16 aprile 2018

De Incubo (o subpersonalita' masochista)



Stasera parto dalla fine per tornare all'inizio.

Traduco la citazione sopra, sempre tratta da Shantaram il libro che sto leggendo. Dice: 

" Didier una volta mi disse, in una lambirintica discussione nel cuore della notte, che un sogno e' il posto in cui un desiderio e una paura si incontrano. 
(ATTENZIONE ADESSO PASSA AL CORSIVO PER SEGNARE CHE E' IMPORTANTE). Quando il desiderio e la paura sono esattamente la stessa cosa - lui mi disse- noi chiamiamo il sogno "incubo"

Parto da qui quindi, da questa citazione acuta, intelligente, onesta. Qualcosa che in pochi sanno riconoscere. Quello che normalmente chiamiamo con la parola incubo e' insieme una paura e un desiderio, che coincidono.

Non so se questa cosa vi torna. L' ho visto accadere milioni di volte.

L'amica disturbata dal fare narcisista di un uomo appena conosciuto, che magari le dice qualcosa di offensivo per provocarla e riesce a ferirla. Lei va via irritata, razionalmente non lo sopporta, e poi... se lo sogna la notte.  Paura. Desiderio. Uniti nell'immagine di lui.

O ancora, l'altro giorno incontro lei in treno, una francese sopra la 40ina, senza un compagno da tempo, che mi racconta il suo incubo ricorrente. Qualcuno che entra di notte in casa sua, ne vede l'ombra dietro le tende, e' li' che l'osserva, mentre lei si sente impotente. Ma il modo in cui me lo raccontava... Non sa che mi ha rivelato di se' molto piu' di un incubo. Ma mica posso dirle che nel suo sogno c'e' il desiderio?

E questi esempi erano sogni, ma ovviamente sono lo specchio della vita. Un esempio concreto nei comportamenti: Lui che vuole star con lei che fugge, mentre con le donne che gli restano accanto perde interesse e le molla: la cosa che piu' teme (la fuga di lei) e' la parte che lo fa desiderare.

Ma allora l'incubo, e' qualcosa di brutto? O e' forse "una cosa" che vuole esser capita. Che accade in noi sia di notte che di giorno, perche' anche di giorno a volte desideri e paure coincidono.

Quando sei in ritardo per prender il treno, e temi di non prenderlo ma una parte di te, vorrebbe poter aver il lusso di poterlo perdere e non badare alle conseguenze...
...e allora ti ritrovi a far inconsciamente piccole cose che ti ritardano.

Siamo tutti pronti a riconoscere, per riprendere il passo di Shantaram, che in un sogno ci sono desideri e paure, ma solo se le consideriamo divise. Fa orrore anche solo pensar di ammettere ad alta voce che possano coincidere. Che la nostra paura e il nostro desiderio uniti siano erotizzati (nel senso ampio di eros come forza creativa) e vitalizzati. 

Perche' succede? Socialmente non siamo abituati ad interpretazioni cosi sottili. Si defila la cosa con "era solo un brutto sogno", quindi teniamo proprio la parte negativa in genere, come il cattivo da accusare. Come se fosse un'entita' estranea, per "scagionare" il sognatore (non stupisce che fino al XVIII secolo, gli incubi erano considerati causati da stregonerie: il termine infatti deriva da "incubare", atto che richiama l'immagine dello spirito maligno che cova sul petto del dormiente).
Ma cosi' facendo rigettiamo, silenziamo, quella parte di noi che, attraverso e per mezzo della paura, desiderava.

Voglio spingermi oltre.

Sarebbe come ammettere che desideriamo la paura e che temiamo i nostri desideri


Prendiamo il caso del tizio che sogna la tipa che gli piace che va con un altro.
Mi ricorda un passo di Pavese, diceva che il desiderio e la paura piu' profondi finiscono sempre per accadere. E aggiunge una nota autobiografica "come vedere la donna che amo sposare un altro".
Certo, non lo desiderava razionalmente. Ma forse parte del suo desiderio derivava dal fatto che la donna non la sentiva mai "sua"? La sua ispirazione era in parte erotizzata dalla previsione di perderla?

Si puo' credere ai propri desideri e paure in vari gradi... penso che e' questo che fa girare il mondo, lo fa muovere  come nella danza di Shiva. Questo fa accadere molti problemi anche, quando ci si crede totalmente e si prendono abbagli. 
Ecco perche' i buddisti promuovono il "non attaccamento" ai desideri, la comprensione delle paure, 
il guardare il flusso di pensieri senza combatterli... insomma, per conoscere non devi rigettare nulla, ne' paure ne' desideri.. il silenzio si raggiunge non zittendo parti di noi, ma lasciandole diventare.... rumore di fondo.

Aggungo io con un piccolo nonsense... Come vuoi che il fiume sopporti il suo rumore? 

Se c'e' qualcuno in te capace di osservar tutto questo e parlarne, tu sei qualcosa di piu' grande e immortale dei tuoi pensieri.

Ed eccomi all'epilogo, che e' l'inizio.
La vita e' sogno come voleva Pedro Calderon De La Barca  ?
Il finale e' geniale: e' come se il protagonista avesse capito la paura e il desiderio del padre coincidenti, ovvero il suo incubo.

Il padre teme che il figlio sia un tiranno,
il padre desidera che il figlio governi.
E infatti il padre cerca di provare entrambe le idee.

Tra un momento e l'altro fa addormentare il figlio, in modo da confonderlo sulla sua percezione di realta'. Ma e' attraverso questo addormentarsi che il figlio puo' svegliarsi all'unica realta': la "vita e' un sogno" perche' lui e' un personaggio nell'incubo di suo padre! e in quanto personaggio non puo' che comportarsi secondo le regole del sognatore che lo vedono vestito da tiranno.

Domandone: Se io conosco, ho individuato l' incubo di qualcuno ovvero li' dove paura e desiderio coincidono... posso perdonare, cambiar la trama e salvare la felicita'?

Il personaggio lo fa.
Capendo che vive nell'incubo del padre, capisce che per uscirne deve deludere le aspettative negative del padre per risvegliare anche lui ALLA FELICITA'.
Lo perdona, e rinuncia alla vendetta: in questo modo lui stesso non e' piu' tiranno.

Allora tornando all'incubo...che gran portale e'!
Infatti, che la paura e il desiderio coincidano non e' forse la prova piu' lampante che si offra a noi della loro illusorieta'?


Il Vero desiderio e la sua Vera e piena realizzazione stanno altrove! Infatti il dolore e' stata solo la maschera con cui in passato si e' erotizzato un desiderio non soddisfatto.


P.S: questo e' il post piu' denso e astruso che abbia scritto. Quindi per alleggerire il lettore si consiglia la visione ininterrotta di 30 minuti almeno di un dipinto di Salvador Dali intitolato:

"Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio"



Genio.

15 aprile 2018

...e adesso birra e rock and roll ;-P

8 aprile 2018

Alice Project continua

Mentre trovo e vi propongo questo bel video sulla scuola di Alice Project... 



vi comunico che il mio lavoro fotografico su questa splendida scuola sara' in mostra prossimamente al Circuito Off del Festival Fotografico di Reggio Emilia 2018. 



Inaugurazione 21 aprile 2018, presso Toschi Arredamenti.