24 dicembre 2008

Natale 2008

Non ho avuto il tempo di fare gli auguri a tante persone...lo lascio qui per gli avventori di questo blog.
Buon Natale :)


19 dicembre 2008

11 dicembre 2008

Bianco e Blu

Purezza e mistero.

5 dicembre 2008

PALERMO SHOOTING

Wim Wenders e il suo ultimo film, Palermo Shooting... una visione banale e modesta della città (dov'è Palermo? un tour operator sa fare di meglio che mostrare i Quattro Canti. Dov'è il nostro mare? ma non poteva venire solo in vacanza? per forza un film???) Il protagonista è Finn, un personaggio che risulta finto, sgradevole e irritante per quanto è pretenzioso: un fotografo che fa spaccate e pose sexy per scattare, e che passeggiando, col vuoto negli occhi e la sua monoespressione facciale da incazzato, blatera pensieri esistenziali di un bambino di 10 anni. La cosa tragica è che non dobbiamo solo sentire i suoi pensieri, ma anche l'avulsa musica che l'idiota sente...per tutto il film la colonna sonora passa attraverso il leva e metti delle cuffiette del suo mp3. La prima volta è carino. Tutto un film rompe le ...orecchie.
Ovviamente il tipo si innamora di una piatta e scialba Giovanna Mezzogiorno, personaggio con uno spessore pari a zero e il carisma di un sushi. Lei non si sa neanche di dov'è (un mistero ingiustificato, forse aliena?), sappiamo solo che sua madre è di Gangi e inutilmente la va a piangere nella vecchia casa solo per dare fastidio agli spettatori, che non riescono a immedesimarsi nè idealmente a innamorarsi di una che parla solo sospirando. Il film si regge sull'affresco del Trionfo della Morte, di cui la Mezzogiorno, che lo restaura da 2 anni, oh mio dio! non riesce a ridipingerne il volto...che pathos...lui ovviamente la capisce, anche lui ha rischiato la morte, ma la sensazione a luci accese è che la Morte non se la sia sentita di prenderselo... Arriviamo alla filosofia spicciola di Wenders: la scoperta che la Morte ha pari dignità della Vita, che il senso sta tanto nell'inizio quanto nella fine... Wenders ci spiega l'acqua calda, il nesso tra fotografia e morte, fermare chiudere dare un senso, ma lo fa in maniera irritante, scontata, fastidiosa. La Morte fa la sua lezione in cattedra e Finn non capisce, ha gli occhi vuoti, sta pensando a cosa fare nella ricreazione...e quando si riprende dai suoi pensieri, appare quasi buono quando, unico tra i vivi, chiede alla Morte: -cosa posso fare per te?
La Morte che ne sa una più del diavolo, lo farà campare a lungo prima di ritrovarselo di nuovo tra le palle.



Foto scattata per il contest "La Morte" di Camera Oscura.

3 dicembre 2008

Locanda Almayer: riflessioni dall'ultima stanza.

Finisce dentro una conchiglia.

Il mare è un segreto bisbigliato all'infinito. Storie di sale, pesci e maree. Di navi, naufragi e messaggi nella bottiglia.

Ascoltare una conchiglia e credere alla sua bugia: è l'unico modo di trovarne la fine.

Una conchiglia.

1 dicembre 2008

Appunti per la vita

Ho un elenco di cose da fare... continuo ad aggiornarlo e so come finisce.

19 novembre 2008


- E com'è?... Il mare, com'è?

Sorride, Elisewin.

- Bellissimo.

- E poi?

Non smette di sorridere, Elisewin.

- A un certo punto, finisce.



"Oceano Mare"
A. Baricco

13 novembre 2008

Avvertenze: Solo per fotodipendenti

Ieri alla mostra si parlava con dei signori. Uno di loro, poco amante dello still life, autodefinitosi bressoniano, mi ha chiesto: "Perchè fa foto di composizione? Nella realtà ci sono verità più belle e dirette da catturare!"
"Non lo dubito, solo che per dire certe cose, specie i concetti, riesco a essere più puntuale con una foto pensata ad hoc, creando un'immagine personale, originale."
Ovviamente non ne siamo venuti a capo. I gusti sono gusti. E le personalità sono personalità. Gliene sono grata. Ogni tanto alle mostre si parla di fotografia e quando capita poi ci si riflette su .

Nel mio primo approccio alla fotografia, inizialmente mi ha colpito molto il lato bressoniano...il momento colto per strada, quel momento e non un altro, quello lì mentre passa il tizio in bici, veloce! scatta! che con le scale crea tutto quel gioco di forme ombre e rimandi....click. Quel lato lì. Poi sono diventata spietata. Come sempre ci ho cercato un senso. Un racconto magari, ecco. Non foto qua e là... Se deve essere realtà, che sia reportage, piuttosto. Interessante, concreto, utile (e comunque sempre bello a vedersi), forse troppo dentro alla storia, al presente, per una come me.
Insomma mi trovo a parlare con questo signore, e mentre parla male dello still life dentro di me passano delle immagini: peperoni di Weston, conchiglie. Mi trovo a pensare: cazzo, è più sensuale un fiore di Mapplethorpe che uno dei tanti ritratti fatti a Marilyn Monrooe...
Perchè quel fiore è l'emblema della sensualità, vuol dire scendere fino al concetto, all'IDEA, e stupisce come usando la psicologia, il richiamo di forme e sensi, l'esperienza dell'osservazione, si possa rendere quel concetto, non con l'oggetto tipico su cui l'essere umano trasferisce di solito l'idea (la donna, le labbra)...ma con un fiore...che di solito non ha mai ispirato nessuno, ecco.Rivedo anche quel delizioso modo di vedere le piccole cose di Kertesz, ancora quella foto della forchetta mi passa per la mente...Quel signore mi guarda e mi dice: "non te la devi prendere" (non me la prendo) " ma lo still life per me non è fotografia".
Mi chiedo cosa porta gli uomini a farsi limitare dai concetti.
Cos'è fotografia? aderenza alla realtà? Se sì, beh fotografando si lascia sempre un pezzo di realtà. Ciò che è lì in quel momento, hic et nunc. Per quanto si possa sfocare, o creare effetti...lì è, il nostro oggetto.

Cos'è grave nello still life, cosa lo allontana dalla fotografia? il fatto di aver composto una realtà personale? E' grave l'atto creativo piuttosto che la ricezione della realtà?Potrei dire che fotografare è sempre un atto creativo, anche quando si pensa di aver subito la realtà che scorre...la bici di bresson...in realtà, anche lì si è creata una nuova realtà, si è fermato un senso, un rapporto di elementi nel rettangolo del mirino, togliendone altri. Per cui no, non l'accetto. E' proprio la stessa cosa. Fotografia è essere puntuali. Si crea un discorso con un clik...quello che poteva passare inosservata, diventa una realtà per tutti. Facendo una foto si crea, si dà atto alla potenza.Posso ipotizzare che quell'uomo magari dia un valore all'estemporaneità, ecco. Magari apprezza di più la velocità che ha Bresson nel formare un senso (cioè una fotografia) colto per strada.
Ma non rischiamo così di svalutare la fotografia a un modo (velocità di esecuzione, mezzo, tecnica, genere fotografico ecc)? E' tutto lì? Non credo.

Ad oggi ho una mia risposta, su cos'è la fotografia.
E' prendere per il culo chi guarda, come se quella fosse l'unica cosa da guardare, (e a volte è davvero la migliore).Ma smettiamola di dire che la fotografia è verità. Di pretenderla da lei. Di crederci anche.E' sempre una bugia, detta magari (paradossalmente) per far capire meglio le verità notevoli (reportage), o per far scoprire il concetto filtrato da una soggettività artistica (un certo tipo di still life, o anche di paesaggio astratto e surreale...), una bugia estetica per vendere un prodotto, e spesso una bugia (che pretende di essere vera in assoluto) per documentare. (Sulla bugia insita nella documentazione ci sarebbe davvero da dilungarsi).Sono alla premiazione delle mie foto di still life, con la sensazione di avere detto la bugia che più ha convinto. Durante lo spettacolo qualcuno scatta e documenta volti di musicisti, espressioni e strumenti: è la bugia che hanno scelto di dire. Qualcuno, sono sicura, come me fa cose diverse.Io ho provato a fotografare la musica del violino. Con la piccola fujii che avevo, con la luce che c'era, per come meglio credevo di poter fare.
Non male. Dico.
A qualcuno se vorrà, spiegherò perchè non si vede il viso, perchè non è ferma, perchè.
Chiedo troppo se guardandola vi limitate a credere alla bugia, che lì dentro a quel rettangolo un violino sta suonando?
Non mi interessa altro che lo sentiate.

11 novembre 2008

Inaugurazione Fare Verde Farebbe

Manifestazione Culturale - Concorso FIAF - Mostra Fotografica - Spettacolo inaugurale
FARE VERDE FAREBBE
Una collettiva di fotografi tutti appartenenti alla Casa dei Flickeriani di Palermo e dintorni. Ventisette scatti d’autore raccontano un’unica sensibilità collettiva.
La mostra a tema aprirá le porte martedí 11 novembre ore 21.30 (in poi) con la performance musicale dell´ensemble Bethshebae la pièce teatrale dell'Ats Spazio Zero.
L'inaugurazione martedì 11 novembre dalle 21.30 in poi Al Teatro Montevergini (Associazione TeatroPalermoFestival) Piazza Montevergini, 8 Palermo
Performance musicale dell’ Ensemble Pethsheba
Pièce teatrale a cura dell'Ats Spazio Zero
Video Proiezione fotografica delle foto dei membri del gruppo
Degustazione di prodotti biologici naturali a cura di biosicily export
Aperta al pubblico
Da giovedì 13 a sabato 15 novembre dalle 17.00 (in poi)Per qualsiasi segnalazione o domanda scrivete all'indirizzo:
latorelazioni@gmail.com
o chiamate il numero +39 320 5344467 (Flavio VICARI)

10 novembre 2008

La terza scatola.

Stanotte ho preparato una scatola. L'ennesima, solo che è virtuale. Non che non ci abbia rovistato in passato, nelle vecchie scatole. Solo che lì le foto si toccano, le lettere si sfogliano, gli oggetti si prendono. Le cose odorano. Memoria analogica. Le cose le metti via ma sono sempre tangibili.
Oggi mi ritrovo con una cartella con su scritto PASSATO. Ferma al centro del desktop, pesa 12 Gb. L'ho preparata con cura ieri notte, ho messo ciò che sono stata, gli affetti, le conversazioni, gli scritti, le confidenze, le foto. Ho sistemato i ricordi, fatto dei dvd qualora avessi bisogno di riprendere qualcosa. Butto tutto in un cestino. SVUOTA.
Tutto questo pulito per un attimo è rassicurante.
Rimango con la sensazione di non saper più raccogliere un presente. Di non avere più un'intimità da spendere.
Mi viene in mente un film in cui si può decidere di cancellare la memoria come un file. E in qualche modo sono contenta di non averlo potuto fare.
Che non sia questa la mia incoscienza.

1 novembre 2008

In-coscienza

Dovrei smetterla.
Di cercare il senso nelle cose, rimpastare le sensazioni i suoni i colori le forme gli odori. Dovrei accontentarmi dei pezzi senza dover per forza dare un senso al puzzle che in fondo non esiste, se non nella mia mente, nell'unicità della mia esperienza. Piantarla di cercare connessioni, di giocare con le analogie, di ridere dei contrasti.
Dovrei concedermi un po' di commozione, ogni tanto. Così, commuovermi. Smetterla di essere così spietata con la vita da pretenderne continuamente un senso. Dovrei iniziare a perdonare, prima ancora della vendetta che ogni volta, comunque esigo.
Avrei bisogno di incoscienza, di una memoria a breve termine, di stupidità anche.
Permettermi il lusso di riposare i pensieri. Di non fare i conti con me stessa ogni volta. Il lusso di non avere niente da scrivere, da dire, senza farmene un problema, senza neanche sapere che fa male.
Dovrei fare tutto senza un peso, alzare un bicchiere per alzarlo, posare un bicchiere per posarlo. E non aver deciso nè l'uno nè l'altro gesto. Accettare il caso come un caso. Il bicchiere che può essere pieno vuoto rotto o non esserci affatto. Non dare per scontato neanche la mia presenza, davanti a quel bicchiere. E smetterla di fare della filosofia spicciola, di pensare di potere educare la gente, di avere qualcosa da insegnare, smetterla di compiacermi per ciò che ho imparato, e di prendermi sul serio anche quando rido di me. Dovrei prendermi un minuto di in-coscienza in fondo, proprio per tornare a sentirmi giusta e me stessa solo con tutto questo. Ma di quel minuto io già rido. Non si scappa e non si torna. Da se stessi.

31 ottobre 2008

Fare Verde Farebbe

L'energia nasce dalla natura. La natura nasce dall'energia.

FARE VERDE FAREBBE (1)
FARE VERDE FAREBBE (2)

Foto premiate, insieme agli scatti di Carlo Columba, per il contest FARE VERDE FAREBBE organizzato dal gruppo di Flickr "La Casa dei Flickeriani di Palermo e Dintorni".
La mostra delle foto selezionate sarà esposta presso il Teatro Montevergini, Associazione PalermoTeatroFestival, Piazza Montevergini, 8 Palermo
La mostra aprirà con l' inaugurazione in data 11 novembre 2008, durante la quale è prevista musica dal vivo, performance teatrale, video proiezione e degustazione di prodotti biologici.

30 ottobre 2008

Photofunia

Ho trovato un sito per fare fotomontaggi on line, basta scegliere lo sfondo e caricare la foto (non superiore a 500 Kb):



wow sono su Vogue.

27 ottobre 2008

Rue de Seine

Rue de Seine alle dieci e mezza
di sera
all’angolo di un’altra via
un uomo barcolla… un uomo giovane
con un cappello
un impermeabile
una donna lo scuote…
lei lo scuote
e gli parla
e lui scuote la testa
il suo cappello è di traverso
e il cappello della donna sta per cadere all’indietro
sono molto pallidi tutti e due
l’uomo di certo ha voglia di andarsene…
di sparire… di morire…
ma la donna ha una furiosa voglia di vivere
e la sua voce
la sua voce che bisbiglia
non si può non sentirla
è un pianto…
un ordine…
un grido…
talmente avida questa voce…
e triste
e viva…
un neonato malato che batte i denti su una tomba
in un cimitero d’inverno…
il grido di un uomo con le dita schiacciate nella portiera…
una canzone
una frase
ripetuta…
senza sosta
senza risposta…
l’uomo la guarda i suoi occhi roteano
fa dei gesti con le braccia
come un annegato
e la frase torna
Rue de Seine all’angolo di un’altra via
la donna continua
instancabile…
continua la sua domanda inquieta
piaga impossibile a guarire
Pierre dimmi la verità
Pierre dimmi la verità
io voglio sapere tutto
dimmi la verità…
il cappello della donna cade
Pierre io voglio sapere tutto
dimmi la verità…
domanda stupida e grandiosa
Pierre non sa cosa rispondere
è smarrito
lui che si chiama Pierre
ha un sorriso che forse vorrebbe essere tenero
e ripete
Su calmati sei pazza
ma non si accorge di dire il vero
ma non vede
non può vedere come
la sua bocca d’uomo è storpiata dal suo sorriso…
soffoca
il mondo si adagia su di lui
e lo soffoca
è prigioniero
intrappolato dalle sue promesse…
gli si chiede conto…
di fronte a lui…
una calcolatrice
una macchina per scrivere lettere d’amore
una macchina per soffrire
lo afferra…
si aggrappa a lui…
Pierre dimmi la verità


Jacques Prévert

23 ottobre 2008

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi


Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese

10 ottobre 2008

17 Ottobre: Treccenere al Malausséne (Palermo)

'Mostra

A TUTTI I VISITATORI DI QUESTO BLOG:
Vi invito venerdì 17 (mmm...lascia presagire bene...) all'inaugurazione di un locale-associazione culturale ARCI di nome "Malaussene" (chi ha letto Pennac conoscerà sicuramente questo splendido personaggio!) che si trova proprio dietro la focacceria san Francesco (indicata nella mappa dai segnaposti rossi, la freccia indica il locale sebbene la via esatta sia: Piazzetta di Resuttano n. 4 )


Per l'occasione si inaugura anche la mia prima mostra personale alle 21 circa.
Il locale è molto carino e accogliente, e danno sempre la possibilità agli artisti-musicisti-scrittori che vogliono proporre qualcosa di avere uno spazio gratuito da utilizzare! (per cui fatevi avanti) Dopo di me per esempio toccherà a Strombolicchia (Michela Costa)!
La mia mostra resterà lì 2 settimane (inizia il venerdì 17 e finisce il 3o), con orari di apertura dal mercoledì alla domenica dalle 16,30 alle 24, ma certo sarebbe più bello vederci tutti per l'inaugurazione.
Insomma vi aspetto per passare una bella serata.
A parte il vino (offerto), per prendere da bere bisogna essere tesserati ARCI (5 euro...anche sul posto si può fare), perchè ai non tesserati non possono vendere.
Ovviamente spargete la voce!

Mari
P.S: sentiti ringraziamenti (in natura) ad Alex per la locandina (ihih)

Perchè no?

Tanto ho già cambiato idea.
Non è detto che si debba solo fare il necessario.
Mai sottovalutare l'inutilità. Di-verte.

9 ottobre 2008

Perchè?

La domanda che facevo più spesso da piccola era perchè? Smisi di chiedere di fronte alla faccia scocciata di mia madre e davanti al suo: non c'è una spiegazione per tutto! Già. Cosa stavo pretendendo... però la curiosità mi è sempre rimasta, anche quando non ho fatto più domande. Trovare il perchè delle cose. Trovare innanzitutto le cose. Come funzionano, perchè così e non in un altro modo. Il perchè dei perchè. Non era una vita facile per chi mi stava accanto, lo ammetto. Non lo è.
La mia scarsa linearità...posso non farmi una domanda per anni, e poi all'improvviso darmi una risposta.
Perchè comunicare, parlare, scrivere?
Perchè cercare chi ti ascolta?
E' necessario?
In ogni caso, l''immortalità, l'assoluto, richiede silenzio.
Non una parola. Un gesto. Non scriverò più. (Citazione da C. Pavese)

7 ottobre 2008

Dio fa cartelli stradali

Partire. Come se si potesse scegliere il viaggio...
Però ogni tanto, se hai culo, è ad Agrigento che vuoi andare.

30 settembre 2008

In fondo, anche se nessuno non ci avesse mai parlato di neuroni e non avessimo avuto una spiegazione scientifica della cosa, davanti a un'immagine del genere...non troveremmo comunque un'analogia sulla percezione che abbiamo del viaggiare dei nostri pensieri...che si incrociano, si ostacolano, si annodano, si liberano?
O devo smetterla di drogarmi?

29 settembre 2008

24 anni





Oggi è il mio compleanno e non voglio festeggiare. Alcuni chiederebbero (e in effetti hanno chiesto) "come mai? perchè, sei triste??" Ma il motivo è l'esatto contrario. Sto talmente bene che i festeggiamenti mi sembrano superflui, ogni richiamo a festeggiare la mia nascita ridondante. Non voglio il caos dei lustrini che rimangono sul pavimento il giorno dopo a ricordo di una festa fugace, cercata per far sì, in fondo, che il compleanno porti la gioia che nel quotidiano manca, o l'illusione di essere speciale e una volta all'anno al centro del mondo, anche quello degli altri.
Sto bene, e ogni attenzione che mi arriva, ogni regalo, ogni persona che mi chiama per volermi vedere...è un di più, una conferma per le scelte fatte, per le condivisioni di pensieri emozioni esperienze, che hanno arricchito la mia vita e non sono andate perse, nè per me nè per loro. Niente può deludermi, perchè in fondo non mi aspetto niente. I miei regali oggi non sono gli auguri o i doni che ricevo, ma è quello che provo verso le persone che sono per me importanti. Per questo le ringrazio, per aver fatto in modo che in me non si spegnesse il valore dell'umanità.
E ringrazio la sorte che mi ha concesso l'unica vera possibilità di vivere, dimostrandomi che dietro alle 51 rose rosse di stamattina non c'è la forma del romanticismo inteso dai più, ma la sostanza di un destino condiviso, la risposta alle mie domande, il motivo per cui il mattino ha una luce nuova, e il sognato e il reale, l'ideale e il concreto, solo in questo sono un'unica cosa.

24 settembre 2008

Octavia Project: video

Avere un riconoscimento al primo concorso cui si partecipa è una bella, inaspettata, soddisfazione. E rassicurante è il posto sul podio, il terzo: quello che ti lascia ancora l'illusione di essere un'incompresa (una necessità per noi artisti..."noi che?")
C'erano vari autori che meritavano, chi più, chi meno, ma finita la festa poco importa. L'importante è che le immagini rimangano nella memoria di chi le guarda.
E' stata un'occasione per far conoscere il mio progetto, per dare un senso al lavoro svolto, per incontrare persone del settore e capire meglio ciò che avevo fatto e come migliorarmi.
Così ho scoperto che il mio è un portfolio di ricerca piuttosto provocatorio da portare a un concorso. Io non ci avevo pensato :)
Ma la frase più bella me l'ha rivolta il primo esperto cui ho fatto visionare le foto.
Alla fine prima di salutarmi mi ha chiesto:
"Ma lei fa anche foto normali?"
Senza volere mi ha fatto il complimento più bello della mia giovane carriera fotografica.



Il montaggio è stato realizzato da Alex Garraffa, che con i movimenti di camera ha saputo valorizzare maggiormente le mie immagini.

17 settembre 2008

Blue Morning - wake up

blu sveglia 06:05


Per chi come me si sente a volte dentro Matrix...

Caro Einstein: invece sì, Dio gioca a dadi con l'universo... ma sono truccati.

Sveglia, amore,
Sveglia
Non è mondo per noi questo
ci prende in giro
il reale e il sognato
si inseguono nel comodino.
Sveglia
che è già suonata
l'ora
suonata
ormai la
Sveglia, amore,
sveglia
puntata.
E' tutto fermo
così fermo,
non ci credere
non sono scelte quelle
tua è la mano
loro il gioco
rotolano per scherzo.
Ieri notte ridevano
li ho sentiti io
ridevano!
e oggi finti tonti
dormono.
Non te lo segnare
il punteggio non vale
il gioco è morto,
la febbre passata
siamo svegli
amore
svegli
nell'ora sbagliata.

15 settembre 2008

Dieta, dal gr. dìaita= modo di vivere, regime di vita

Mangiamo e con la stessa voracità vogliamo essere magri.


Riscopro il mio fumetto preferito, le striscie di Mafalda che leggevo da piccola.
La striscia di Mafalda è stata tratta da
QUI

Parzialità


A volte gli spazi si dividono in modo così strano. A volte cose molto distanti sembrano sullo stesso piano, e la foto e i soggetti in essa sono un foglio fra le mani: magari hai voglia di vedere, di sapere di più, ma se lo giri non vedi dietro, non saprai mai com'era dall'altro lato. Non con una sola foto almeno. E' una parzialità splendida quella della fotografia. Una dittatura, anche. Quel momento, quello spazio, visti da quella sola inquadratura...parzialità. Non credo mai a una foto, penso sempre a come mi sta prendendo in giro, mi diverte sapere che in fondo ci sia questa verità sfacciata, e questa consapevolezza dentro me che una fotografia non è mai realtà, ma solo un modo di guardarla o anche trasformarla. E' una metafora, a volte un simbolo, o ancora un'illusione ottica, una suggestione, un esercizio di spazi e luci, a volte è logica, altre è racconto o ancora documento. Per me è sempre onesta parzialità.

E solo grazie alla Luna sappiamo del mare.

8 settembre 2008

Bianco e Nero

Nel gioco degli spazi. Il pieno. Il vuoto. Ancora una volta bianco e nero, il senso della vita in due non colori, loro in fondo al cilindro e tutti gli altri intorno a confondere la mente di chi guarda. Come un trucco dal cappello, saltano fuori, Bianco e Nero. Ciò che manca, che abbiamo perso per sempre. La fetta di ieri che oggi non c'è più. Le linee del tempo nella nostra coscienza, il ruvido della scorza che portiamo addosso. Ciò che era vivo, arido si spezza. Nero sangue, bianca assenza. Bianca assenza.

5 settembre 2008

Cin Cin


Brindisi.
Ai sentimenti veri, puri, senza filtri. Agli amici che restano, a quelli che vanno.
Al piatto che ho davanti. Al gatto anche. Brindisi alle domande, anche a quelle senza risposte.
Brindisi alla fame, alla sete, alla pancia, al sesso, al sonno. Alle immagini che corrono veloci nel finestrino di lato e a quelle che scivolano piano nel vetro di davanti, come in un acquario. Alla musica della radio durante il viaggio.
Brindisi.
All'aria tra i capelli, al profumo di pioggia tra gli alberi, all'acqua dolce di un lago sulle labbra. Alla fatica che ti porti la sera, ai risvegli con il suono del mare.
Ai sorrisi e alle lacrime mai negati. Alle diversità, ai compagni di viaggio, ai giochi, ai litigi e alla terra su cui si è fermato il piede. Brindisi alle fotografie, alla ricerca, ai messaggi in un taccuino. Agli abbracci. I brindisi senza un perché, quelli ripetuti.
Cin Cin senza domande, Cin Cin alla Vita che risponde Prego.
Cin Cin


Colta con la mia nuova FUJI FINEPIX S5800.

2 settembre 2008

Incontro col comandante


Un mural trovato ad Avola (SR)

http://it.youtube.com/watch?v=SynVFM_6ezk

19 agosto 2008

Moon River

Quando hai una musica dentro, va sempre tutto bene. E io so suonare e cantare.




Moon River, wider than a mile,
I'm crossing you in style, someday,
Old dream maker, you heart breaker,
Wherever you're goin', I'm goin' your way,
Two drifters, off to see the world,
There's such a lot of world to see,
We're after the same rainbows end,
Waitin' round the bend,
My Huckleberry friend,
Moon River, and me


Old dream maker, you heart breaker,
Wherever you're goin', I'm goin' your way,
Two drifters, off to see the world,
There's such a lot of world to see,
We're after the same rainbows end,
Waitin' round the bend,
My Huckleberry friend,
Moon River, and me

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Fiume Fatato
infinita vastità
ti varcherò con classe
un giorno futuro.
Oh, tu che evochi i sogni,
che spezzi i cuori,
ovunque il tuo scorrere
seguirò.
Insieme, alla deriva
liberi di riflettere un mondo,
dove ci sono ancora tante cose
da scoprire.
Entrambi protesi
verso lo stesso
inafferrabile limite dell'arcobaleno,
follemente sospesi,
il mio amico color del mirtillo
il Fiume Fatato
ed io.

7 agosto 2008

I nomi, l'amore, e la cattiveria logica

Uno degli aspetti più interessanti dell'attività umana è la denominazione.
Dare un nome non è mai un atto neutrale, è un vero e proprio scegliere tra miriadi di possibilità l'unica che potrà essere agli occhi del mondo, l'unica socialmente riconosciuta... io uso un nome per rendere conoscibile-designabile-definita una cosa ad altri. E quella cosa rimane legata al suo nome fino all'osso, è schiava anche delle banalizzazioni, che di per sè sono sì rischiose ma per lo più innocue.
E' molto più pericoloso invece quando ci si ostina a (e si pretende di) chiamare una cosa col nome di un'altra. Un esempio.
Per quanto riguarda i sentimenti... Amore è sulla bocca di tutti con una facilità indescrivibile. E' il sentimento supremo, è quello per Dio, per un figlio, per l'anima gemella. Amore. Amore qui, amore lì. Amore liolà.
Nella mia personale esperienza ho discusso spesso sull'argomento e sono arrivata alla conclusione che spesso le persone, e (in passato) me compresa, fanno confusione, s'ingannano involontariamente, hanno una visione comune che non aiuta a trovare la specialità dell'amore.
Quante volte ci si è chiesti:
Amore è egoismo o altruismo? Oggi direi entrambi, perchè si ama per una volontà dell'ego, si ama in favore dell'oggetto amato. Ne deduco che quando si ama si faccia sempre il bene proprio e contemporaneamente dell'altro. Non c'è scampo. E questo mi fa credere plausibile e leggittimo il lamento di Saffo verso Afrodite, e la risposta della dea: chi ama deve essere riamato, se no non c'è amore da nessuna delle parti.
Non è un sentimento univoco: se non c'è reciprovità si sta sbagliando a parlare di amore. Può essere dipendenza affettiva, attrazione...più semplicemente è comunque un errore di valutazione quando si vuole che una persona X corrisponda a quello che alla nostra Volontà manca per essere appagata nella sua ricerca. E' come provare a fare entrare una formina quadrata dove c'è il posto per il cerchio. Gli angoli non si smussano, e spesso la gente rassegnata si accontenta di poggiare una forma sbagliata sul vuoto della propria anima. Ci sono matrimoni, anche, basati su questa rassegnazione. Questi errori di valutazione spesso non sono capiti da chi lascia (che magari crede di agire sotto spinta di "occasioni" o "accadimenti", non rendendosi conto che invece è un problema di essere) ed errori non capiti da chi è stato lasciato, che a volte si offende, a volte accusa, a volte non si arrende all'idea. L'amore non si chiede, non si insegue, non si cerca in nessuno, semplicemente quando si incontra lo si riconosce, mentre si separa in modo assolutamente netto da tutte le esperienze vissute prima e le rispettive, a questo punto, banalizzazioni usate.
L'amore non si perde. Mai. Trovato è per sempre.
L'amore è un atto di fede in se stessi, il sapere con conconsapevolezza che per il proprio vuoto c'è un pieno. E non è un caso...non lo possiamo trovare ovunque in chiunque. E' unico, come la nostra forma. Perfezione di Volontà combacianti.
Se la gente si sbagliasse semplicemente chiamando amore un affetto profondo verso un'altra persona, non mi preoccuperei più di tanto. Non uccide nessuno e accade per il 99% delle persone.
Trovo però disarmante fare del male a chi si dice di amare, dare dolore avendo per se stessi altrettanto dolore. Nè egoismo nè altruismo dunque. Male per male.
Ma per piacere, almeno la bontà logica di non chiamarlo amore, ecco.
La bontà logica di essere onesti con i nomi, e di ammettere consapevolmente quello che si sta facendo senza nascondersi dietro a un dito.
Male x Male = Cattiveria.
...Ma dalla cattiveria non si può pretendere neanche la bontà logica, ché sarebbe un ossimoro.
Mi auguro allora almeno la cattiveria logica.
Non sono tanto illusa da sperare in un'ammissione aperta di chi fa il male (il che sarebbe impossibile, visto che la cattiveria si serve di falsità) ma credo ci sia attiva consapevolezza malefica nel carnefice dal volto di vittima.
Mi consolo pensando che almeno lo sgarro più grande l'ha avuto chi non sa cosa sia, l'amore.

3 agosto 2008

La Storia dell'Uomo e della Donna


La Donna

Un giorno la cosa diventerà seria. Sono stata tanto sola, anche non avendo mai vissuto da sola.
Sai, quando ero con qualcuno, spesso ero felice, ma comunque pensavo fosse del tutto casuale.
Questa gente erano i miei genitori, ma avrebbero potuto anche essere altri.
Perché mio fratello era quello con gli occhi marroni, e non invece quello con gli occhi verdi che stava sulla banchina di fronte?
La figlia del tassista, per esempio, era mia amica.
Ma avrei anche potuto passare il braccio intorno al collo di un cavallo e sarebbe stato lo stesso.
Stavo con un uomo, ero innamorata.
Ma avrei anche potuto piantarlo ed andarmene via con quel tizio sconosciuto che avevamo incontrato per la strada.
Fino ad ora non ho mai giocato con gli uomini, e tuttavia non ho mai aperto gli occhi per pensare.
Adesso sento che è una cosa seria.
Finalmente sarà una cosa seria.
Cosi ora sono cresciuta.
Ero solo io cosi poco seria, o è il Tempo cosi poco serio?
Non sono mai stata Solitaria, né da sola né con qualcun altro.
Ma mi sarebbe piaciuto, in fondo, essere Solitaria.
Solitudine significa "finalmente sono Tutto".
Adesso posso dirlo, perché oggi finalmente sento che grazie a te posso diventarlo Sola.
Bisognerà finirla prima o poi con il "caso".
Io non so se ci sia un Fine, ma so che ci deve essere una Decisione.
È necessario che tu ti decida.
Deciditi.
Ora il Tempo Siamo Noi.
Non solo la città intera, adesso è il mondo intero che prende parte alla nostra decisione.
Ora noi due siamo "più che due" solamente.
Noi incarniamo qualcosa.
Ed eccoci sulla Piazza del Popolo.
Siamo qui, tutti e due, e l'intera piazza è piena di gente che si augura la stessa cosa che ci auguriamo noi.
Decidiamo noi il gioco per tutti.
Io sono pronta.
Ora tocca a te.
Hai tu in mano il gioco.
Adesso o mai più.
Tu hai bisogno di me.
Tu avrai bisogno di me.
Non c'è storia più grande della nostra, quella mia e tua, dell'Uomo e della Donna.
Sarà una storia di giganti, invisibili, riproducibili.
Sarà una storia di nuovi progenitori.
Guarda i miei occhi, sono l'immagine della necessità, del futuro di tutti sulla piazza.
La notte scorsa ho sognato qualcuno, uno sconosciuto: il mio uomo.
Soltanto con lui potevo essere sola.
E aprirmi a lui, aprirmi tutta.
Tutta sua.
Farlo entrare dentro di me tutto intero, avvolgerlo con il labirinto della comune beatitudine.
Io lo so.
Sei tu quello.


L'Uomo

È successo qualcosa che continua a succedere.
Qualcosa che mi vincola.
Era notte e adesso è giorno.
Tanto più adesso...
Chi era? Chi?
Io ero in Lei, e Lei era intorno a me.
Chi al mondo può dire di essere mai stato insieme ad un altro essere umano?
Io "sono" insieme a Lei.
Nessun bimbo mortale è stato concepito.
Ma un'Immagine Immortale, comune.
Questa notte ho imparato a stupirmi.
È venuta a prendermi, e l'ho trovata a casa, e da ora e per sempre lei sempre ci sarà.
L'Immagine che abbiamo creato sarà l'Immagine che accompagnerà la mia morte.
In questa Immagine avrò vissuto.
Solo lo Stupore su di noi.
Lo Stupore dell'Uomo e della Donna ha fatto di me un Uomo.
Io ora so ciò che nessun angelo sa.

21 luglio 2008

E' morta Mirò



Mirò è morta. E' molto semplice. Il cancello automatico se l'è presa in chiusura, mentre io uscivo, non curante. Dovevo allontanarla, assicurarmi. Questo pomeriggio Mirò è morta. Micia l'ha cercata miagolando, l'ha trovata, le ha leccato le zampe, e ora lei dorme ai piedi del mio letto...come non faceva da mesi.
Qualche ora dopo il fatto ci hanno portato un gattino minuscolo, salvato dalla strada dove dei cani se lo stavano per mangiare. Che buffo, ha la voce rauca. Il pelo, grigio, tigrato. Ha la coda. E' minuscolo davvero, ma già gioca. 

20 luglio 2008

B&B SOLELUNA

Il mio primo lavoro commissionato: foto al Bed and Breakfast "Soleluna" in Via Vincenzo Riolo 7, al centro di Palermo, a pochi passi da più significativi monumenti della città. Colorato e accogliente, è un'ottima soluzione per chi viene a visitare la nostra città. Gentilissima la padrona di casa, che sta portando avanti un progetto in collaborazione con l'associazione Arciragazzi Palermo. Da ogni pernottamento si trae una quota di solidarietà (5%)...un motivo in più per andarci :)

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17 luglio 2008

Oggi in mostra


Stasera siete tutti invitati alla mostra dell'intero "Octavia Project". Inaugurazione alle 19 con aperitivo vino+ bouffet a 5 euro, nei locali dell'Expa di Palermo (Via Alloro, 7). Ci saranno anche le foto di Michela Costa e di Marta Patti. Dj set, e chiusura alle 23:30. Le foto rimarranno esposte fino a domenica.
Vi aspetto.

13 luglio 2008

Giovedì 17 luglio. Mostra all'EXPA

Con molto piacere vi invito alla mostra fotografica che si terrà all'EXPA (http://www.expa.org/) di Palermo,in via Alloro 97, giovedì 17 luglio dalle 19:00 alle 24. La mostra è tutta al femminile, ci saranno 13 mie foto, e quelle di altre due ragazze, Michela Costa e Marta Patti. L'ambiente è molto gradevole, è previsto un costo d'ingresso di 5 euro ma danno un bicchiere di vino e (forse, non sono sicurissima, eh? :P) la possibilità di godere di un rinfresco-buffet! Insomma se volete avvicinare mi farebbe molto piacere rivedervi. Ci sarà anche un dj e probabilmente videoproiezioni.
Vi aspetto.

Imparare dal vento - Tiromancino



LA MUSICA: http://it.youtube.com/watch?v=AiAwYSsQ7JE

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.

Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con sè, vivendo e ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a
fluire

10 luglio 2008

Pens Ieri


Nelle fitte trame dei miei pensieri: il bianco, il nero.
La calma di un vento immobile si posa sui fiori secchi di un "vorrei...".
E' una soffice nebbia. Zucchero il suo sapore, biancolore. E i piccoli mali che con le tue mani ritagli come sagome da un cartone, non si possono cogliere per metterli in un vaso. Sono lì, aggrappati alla terra, fermi a farsi guardare...il bianco dietro per non pensare, e loro, neri lì davanti, pungenti, a ferire l'aria soffice che dignitosa tace, pronta a morire senza fiatare. Sola nel paesaggio, l'aria ferma.Non c'è fiore che non venga dalle tue mani, col nero passi il dito, con cura tracci i segni della tua lingua sconosciuta: ogni lettera è un messaggio, che urla nel suo piccolo, ghirigoro di forme.Bianco e nero che non si sporcano. Mentre l''aria, non vista, che a volte va a piovere su altri rami, è quando tace e nulla muove che invero piange.
Foto scattata a Erice. Scansione da negativo

2 luglio 2008

In/certi sguardi. Video e special thanks



Grazie ad Ale per le riprese, il montaggio video e il suo sentire, a Manuela per la luce blu dei sogni che mi ha portato in una scatola, a Michela per la freschezza del suo genuino sorriso amico, a Roberto che ama amare i particolari e avere qualcosa da raccontare e al Biondo che smonta e rimonta i sensi delle cose, giocoso.
Questo video mi sta molto a cuore, più per voi che per altro. Sono felice che la mia prima mostra coincida con l'avervi trovato, non avrei avuto la stessa luce negli occhi.
Un grazie ai miei che si sono ricreduti e ora apprezzano l'originalità di Octavia, a mio fratello a Giulia a mia zia e a mia cugina, che vengono a vedere col cuore prima che con gli occhi (e gli occhiali!). Alla mia sorella di vita Chiara, che conosce l'importanza delle parole e con cui è facile ricordare il senso della vita, alla mia "madrina" Gabri che anche se lontana chilometri era lì a prendersi l'aperitivo con me, partecipe. Al viaggiatore Bruno che mi ha dato l'unica guida valevole per Itaca, a Massi che non mi ha più conosciuta, alle persone che sono venute a stringermi la mano, a chi sarebbe voluto venire ma non ha potuto, a chi non ho invitato, a Davide che mi ha donato il manichino da cui tutto è iniziato.
Grazie a chi si è fermato a guardare, a chi ha apprezzato e a chi ha scosso la testa.
Ai professori di fotografia e cinema Pitrone e Schembri per la stima e i consigli. A chi mi segue da lontano con affetto, e a chi un giorno mi ha dato un nome nuovo.Grazie infine a Octavia, che nel blu ha iniziato a respirare.
M.
Immagini e montaggio di Alex Garraffa, che forse pensava di farsela franca solo perchè era dietro alla camera :)

Una sconosciuta. Io non l'ho mai capita sta cosa di far foto alle foto...almeno le sono piaciute!
Così mi ritrovo a fare la foto a lei che fa foto alle foto. -.-

toc toc

"Chi è?"

"Escher"

"Desidera?"

"Mi chiedevo se poteva darmi una mano"

"..."

28 giugno 2008

Il Ciclope è il mito del fotografo? Κύκλωψ: "occhio tondo".





Grazie a Sandro "Il Biondo" per le foto.

23 giugno 2008

La prima mostra

A seguito del corso di "Storia e tecnica della Fotografia" della Facoltà di Lettere di Palermo, il prof. Angelo Pitrone insieme ai suoi allievi ha organizzato una mostra collettiva di scatti, come frutto dell'insegnamento svolto. Manca un filo conduttore, una progettualità univoca: la mostra non ha una pretesa autoriale vera e propria, quanto l'intenzione di dare una panoramica sui risultati raggiunti nel corso, e sugli "sguardi in/certi", spesso ancora da affinare, di giovani "obiettivi".
Partecipo alla collettiva con sei foto scelte dell' Octavia Project.
Vedere le foto del manichino per la prima volta stampate è stata una bella sensazione :)
Chi mi conosce sa quanta importanza dia al caso...
L'impostazione (non mia) dello spazio colore su CMYK, ha dato alle stampe (che dovevano essere in bianco e nero) una colorazione tendente al blu-ciano. Il risultato mi è piaciuto molto, sembra che dal silenzio immobile che avevo dato con il bianco e nero, Octavia abbia iniziato a respirare un'aria azzurra. Per cui nel mio lato dadaista, penso che sia l'opera stessa a completarsi :)
Se volete venire a vedere la mostra cliccate sulle foto, trovate orari e altre indicazioni. Sono 3 giorni: 26-7-8 giugno, a Palazzo Cutò (Bagheria, Palermo).


18 giugno 2008

Modi di dire

Moriro' circondata di bella gente, avendo tutto quel che mi serve, e mentalmente lucida.

questo e' un buon modo di dire :)

16 giugno 2008

Ciak si gira


Prosa, fotogrammi, Immagini.
Catturare e allevare, impressionare e godere della visione.
Per una volta non solo foto, ma un film vero e proprio, continuità, filo conduttore. Nel silenzio della sala, un cerchio che gira, 8, 7, 6 bianco e nero 2, 1, luce. So che è iniziato, non so quanto durerà, vorrei che fosse una buona storia. Non il lieto fine, non è quello. Verità, e buona visione. Che valga il biglietto. E poi resterò seduta a vedere scorrere i titoli di coda, la traccia di ciò che è stato, il mio nome, il tuo nome, il dove, chi ha curato l'abito...
Guarderò i titoli di coda, per digerire questo film. Non è la memoria che rende vivi, l'immortalità è fatta di oblio, la luce che si accende, i passi tra le cartaccie e i pop corn per terra...loro potrebbero essere lì per qualunque pellicola. Mi chiedo ora come potrei dimenticare quelle scene, se le inquadrature in fondo avrebbero potuto essere diverse, che cosa non è stato girato, quali le scene tagliate, mi chiedo se lo rivedrò questo film, se ci sarà un modo per fermarlo, per evitare che finisca.
I titoli di coda mi fanno paura, le tracce che dal nero saltano agli occhi. Ci alzeremo dalla sala senza sapere dove andare. Non ti voglio salutare.
Voglio pagarlo il biglietto, questo sì, ci tengo. Per meritarmelo, per spendere. Non voglio niente gratis. Il tuo bianco e nero e i miei colori, il mio bianco e nero e i tuoi rumori, l'azione e il rallenty, i salti, i cambi di scena, gli assurdi.
Non vedo la fine, una scena in più per favore, sempre una in più.
Mai indietro, sempre avanti, non voglio rivedere e ricordare, vorrei...che non si smettesse di girare.
M.

15 giugno 2008

La ricerca di se stessi

http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_5/interventi/897.shtml

A buon intenditor...

Pink Floyd

hot ashes for trees?

What have we found? ...the same old fears.


Sulla riva del lago di Piana degli Albanesi.

10 giugno 2008

Che ne sai tu di un campo di grano...

Che ne sai tu di un campo di grano...

9 giugno 2008

About looking

“Photography is an instrument for take care of things that everyone know, but to which everyone not look after.Mine photography intend represent something that you cannot see”
(Emmet Gowin)

"La fotografia è uno strumento per occuparsi di cose che tutti conoscono, ma alle quali non badano. Le mie fotografie intendono rappresentare qualcosa che voi non vedete "

7 giugno 2008

Vedo sempre a colori...ma poi finisco per ripensarlo in bianco e nero...sarà proprio il mio pensiero...laterale. Non posso fare a meno di soffrirlo.

6 giugno 2008

Goodbye Philidelphia



Just like philadelphia
Freedom means a lot to me
In between the place i've been
And where i'm going

I can see america
Trying not to show her age
Even though the winds of change
Keep on blowing

And i would lay your body down and rock your tears away
But it's much too late for now to be like yesterday
And the time is running out and we still have to say
Goodbye

Remember, philadelphia
When the world was young and warm
So in love and living for
Everything new

But i know, philidelphia
The winter wind will slowly take
Your heart and soul until it makes
Nothing of you

And i would lay your body down and rock your tears away
But it's much too late for now to be like yesterday
And the time is running out and we still have to say
Goodbye

Flash a peace sign take a bow
Though we may not know it now
Things are never gonna be the same

Here on seventh avenue
I tip my old top hat to you
I hope you find somebody who
Will love you like i do
'cause i would lay your body down and rock your tears away
But it's much too late for now to be like yesterday
And the time is running out and we still have to say
Goodbye
Goodbye
Goodbye
Goodbye, philidelphia