu' profonde, possa porsi dinanzi alla vita esterna, quale che essa sia, come Integro, forte, umano, felice.

Non cerca di andare altrove, di esser altro da se', o come spesso accade...finta maschera.
Cerca di incarnarsi.
Di essere non diviso e conflittuale, ma integro e felice qui, sulla Terra.

Guarda caso il prossimo capitolo che leggero' si intitola cosi':
La misura del dire. L'incarnazione.

Caro Guzzi, che dolce e' il tuo modo di invadere il cuore degli altri, mentre da Lui ti lasci invadere il tuo. Sin d'ora infinite grazie, perche' hai incarnato una via, lasciato una traccia. Mi viene da citare moltissimi passaggi. È il segno che mi sento compresa e di comprendere.

Per tutti un vivo consiglio a sfogliare questo libro.
Comprate il libro e un biglietto aereo, ascoltatemi, abbinàti stanno benissimo. Bisogna sospendersi in alto mentre si legge.
Sara' impossibile non sentire che l'uomo sta parlando per tutti noi. Impossibile non scoprire che esistono davvero risposte alle nostre domande che sono gentili, e provengono da un punto d'Amore senza condizioni.

http://marcoguzzi.it/

23 febbraio 2018

Ora del gelsomino #2


Ora del gelsomino 2, la vendetta.

No vabbe', e' l'ultima piramidina della confezione di te'. Dovro' comprarlo.

Sono rientrata a casa stanotte e ho trovato in stanza il profumo dei fiori freschi, adesso anche quelli chiusi si sono aperti e sono al massimo del loro altruismo olfattivo. 
Ho preso l'abitudine di comprarmi i fiori di tanto in tanto. Non era mia abitudine prima. Adesso li compro e li dedico alle mie parti interne, tutti i piccoli io che non si son sentiti accuditi e considerati a dovere.

"Li ho presi per noi", gli dico. Cosi' questi "piccoli io" stanno buoni e non si incazzano.

Roby mi ha insegnato un metodo per dialogare con le parti interne con tenerezza.
Mi sento un tipo piuttosto strategico: ho in qualche modo deviato il percorso di un'amica, tanto che ha fatto formazione da psicologa, e ora mi ritornano i benefici: non devo andare dalla psicologa, arriva lei. Effetto boomerang. O se preferite karma.

E parlando di dialogo stasera la mia riflessione va sull'ascolto, e a due aspetti che ho notato in chi ascolta veramente:
- spazio negli occhi, come se non mettessero un limite alle cose che possano aspettarsi.
- il ritmo/ascolto durante una conversazione.

E questo mi conduce col pensiero a una serie di video di Scardovelli (psicologo ma anche musicista) sul tempo-ritmo che assumiamo nel parlare, nel vivere, nel linguaggio non verbale del corpo. 

Quando siamo in presenza di una persona con un tempo ritmico armonico  o con coerenza, tendiamo ad accordarci di conseguenza, o a trovare nei silenzi il nostro ritmo per esprimerci.

E allora ecco, non sto parlando solo di tempo-ritmo, ma di vuoto in un senso positivo. Il vuoto benefico che lasciamo (facendoci meno protagonisti) affinche' l'altro si esprima, quando e come vuole, per come realmente e'. 
Lasciare, nello sguardo e nelle frasi, un vuoto non giudicante, non intriso di commenti, in cui l'altro possa sentire che ha diritto a esistere e ad esser accolto.

Stasera ragiono su tempo-ritmo, vuoto, ascolto

Mi ritorna in mente anche il  maestro zen Thich Nhat Han quando parla di "deep listening" l'ascolto profondo: quando tu ascolti col solo intento di aiutare lui/lei a svuotare il suo cuore.
E' una pratica. Ci vuole allenamento e dedizione.

E come si inizia? Un colpo alla botte e uno al cerchio. Intanto ascolto profondamente le mie parti interne, visto che e' l'ora del gelsomino. 
Domani mattina incontrero' una parte di umanità, e magari avro' fatto dentro di me abbastanza spazio per lasciargliene.



21 febbraio 2018

L'ora del gelsomino

Nella notte arriva un'ora che io chiamo "ora del gelsomino".
La chiamo così perché è il momento della sera, prima di dormire, in cui bevo lentamente il tè al gelsomino...e tutto si scioglie in un gesto zen senza pensieri.
Oppure a volte metto un paio di gocce di olio di gelsomino sulle mani perché voglio addormentarmi in un odore che sa di gentilezza e candore, oltre che di Sicilia. E quell'odore mi tiene ancora sveglia a pensare.
L'ora del gelsomino è l'ora in cui so che dovrei dormire ma non ho nessuna voglia di farlo. Come questo momento. L'ora perfetta per la creatività o semplicemente l'ora in cui il fatto che esisto viene contemplato e non bypassato come un dato di fatto. Tazza calda - dita - corpo - respiro - pancia - respiro. Odore di gelsomino.

I fiori bianchi non hanno pensieri.
Una viola. Un biondo narciso. Un civettuoso ciclamino. Loro hanno colori e pensieri, basta guardarli e sai che tipi sono, che pensano.
I fiori bianchi no.
Non lo sai che pensano.
Sai che ti sentono perché se guardi un fiore bianco riesci a sentirti meglio tu...se guardi un fiore bianco riesci a sentire la tua voce.... e questo accade perché il fiore bianco ha una tenera empatia, e niente pensieri.

Se incontriamo una margherita, le  chiediamo mi ama o non mi ama: scopriamo a due petali dalla fine quanto ci dispiaccia la risposta, o quanto poco importi.
Ci rimane in mano il giallo centrale. I petali bianchi sono andati via, senza pensieri, ma andandosene ci hanno risposto  con la loro empatia a una domanda che non avevamo fatto ad alta voce: "io l'amo o non l'amo?"

Son così i fiori bianchi, ti guardano dentro. Ti specchiano. Ma non lo fanno con crudezza anzi,  ingentiliscono tutto.
Persino una rosa sembrebbe più spinosa e ostica senza bianche nuvole di fiori settembrini a farle da velo attorno.
E poi i fiori bianchi non hanno alcun dubbio sulla  dignità della Vita (senza eccezioni), come gli alti gigli: aroma dolce, senza perdere un contegno regale.
E il gelsomino? con i suoi cinque petali a stella, sembra fatto per rampicarsi tra i capelli...sembra le perle nella "chioma di Berenice".
Il cielo notturno è pieno di gelsomini, è un campo di gelsomini. Pensate alle stelle come fiori che sbucano fuori, bianchi. I capelli sono neri.

Ecco cosa succede nell'ora del gelsomino.
Io penso "a rampicante" da un punto all'altro e mentre mi addormento scivolando in un'altra coscienza, qualcuno magari guarda il cielo.
Non sa niente dei fiori bianchi, ma guarda il cielo stellato e per un attimo  riesce a sentirsi, a saper cosa prova. Gli è successa l'empatia. Non lo sa, ma una parte di sè lo sa.
 È l'ora del gelsomino.





17 febbraio 2018

Impresa impossibile?

"Se qualche ambizioso accarezza l'idea di rivoluzionare con un colpo solo l'universo del pensiero, delle opinioni e dei sentimenti umani (......) non deve far altro che scrivere e pubblicare un librettino. 
Il titolo sarà semplice, poche parole di uso corrente : Il mio cuore messo a nudo.

Che fosse questa un'impresa impossibile, lo afferma E.A.Poe, autore delle righe appena lette, che infatti continua cosi': 

 "Ma poi il libretto dovrà tener fede al titolo. Nessuno avrà mai il coraggio di scriverlo. 
Nessuno saprebbe scriverlo, se pure avesse il coraggio".

E se quel libro... fosse fatto di immagini? 

Quante e quali immagini basterebbero a metter a nudo il proprio cuore?

Questa e' una domanda da fotografa presumo...e ha la speranza che e' propria dei sogni.



4 febbraio 2018

Bianca.

Chiara dice che questa canzone l'ha sempre fatta pensare a me.


Gia'

Se c’è una cosa che è immorale è la banalità