29 aprile 2017

L'ottavo colore del sentire

A volte ci son cose che bisogna spiegare con dei paragoni.

Tutti sanno che esistono 7 colori.

Tutti lo sanno, li vedono, li indicano.
La loro percezione del colore e' dettata dal loro sguardo, dalla fisiologia dell'occhio, e dallo spettro/frequenza di luce riflessa. I colori, come le note sono 7. Categorico, chiaro, scientifico.

Ebbene, mettiamo che qualcuno possa vedere l'ottavo colore.
Che ne distingua un ottavo...chiaramente...magari un colore platino traslucido come un mantello invisibile.

Potra' mai piu' credere a quelli che ne vedono/dichiarano sette?

Potra' mai fondare la loro fiducia su quel che loro vedono e dicono di vedere, e negare la sua esperienza piu' ampia?

Ebbene a volte e' cosi' col sentire.

C'e' un ottavo colore anche per quello, che puoi sapere e non puoi mostrare.
Che puoi vedere, ma non puoi raccontare.

L'ottavo colore del sentire, se lo vedi non ti lascia dubbi.

E' il colore che ci dice
cosa sente chi ami,
cosa sente chi ti pensa,
senza limiti di spazio/tempo.

In cio' che e' invisibile, tutto e' evidente.
All'Anima niente puo' restar nascosto, perche' tutto sa accettare.


P.S. : un link :-)

26 aprile 2017

Non tutte le lacrime sono un male...

23 aprile 2017

Riflessione breve

E' evidente da come lo trattava, che Schrodinger non ha mai avuto o amato davvero il gatto.
E in questa mancanza sta tutta la fisica moderna.
Un grande solipsismo, dove l'altro e' solo un test su se stessi.


E non posso che pensare a te Fernando Pessoa...e citarti.

"Una delle mie preoccupazioni costanti è capire com’è che esista altra gente, com’è che esistano anime che non sono la mia anima, coscienze estranee alla mia coscienza; la quale, proprio perchè è coscienza, mi sembra essere l’unica possibile. Capisco che colui che sta di fronte a me e che mi parla con parole uguali alle mie, o fa dei gesti analoghi a quelli che io faccio o potrei fare, sia in qualche modo un mio simile. Eppure mi succede la stessa cosa con le figure delle illustrazioni che sogno, con i personaggi di romanzo che leggo, con le persone da dramma che si avvicendano sul palcoscenico attraverso gli attori che le interpretano.
Credo che nessuno ammetta davvero la reale esistenza di un’altra persona. Può ammettere che tale persona sia viva, che pensi e senta come lui: eppure ci sarà sempre un ineffabile elemento di differenza, uno scarto materializzato.
Ci sono figure d’altri tempi, immagini-fantasmi di libri che sono per noi realtà maggiori di certe insignificanze incarnate che parlano con noi dal terrazzo o che ci guardano casualmente dal tram, o che ci sfiorano passando nel caso morto delle strade. Gli altri non sono per noi altro che paesaggio e, quasi sempre, il paesaggio invisibile di una strada nota.
Considero mie, con maggiore consanguineità e intimità, talune figure che sono scritte nei libri, certe immagini che ho conosciuto nelle illustrazioni, più di molte persone che sono considerate reali, che sono fatte di quell’inutilità metafisica chiamate carne e ossa. E “carne e ossa”, infatti, è una perfetta descrizione: sembrano cosa fatte a pezzi ed esposte sul banco di marmo di una macelleria, morti che sanguinano come la vita, gambe e cotolette del Destino.
Non ho vergogna di avere tali impressioni, perché ho capito che tutti noi abbiamo impressioni simili. Il disprezzo che sembra esistere fra uomo e uomo, l’indifferenza che permette che si uccidano persone senza capire che si uccide, come fra gli assassini, o senza pensare che si sta uccidendo, come fra i soldati, sono dovuti al fatto che nessuno presta la dovuta attenzione alla circostanza, che sembra astrusa, che anche gli altri sono anime.
In certi giorni, in certe ore che mi reca chissà quale brezza, che mi apre chissà quale porta che si apre, sento all’improvviso che il droghiere dell’angolo è un ente spirituale, che il commesso che in questo momento si affaccia sulla porta sopra il sacco di patate è un’anima capace di soffrire.
Quando ieri mi hanno detto che il garzone della tabaccheria si era suicidato ho avuto l’impressione di menzogna. Poveretto, anche lui esisteva!!! Ce ne eravamo dimenticati tutti, tutti noi che lo conoscevamo allo stesso modo di coloro che non l’hanno mai conosciuto. Domani lo dimenticheremo meglio. Ma che egli avesse un’anima, questo è certo: era indispensabile per uccidersi. Passioni? Angosce? Senza dubbio…Ma per me, come per tutti gli altri, resta solo il ricordo di un sorriso stolto sopra una giacca di fustagno, sporca e con le spalle diseguali. E’ quanto resta a me di chi ha sentito così intensamente da uccidersi perché sentiva; perché, in fin dei conti, nessuno si uccide per nient’altro…Una volta, mentre mi vendeva le sigarette, ho pensato che presto sarebbe diventato calvo. Non ha avuto tempo di diventarlo. E’ uno dei ricordi che mi rimangono di lui. Quale altro ricordo mi sarebbe potuto restare visto che questo non appartiene a lui, ma a un mio pensiero?
E all’improvviso vedo il cadavere, la bara in cui è stato messo, la fossa, totalmente estranea, nella quale è stato probabilmente portato. E mi accorgo, sempre all’improvviso, che il commesso della tabaccheria era, in certo qual modo, con la sua giacca sbilenca e tutto il resto, l’intera umanità.
E’ stato solo un momento. Oggi, ora, chiaramente, come l’uomo che io sono, egli è morto. Nient’altro.
Sì, gli altri non esistono…E’ per me che questo tramonto pesantemente alto trattiene i suoi colori nebbiosi e duri. Sotto il tramonto, senza che io lo veda scorrere, il grande fiume si increspa per me. Per me è stata fatta questa piazza aperta sul fiume che si sta gonfiando per la marea. Oggi nella fossa comune è stato sepolto i garzone della tabaccheria. Non è per lui il tramonto di oggi. Ma, poiché ho pensato questo, e senza che lo voglia, neppure per me è questo tramonto."

14 aprile 2017

A parable


How wise.


Riflessione del giorno: Condividiamo cio' che vogliamo abbia spazio in noi.

10 aprile 2017

Internal Flight



In silent silence ... a voice is heard ... ... he whispers ... he sings ... sometimes he screams ... sometimes even demands ... like the waves of the ocean breaking about the shore ... flies to the particles of what It's called me ... particles of me ... particles of you ... us ... them ... ... endless faces of a diamond ... are one in your breathing ... ... in your heartbeat I hear yours .. And this rhythm ... he lives in everything ... ... that if this voice whispering inside ... the key ... to the door ... which is not in general ... ... uncertain ... and Carefully ... I'm still starting out ... ... that I know ... so much and so little ... if I confess to myself ... all this load of memories ... good ... bad. .. just dust ... I'll start drawing from scratch ... I'm not running away ... this time I'm here ... and years ... months ... and days ... thank ... and release them ... I stand on the edge ... and my mind backs away ... do not jump says ... you'll die ... thoughts swirled ... like the whirling leaves ... dancing talking ... what will ... if Deeply dive ... into yourself ... look ... into the faces of the demons of the guards ... the soul in shackles storing ... there's the world ... dogmas ... ideals ... standards ... fears ... Games ... mezansen theaters ... who is this true me ... who is hidden behind the masks of ideas ... having absorbed the whole world ... who writes ... these tales ... my ... our ... Like a dream someone thought up ... and lives in it ... what if I stop ... I rest from infinite thoughts ... I'll give this world just to be ... trusting the heart of purity ... into the eternal ocean I fall ... Who am I ... please .. answer ... ... fell again ... doubts crept ... wings entangled ... annoyance ... and despair ... from eternal questions ... answers ... questions ... answers ... mind games ... loneliness and sadness ... as long-time companions ... which you will not feed ... insatiable ... I began to fight with myself ... illusory symbols ... we tell you ... you us ... we are better ... you are worse ... we them ... they are us ... these are white ... these black ... blue ... red ... those are more useful .. They are not needed ... everything that I saw ... like clouds floating eternity ... thoughts ... fairy tales ... I let go of everything ... I let go of the need to know why ... why ... I land with my mother. .. she knows everything ... we gave names ... names ... invisible lines ... her whole ... one ... how to just choose the world ... and this is not an option even ... it's just there ... I trust that moment ... I open ... I trust ... I open my heart ... ... where this is the place of meeting with yourself ... no age ... race ... occupation ... Admit already ... that everything is inside ... the soul ... she smiles ... she smiles ... ... I stand between heaven and earth ... and fear disappears ... when I come in contact with you ... It's so easy to die ... to be reborn again ... not dying ... ... how to describe in words ... what I feel ... I can only smile ... breathe in ... and exhale .... .. joy ... ... with the dawn I'm born ... every night I leave ... dissolve ... there's who ... and that ... I'm a man ... and a woman ... and a child .. And the bird ... and the sky ... the clouds ... and the stone under the water ... I wave that close to the shore whispers ... I live ... always ... the sun does not say goodbye ... a light breeze caresses the skin My ... all the feelings calm down ... and the silence ... it's love ... the heart opens up ... I'm ... and I'm not ... there's everything ... and every transition ... just a new one Start...

8 aprile 2017

"Quelli che dal mare riescono a tornare"

Ed e' stamattina, dopo tanti anni, tanti anni che ho riletto lo stesso libro che, naufraga tra i miei pensieri, mi trovo a collegare i nodi marinari dei significati. E trac - come un'illuminazione - ho sentito di capire davvero, finalmente, quella frase.

“L’unica persona che mi abbia davvero insegnato qualcosa, un vecchio che si chiamava Darrell, diceva sempre che ci sono tre tipi di uomini: quelli che vivono davanti al mare, quelli che si spingono dentro il mare, e quelli che dal mare riescono a tornare, vivi. E diceva: vedrai la sorpresa quando scoprirai quali sono i più felici." (tutto il passo qui)

E forse, mi vien voglia di non spiegare... perche' ognuno abbia la sua liberta' di capire.

Di guardare il mare
di gettarsi nel mare
e di tornare vivo.

Ma una cosa la voglio scrivere, qui, per me.
Tornare vivo e' (appunto) come rinascere. E' sperimentare un mare che ti porta via tutto, le certezze, le costruzioni, sogni e auto-definizioni, e ti lascia spoglio sulla riva, affannato e quasi irriconoscibile. Tutto e' cambiato una volta che sei entrato in mare, hai passato tempeste, cannibalismi in una zattera di compagni morti, tra pieta' ed eroismi, tra carni e sale.

Ma e' anche sapere che, quella, non e' stata la tua fine. 

La fine, capisci!

..e poi, dove vuoi che finisca il mare? :-)



Marea bassa a Mont Saint Michel. Foto dal web,


4 aprile 2017

Il turno di notte

“Chi ha fatto il turno di notte per impedire l’arresto del cuore del mondo?
Noi, i poeti."

 - Izet Sarajlic -

(Grazie a Erri De Luca, ai suoi turni di notte,
e a tutti quelli che piccoli o grandi, famosi o sconosciuti, fanno il turno di notte.)


Libro "Erri De Luca - Il turno di notte lo fanno le stelle")