29 aprile 2017

L'ottavo colore del sentire

A volte ci son cose che bisogna spiegare con dei paragoni.

Tutti sanno che esistono 7 colori.

Tutti lo sanno, li vedono, li indicano.
La loro percezione del colore e' dettata dal loro sguardo, dalla fisiologia dell'occhio, e dallo spettro/frequenza di luce riflessa. I colori, come le note sono 7. Categorico, chiaro, scientifico.

Ebbene, mettiamo che qualcuno possa vedere l'ottavo colore.
Che ne distingua un ottavo...chiaramente...magari un colore platino traslucido come un mantello invisibile.

Potra' mai piu' credere a quelli che ne vedono/dichiarano sette?

Potra' mai fondare la loro fiducia su quel che loro vedono e dicono di vedere, e negare la sua esperienza piu' ampia?

Ebbene a volte e' cosi' col sentire.

C'e' un ottavo colore anche per quello, che puoi sapere e non puoi mostrare.
Che puoi vedere, ma non puoi raccontare.

L'ottavo colore del sentire, se lo vedi non ti lascia dubbi.

E' il colore che ci dice
cosa sente chi ami,
cosa sente chi ti pensa,
senza limiti di spazio/tempo.

In cio' che e' invisibile, tutto e' evidente.
All'Anima niente puo' restar nascosto, perche' tutto sa accettare.


P.S. : un link :-)

26 aprile 2017

Non tutte le lacrime sono un male...

23 aprile 2017

Riflessione breve

E' evidente da come lo trattava, che Schrodinger non ha mai avuto o amato davvero il gatto.
E in questa mancanza sta tutta la fisica moderna.
Un grande solipsismo, dove l'altro e' solo un test su se stessi.


E non posso che pensare a te Fernando Pessoa...e citarti.

"Una delle mie preoccupazioni costanti è capire com’è che esista altra gente, com’è che esistano anime che non sono la mia anima, coscienze estranee alla mia coscienza; la quale, proprio perchè è coscienza, mi sembra essere l’unica possibile. Capisco che colui che sta di fronte a me e che mi parla con parole uguali alle mie, o fa dei gesti analoghi a quelli che io faccio o potrei fare, sia in qualche modo un mio simile. Eppure mi succede la stessa cosa con le figure delle illustrazioni che sogno, con i personaggi di romanzo che leggo, con le persone da dramma che si avvicendano sul palcoscenico attraverso gli attori che le interpretano.
Credo che nessuno ammetta davvero la reale esistenza di un’altra persona. Può ammettere che tale persona sia viva, che pensi e senta come lui: eppure ci sarà sempre un ineffabile elemento di differenza, uno scarto materializzato.
Ci sono figure d’altri tempi, immagini-fantasmi di libri che sono per noi realtà maggiori di certe insignificanze incarnate che parlano con noi dal terrazzo o che ci guardano casualmente dal tram, o che ci sfiorano passando nel caso morto delle strade. Gli altri non sono per noi altro che paesaggio e, quasi sempre, il paesaggio invisibile di una strada nota.
Considero mie, con maggiore consanguineità e intimità, talune figure che sono scritte nei libri, certe immagini che ho conosciuto nelle illustrazioni, più di molte persone che sono considerate reali, che sono fatte di quell’inutilità metafisica chiamate carne e ossa. E “carne e ossa”, infatti, è una perfetta descrizione: sembrano cosa fatte a pezzi ed esposte sul banco di marmo di una macelleria, morti che sanguinano come la vita, gambe e cotolette del Destino.
Non ho vergogna di avere tali impressioni, perché ho capito che tutti noi abbiamo impressioni simili. Il disprezzo che sembra esistere fra uomo e uomo, l’indifferenza che permette che si uccidano persone senza capire che si uccide, come fra gli assassini, o senza pensare che si sta uccidendo, come fra i soldati, sono dovuti al fatto che nessuno presta la dovuta attenzione alla circostanza, che sembra astrusa, che anche gli altri sono anime.
In certi giorni, in certe ore che mi reca chissà quale brezza, che mi apre chissà quale porta che si apre, sento all’improvviso che il droghiere dell’angolo è un ente spirituale, che il commesso che in questo momento si affaccia sulla porta sopra il sacco di patate è un’anima capace di soffrire.
Quando ieri mi hanno detto che il garzone della tabaccheria si era suicidato ho avuto l’impressione di menzogna. Poveretto, anche lui esisteva!!! Ce ne eravamo dimenticati tutti, tutti noi che lo conoscevamo allo stesso modo di coloro che non l’hanno mai conosciuto. Domani lo dimenticheremo meglio. Ma che egli avesse un’anima, questo è certo: era indispensabile per uccidersi. Passioni? Angosce? Senza dubbio…Ma per me, come per tutti gli altri, resta solo il ricordo di un sorriso stolto sopra una giacca di fustagno, sporca e con le spalle diseguali. E’ quanto resta a me di chi ha sentito così intensamente da uccidersi perché sentiva; perché, in fin dei conti, nessuno si uccide per nient’altro…Una volta, mentre mi vendeva le sigarette, ho pensato che presto sarebbe diventato calvo. Non ha avuto tempo di diventarlo. E’ uno dei ricordi che mi rimangono di lui. Quale altro ricordo mi sarebbe potuto restare visto che questo non appartiene a lui, ma a un mio pensiero?
E all’improvviso vedo il cadavere, la bara in cui è stato messo, la fossa, totalmente estranea, nella quale è stato probabilmente portato. E mi accorgo, sempre all’improvviso, che il commesso della tabaccheria era, in certo qual modo, con la sua giacca sbilenca e tutto il resto, l’intera umanità.
E’ stato solo un momento. Oggi, ora, chiaramente, come l’uomo che io sono, egli è morto. Nient’altro.
Sì, gli altri non esistono…E’ per me che questo tramonto pesantemente alto trattiene i suoi colori nebbiosi e duri. Sotto il tramonto, senza che io lo veda scorrere, il grande fiume si increspa per me. Per me è stata fatta questa piazza aperta sul fiume che si sta gonfiando per la marea. Oggi nella fossa comune è stato sepolto i garzone della tabaccheria. Non è per lui il tramonto di oggi. Ma, poiché ho pensato questo, e senza che lo voglia, neppure per me è questo tramonto."

14 aprile 2017

A parable


How wise.


Riflessione del giorno: Condividiamo cio' che vogliamo abbia spazio in noi.

10 aprile 2017

Internal Flight



In silent silence ... a voice is heard ... ... he whispers ... he sings ... sometimes he screams ... sometimes even demands ... like the waves of the ocean breaking about the shore ... flies to the particles of what It's called me ... particles of me ... particles of you ... us ... them ... ... endless faces of a diamond ... are one in your breathing ... ... in your heartbeat I hear yours .. And this rhythm ... he lives in everything ... ... that if this voice whispering inside ... the key ... to the door ... which is not in general ... ... uncertain ... and Carefully ... I'm still starting out ... ... that I know ... so much and so little ... if I confess to myself ... all this load of memories ... good ... bad. .. just dust ... I'll start drawing from scratch ... I'm not running away ... this time I'm here ... and years ... months ... and days ... thank ... and release them ... I stand on the edge ... and my mind backs away ... do not jump says ... you'll die ... thoughts swirled ... like the whirling leaves ... dancing talking ... what will ... if Deeply dive ... into yourself ... look ... into the faces of the demons of the guards ... the soul in shackles storing ... there's the world ... dogmas ... ideals ... standards ... fears ... Games ... mezansen theaters ... who is this true me ... who is hidden behind the masks of ideas ... having absorbed the whole world ... who writes ... these tales ... my ... our ... Like a dream someone thought up ... and lives in it ... what if I stop ... I rest from infinite thoughts ... I'll give this world just to be ... trusting the heart of purity ... into the eternal ocean I fall ... Who am I ... please .. answer ... ... fell again ... doubts crept ... wings entangled ... annoyance ... and despair ... from eternal questions ... answers ... questions ... answers ... mind games ... loneliness and sadness ... as long-time companions ... which you will not feed ... insatiable ... I began to fight with myself ... illusory symbols ... we tell you ... you us ... we are better ... you are worse ... we them ... they are us ... these are white ... these black ... blue ... red ... those are more useful .. They are not needed ... everything that I saw ... like clouds floating eternity ... thoughts ... fairy tales ... I let go of everything ... I let go of the need to know why ... why ... I land with my mother. .. she knows everything ... we gave names ... names ... invisible lines ... her whole ... one ... how to just choose the world ... and this is not an option even ... it's just there ... I trust that moment ... I open ... I trust ... I open my heart ... ... where this is the place of meeting with yourself ... no age ... race ... occupation ... Admit already ... that everything is inside ... the soul ... she smiles ... she smiles ... ... I stand between heaven and earth ... and fear disappears ... when I come in contact with you ... It's so easy to die ... to be reborn again ... not dying ... ... how to describe in words ... what I feel ... I can only smile ... breathe in ... and exhale .... .. joy ... ... with the dawn I'm born ... every night I leave ... dissolve ... there's who ... and that ... I'm a man ... and a woman ... and a child .. And the bird ... and the sky ... the clouds ... and the stone under the water ... I wave that close to the shore whispers ... I live ... always ... the sun does not say goodbye ... a light breeze caresses the skin My ... all the feelings calm down ... and the silence ... it's love ... the heart opens up ... I'm ... and I'm not ... there's everything ... and every transition ... just a new one Start...

8 aprile 2017

"Quelli che dal mare riescono a tornare"

Ed e' stamattina, dopo tanti anni, tanti anni che ho riletto lo stesso libro che, naufraga tra i miei pensieri, mi trovo a collegare i nodi marinari dei significati. E trac - come un'illuminazione - ho sentito di capire davvero, finalmente, quella frase.

“L’unica persona che mi abbia davvero insegnato qualcosa, un vecchio che si chiamava Darrell, diceva sempre che ci sono tre tipi di uomini: quelli che vivono davanti al mare, quelli che si spingono dentro il mare, e quelli che dal mare riescono a tornare, vivi. E diceva: vedrai la sorpresa quando scoprirai quali sono i più felici." (tutto il passo qui)

E forse, mi vien voglia di non spiegare... perche' ognuno abbia la sua liberta' di capire.

Di guardare il mare
di gettarsi nel mare
e di tornare vivo.

Ma una cosa la voglio scrivere, qui, per me.
Tornare vivo e' (appunto) come rinascere. E' sperimentare un mare che ti porta via tutto, le certezze, le costruzioni, sogni e auto-definizioni, e ti lascia spoglio sulla riva, affannato e quasi irriconoscibile. Tutto e' cambiato una volta che sei entrato in mare, hai passato tempeste, cannibalismi in una zattera di compagni morti, tra pieta' ed eroismi, tra carni e sale.

Ma e' anche sapere che, quella, non e' stata la tua fine. 

La fine, capisci!

..e poi, dove vuoi che finisca il mare? :-)



Marea bassa a Mont Saint Michel. Foto dal web,


4 aprile 2017

Il turno di notte

“Chi ha fatto il turno di notte per impedire l’arresto del cuore del mondo?
Noi, i poeti."

 - Izet Sarajlic -

(Grazie a Erri De Luca, ai suoi turni di notte,
e a tutti quelli che piccoli o grandi, famosi o sconosciuti, fanno il turno di notte.)


Libro "Erri De Luca - Il turno di notte lo fanno le stelle")


25 marzo 2017

Letture al parco

"Why is it that when your words hurt, they go right to the heart?"
He answered: "That's so you'll remember. If words don't hit home with the person listening, they don't hit home with the person speaking, either".

"Perché accade che quando le tue parole fanno male, vanno dritto al cuore?"
Egli rispose: "Così ti ricorderai. Se le parole non hanno colpito la casa (il cuore) con la persona in ascolto, non hanno raggiunto il cuore neanche della persona che parla".

video

If you want to be a good person, make sure you know where true goodness really lies. 
Don't just go through the motions of being good.

Se vuoi essere una brava persona, assicurati di sapere dove si trova veramente la vera bontà. 
Non basta andare con i gesti di chi e' buono.


- Ajaan Fuang Jotiko -

19 marzo 2017

Presenza con rispetto

A ben vedere, i momenti di felicita' condivisi hanno tutti in comune qualcosa.


Dare spazio ai silenzi...nostri e altrui.

L'intimita' che e' anche liberta'.


Presenza con rispetto.

(Sicilia, diverso tempo fa)

10 marzo 2017

Spinti verso il destino

Ci sono delle propensioni innate, delle preferenze che nel corso del tempo fanno un destino.

Ci sono molte cose che non avrei mai immaginato di poter avvicinare, e invece me le ritrovo nel mio cammino...quasi "facilmente"...come spinte da una forza superiore. 
E' stato cosi' con la famiglia di Angelo D'Arrigo, mio esempio fin da ragazzina... famiglia incontrata per coincidenza, direi, nell' estate 2015, da cui e' nato un piccolo "volo" fotografico sul parapendio.

E ancora il reportage di Alice Project che mi ha condotto all'unione di forze con Gloria Germani, niente poco di meno che la biografa di un altro grande per me, Tiziano Terzani.

E conoscere, interagire con Mauro Scardovelli, un altro luminare che col suo lavoro fa oggigiorno da faro ai naviganti, agli smarriti, in questo mare di mancata etica.

E chi l'avrebbe mai detto che in un pomeriggio di Marzo mi sarei trovata davanti ai documenti dell' Inghilterra, davanti alle minute di tutti quei politici/politicanti che cercavano la giusta strategia per mettere a tacere la statura umana di Gandhi ! E lui, il Mahatma...come rispondeva, con che dignita'... i suoi digiuni, la sua prigione, la sua ironia. Con quelle carte tra le mani mi e' sembrato piu' grande e vero di qualsiasi versione romanzata della sua vita. (Potrei raccontare molti dettagli sui carteggi che ho avuto in mano ma non lo faro' in questa sede).

E cio' che mi colpisce di quando ti avvicini davvero alle storie che hai sentito raccontare e' questo: quando le osservi da lontano ti sembrano enormi e quasi inverosimili, ti commuovi. Pensi: ma guarda quante cose son riusciti a fare questi super-uomini. E senti una sorta di nostalgia e un nodo in gola. 

Ma poi quando le cose le hai piu' vicine, piu' reali o se vogliamo piu' umane, ti rendi conto che quegli uomini avevano i tuoi stessi mezzi, due gambe due braccia due occhi un cuore... e piu' che la commozione o il senso di perdita dovuto alla morte, quello che ho sentito oggi leggendo di Gandhi e' stato qualcosa di solido, granitico, e perfetto: la dignita', la liberta', la sua statura umana.

E' stato pacificante, fermo, vitale.

Una vita che ha seguito il suo senso. Credo che non ci sia niente di piu' desiderabile, niente di piu' bello.

Come diceva Menandro
"Come e' bello l'uomo, quando e' uomo." (questa frase me l'ha dedicata la mia prof di greco alla maturita')

Oggi sento che c'e' una ragione per quello che si cerca, per quello che si trova. Me l'ha mostrato Gandhi... che ha seguito la sua grande anima.

Adesso sento che cio' che facciamo, cio' a cui ci interessiamo, ha le sue ragioni non nel nostro passato ma nel futuro. 

28 febbraio 2017

Aprirci. Poterlo fare... ci rende felici

Ci sono momenti in cui si scrive di meno. Paradossalmente a volte sono proprio quelli piu' interessanti... in cui avvengono piu' cose, fuori e dentro di te.
E adesso mi sento cosi. 
Pezzo dopo pezzo, passo dopo passo, non ho mai sentito come ora questa immensa liberta' e voglia di espandermi, di parlare con chi apprezza, di sentire la voce di chi -vecchio o nuovo- con la sua presenza mi fa sentire a casa. Di chi si sente felice che io sia li', semplicemente.
Mi sono ritrovata con grande leggerezza, senza maschera, e totale.

"Aprirci. Poterlo fare... ci rende felici"



Il mio grazie oggi va alle persone che si danno con onesta'.

19 febbraio 2017


Mi ricordo di te.



12 febbraio 2017

6 febbraio 2017

Ricordarsi


Se l'amore e' una questione di coscienza, allora la coscienza e la memoria sono una cosa sola. 
E questo, mi accorgo, era gia' stato scritto da Sant'Agostino.

Ricordare, dal latino re- (di nuovo, addietro) e cor,cordis (cuore), cioè riportare al cuore.

Ricordarsi.

Ho la fortuna di avere accanto, e di ritrovare, le persone con cui ho passato gli anni di maggior scambio e apertura, l'adolescenza. L'affetto e' immutato, anzi maturato: e' una base solida.

Mi vien da pensare ad altre situazioni, alle illusioni di "per sempre", alle dimenticanze, alle finte presenze, alle amicizie superficiali.
Ai tentativi (!) di esserci. O peggio, alla pretesa di esserci, mentre non si da vero, profondo ascolto.

Eppure basta cosi poco. 
Quel di cui abbiamo bisogno, a volte non sono nemmeno le soluzioni alle nostre incognite impazzite, ma qualcuno che sappia abbassare la voce e dire "Tesoro io sono qui per te."

Basta cosi' poco...per riconoscerlo... per RICORDARSI di praticarlo.

Oh se il mondo, e le parole, non fossero cosi' inquinate. Se la gente non fosse distratta. Se tutti noi ricordassimo, in prima istanza di esserci. Attimo per attimo. Battito per battito. 
Ricordarsi, invece che sempre tradirsi.

Lascio ascoltare... il premio per la pace del secolo.



Scusate e' solo in inglese ma cerchero' di tradurlo in italiano!

1 febbraio 2017

When You Wish Upon a Star




((When You Wish upon a Star è una canzone, apparsa nel film Pinocchio, con il testo composto da Ned Washington e la musica da Leigh Harline.
Originariamente interpretato da Cliff Edwards, accompagnato da un coro, secondo il sito "secondhandsongs" ha avuto 125 covers e numerosi adattamenti in altre lingue. Fra gli artisti che l'hanno incisa, figurano Bill Evans, Louis Armstrong, Diana Ross & The Supremes, Neil Diamond, Tony Bennett e Ringo Starr. When You Wish upon a Star è diventata la canzone "ufficiale" della Disney, e il suo ritornello è ancora oggi il sottofondo del logo Disney.)    DA WIKIPEDIA)

Mi ha fatto riflettere tanto la storia di Walt.





22 gennaio 2017

Sogno concerti di silenzio!
Bellissimo, ascoltate:

Barattoli pieni di luce

©Maria Cardamone 2017 - Mobile Photography










E' stata una settimana intensa... Piena di luce.
Ho lasciato che mi entrasse nell'anima, in tutti gli spiragli miei.
Ho lasciato che la luce fosse...quando era. Senza spingere nulla.
Facendomi pero' trovare nel momento giusto,
li' a coglierla, a fermarla, a ricordarla.
Fermarsi, il giusto tempo...mentre il mondo corre a lavoro.
Come il collezionista, ho riempito barattoli di albe, tramonti e luci della sera.
La mia etichetta sui barattoli e' Momenti Vitali della Giornata.

Quanta Luce ha Londra...





13 gennaio 2017

The Shape of my Heart


1300 WORLD MAP, Victoria&Albert Museum

Lo sapevano gia' nel 1300 che la Sicilia ha la forma del cuore.

10 gennaio 2017

...

Amare la vita o qualcuno, un uomo, un amico (ma anche un gatto)... e' restituirgli lo stupore negli occhi. 
Non farlo annegare nel grigio della vita,
nella ritorsione morbosa dei sentieri gia' tracciati.

E' prenderlo per mano, invitandolo a far cose mai pensate prima. 
Semplicita' piene di vita.
Come una colazione sul prato, organizzata all'improvviso.

Danzare, come Shiva, anche da soli.
Gira la testa,
il cuore batte,
il respiro s'affanna,
e tutto il corpo, 
attraversato da una corrente che va veloce dalla testa ai piedi, sbuffa fuori un
"io vivo".
Il ballo crea e distrugge infinite volte.

Quando fotografo e godo ogni singola esperienza,
come faccio ora,
dove tutto e' nuovo e vibrante,
e tutto e' solo mio,
quando mi affeziono a posti, al fiume,
e conosco la gente del luogo...
qui, che diventa una nuova casa...

quando vedo tutto filtrato da questa mia coscienza, 
senza nessuno che mi possa chiedere
del fiume, e della gente del posto,
perche' non l'ha vissuta con me,

perche' non puo' sentire un pezzo di Tamigi
che per me e solo per me,
diventa un ricordo di una ragazza fragile
coi capelli neri sul lungo Ticino

senza nessuno che mi possa chiedere
di questa storia particolare
che ha il mio nome e cognome,
e che in fin dei conti
potrebbe essere una storia tra tante
che passa innocua come quella foglia che scivola lenta
via dal ramo...

allora penso che manca qualcosa,
qualcosa che non ho mai avuto fretta di ottenere
ma anche un vuoto in cui non so guardare profondamente
posso solo riempirlo di parole, o di immagini,
o di rimpianti.

Son fatta cosi. Quando e' buio,
chiudo istintivamente gli occhi,
- per sentire -

Ho una macchina fotografica,
le mani fredde,
e tanta voglia di stupire ancora,
piu' veramente, piu' dolcemente.


Ci sono amicizie che ti ricuciono i pezzi dentro. Grazie Chiara, per ricordarmi -involontariamente, forse- chi sono.

5 gennaio 2017

Posti belli per chi ama la fotografia a Londra (1 PARTE)



Photo © Kake (used under Creative Commons)

1) Photo Books International
99 Judd Street Bloomsbury WC1H 9NE
http://www.pbi-books.com/

Una perla nascosta. Questa piccola libreria in Judd Street ha il gusto antico della scoperta, dei libri di seconda mano che quando li sfogli fanno odore di buono. Ci sono anche libri nuovi, scelti dai proprietari, e quindi non la solita selezione delle grandi catene di librerie. Qui c'e' un vasto assortimento e soprattutto c'e' un'intera sezione dedicata al fotogiornalismo!
Ho letto una recensione che la definiva deludente. Non la penso cosi'. La signora che mi ha accolto e' molto preparata in fotografia, mi ha consigliato volumi ed editori interessanti, in base alle mie preferenze e ricerche. Ho comperato a poco delle riviste di fotogiornalismo bellissime, e la proprietaria mi ha pure regalato un volume.

Attenzione agli orari di apertura:

Wed: 11:00 - 17:30
Thu: 11:00 - 17:30
Fri: 11:00 - 17:30
Sat: 11:00 - 17:30

2)The Photographers Gallery
16-18 Ramillies Street
http://thephotographersgallery.org.uk/


Questo e' un posto cui sono molto affezionata. E' stata, credo, la prima galleria visitata al mio arrivo a Londra. Ci sono mostre, c'e' un bookstore, e un cafe'. Nella libreria c'e' un'ampia selezione dedicata alla teoria della fotografia (nella sua accezione piu' filosofica) e nei vari piani adibiti alle mostre si fa sempre qualche scoperta, o almeno ci si fa un'idea su che aria tira nel mondo fotografico contemporaneo. Qui ho incontrato il fotografo finlandese Penti Sammallati che mi ha autografato una copia del suo libro (dopo che la cercavo invano da mesi!). La galleria vende anche stampe fotografiche autografate degli autori ospitati ed e' possibile visionarle su richiesta.

OPEN 7 DAYS A WEEK
Monday–Saturday: 10.00–18.00
Thursday: 10.00–20.00 during exhibitions
Sunday: 11.00–18.00
Last admission 30 minutes before Gallery closes

3) Camera Museum
44 Museum Street, London WC1A 1LY
Tel: 020 7242 8681
http://www.cameramuseum.uk/

Bellissima realta'! Per scoprirla vi invito a vedere il video:




...ma il modo migliore e' andare a prendere un cappuccino di persona. Fermarsi nella saletta e scegliere uno tra i tanti libri di fotografia messi a disposizione e sfogliarlo. Alzarsi ogni tanto e curiosare tra le macchine fotografiche. Comprare un rullino 120. Chiedere le informazioni che vi servono su una particolare macchina fotografica o farla riparare se avete avuto un problema... guardare le foto nelle pareti. Vivere a pieno il proprio feticismo fotografico!
Qui trovate anche Hasselblad e borse  Billingham!
E se questo non vi e' bastato, provate a chiedere: dove posso sviluppare il mio rullino 120? vi manderanno nel prossimo luogo della mia lista...che e' sempre loro.

Opening Hours:
Monday to Friday: 11am - 7pm
Saturday:12noon - 7pm
Sundays: 12noon - 6pm

4) Aperture Store
27 Rathbone Place, London W1T 1JE
Tel. 020 7436 1015
27@apertureuk.com
http://apertureuk.com/


Aperture è un negozio di apparecchiature fotografiche di seconda mano: tratta Leica, Nikon, Canon, Rolleiflex, Mamiya e altre marche di attrezzature fotografiche professionali (rifatevi gli occhi!)
Si trova in una posizione molto comoda nel centro di Londra, appena fuori Oxford Street e Charlotte Street. Fanno servizi di sviluppo e scansione negativi, e sono molto preparati. A mio avviso, al momento, l'unico posto cui affiderei un negativo a Londra.


Opening Hours:
Mon - Fri 11.00am - 7.00pm
Sat - Noon-7pm
Sun and Bank Holiday - Closed




Se avete altre segnalazioni, fatemi sapere!