13 dicembre 2013

Bibi


Jacques Henri Lartigue amava Bibi. Lo si vede dalle foto. Bibi ride, Bibi va in bagno. 
Davanti a lui e' assolutamente nuda, senza maschere, come qualcuno che si fida, che non si finge. 
Lartigue ammette di non aver subito amato Bibi, ma di averne sentito un'attrazione naturale, di sensi, e averla iniziata ad amare poi col tempo. Intanto scorreva sotto la musica della Bella Epoque.
Di quell'amore sono rimaste le foto, attualmente esposte alla Photographer's Gallery di Londra. 
Una bella mostra.


1 novembre 2013

Le lacrime di una mamma.


Non si puo' rimanere indifferenti alle lacrime di una mamma.
Qualcosa trema dentro.
Quando piange la mamma piove sul mondo intero.

Anche se quel dolore e' una pena momentanea,
anche se quello e' il dolore che deve attraversare
per evolvere, cambiare, maturare, lasciare andare.

Le lacrime di una mamma infiammano il cuore,
chiedono giustizia, perdono, sorrisi, rivincita.
Preparano rivoluzioni.

Audrey Treccenere

Chi ha visto una mamma piangere se lo ricorda per sempre.

Ne ho vista una di recente, e ho ricordato. Ho ri-compreso anche dolori altrui.

Che ben vengano le rivoluzioni, e che siano vere, ovvero innanzitutto interiori.

Penso a quante volte la tv ha mostrato scene di guerra e madri piangenti su vite innocenti massacrate...e come queste scene - in base alla riflessione dello spettatore - abbiano loro malgrado pubblicizzato rabbia piuttosto che retta comprensione.

Si. Ci sono lacrime di mamma che chiedono esplicitamente vendetta e altre vittime. Giustificano conflitti.Le lacrime di mamma sono micidiali.

Ma ce ne sono alcune che non chiedono vendetta.
Rivoluzionarie e inamovibili, come la Pieta' per tutti, figli innocenti e assassini.

Non si puo' comprendere il Figlio dell'Uomo senza le lacrime di Maria.
Lacrime di mamma, di qualita', se mi passate il termine.

Cosi rivoluzionarie da rivedere il Figlio risorto.



8 ottobre 2013

Bugie per dire la verita'

Ricordo come una piacevole scoperta e tuttavia "ovvieta' dell'evidenza" quando durante il corso di Linguistica all'Universita'  lessi che l'uomo e' l'unico animale che non soltanto parla, ma e' capace di mentire.

Gli animali seguono l'istinto di sopravvivenza e riproduzione, sono onesti, e questo in qualche modo significa "prevedibili" e facili da leggere.

L'uomo invece puo' dire con la voce alcune cose, e agirne altre. Se e' un bugiardo dilettante potra' manifestare dei segnali non verbali, nel movimento degli occhi e delle espressioni, che lo tradiscono (ovviamente solo agli occhi di una persona esperta e allenata a cogliere tali segnali), come avviene nella serie tv Lie to me dove si ha un esempio di Facial Action Coding System.

Sembra dunque che questa scissione tra corpo, parola e azione, sia una peculiarita' tutta umana. A questo punto potremmo finire facilmente nel giudizio, indicare come sbagliata la bugia tout court, e lodare gli animali che non possiedono una tale bassezza.

Ma un po' di esperienza Zen e di equilibrio tra bianco e nero, mi hanno allenato a una visione sospesa, neutrale, che precede il giudizio. Trovo molto piu' interessante indagare la bugia come possibilita' e campo di azione. A questo mi portano le mie ricerche di oggi sull' Ipnosi.

Innanzitutto chiamerei la bugia "suggestione".
Di fatto essa e' la creazione di una realta' alternativa.

Una mappa per esempio e' piena di bugie, poiche' evidenzia solo alcune possibilita' evidenziabili e ne tace altre. Una mappa risponde alla domanda "cos'e' importante conoscere di questo posto?" 
e il committente che la fa disegnare risponde per noi.
E' importante che tu sappia dov'e' il  Mc Donald piu' vicino, o qual'e' il confine tra te e il tuo fratello di razza diversa. Alcune poche mappe, fuori dai grandi motori di ricerca, possono dire cose diverse...per esempio dove si respira aria pulita.

Piu' una bugia e' diffusa, piu' il suo effetto di "modellizzazione della realta'" prende piede.

Cosa rende la bugia realta' nella realta'?
La fiducia accordata dalle persone.

Cosa conferma la realta', rendendola difficilmente modificabile?
La ripetizione e diffusione di quella fiducia nel tempo, poiche' si trasforma in credenza sociale.

Ora  inizia ad esservi piu' chiaro il perche' ho citato l'ipnosi. (---> ecco una chiara frase ipnotica, suggerire la suggestione eheheh)

E' chiaro dunque che ogni forma di pubblicita' (propaganda) e' una forma di ipnosi collettiva atta a mantenere uno stato.
Riflettiamo ancora.
Ogni parola che pronunciamo risponde a una "formazione della realta' " che per lo piu' crediamo interna a noi.

Il piu' delle volte essa proviene da un collage, un "gia' formato", che unisce pezzi di opinioni di altri, la collettivita'. Un sapere che viene dalle scuole, le istituzioni, i cartoni animati. 

Il concetto di pensatore libero e' anch'esso un inganno, se non in questo:
un pensatore e' libero quando sa di non esserlo.
Quando sa che tutto lo influenza, lo ha influenzato, e che lui puo' fare altrettanto. E dunque ogni sua parola potrebbe essere una bugia. Perche' nasce da inconsapevolezza di se' e del mondo.

Come si fa a non dire bugie?
Aiuta molto il meditare, "svegliarsi" dall'inconsapevolezza,  a volte tacere, conoscere se stessi.

Allora mi torna in mente George Ivanovich Gurdjieff:

"Per dire la verita' bisogna essere diventati capaci di conoscere cos'e' la verita' e cos'e' una menzogna; e prima di tutto in se stessi."

Credo che allora qualcosa possa balenare, una volta tolte le bugie prese in prestito. credo che la verita' sia accessibile da ogni dove, e allora bisogna trovare un modo per esprimerla, spargere Consapevolezza.

Un pensatore e' libero e sincero quando ama, comprende, perdona anche gli inganni.
Poiche' sa che provengono da mancanza di consapevolezza.

Ecco come Gesu' pote' spezzare il pane e offrire la ciotola a Giuda.
Conosceva il suo cuore e la sua inconsapevolezza.
Ironico, dolce Gesu', mentre piuttosto che scappare lascia la sua lezione alla coscienza di Giuda:
" Con un bacio mi tradisci? "
E  ancora:
"Perdona loro perche' non sanno quel che fanno."

Difficile stare soli su una croce a seguire l'unica Verita', amare, e intanto vedere gruppi di assetati di morte urlare in massa la sotto. Inconsapevolezza di gruppo, come alla finale del campionato di calcio.

Allora, insomma, non possiamo dire proprio nulla senza essere dei bugiardi?
E poi cosa dire di onesto, c'e' una Verita' ?
La mia risposta non posso prestarla, ma per grazia l'ho sentita.
Manifestarla allora non e' propaganda, ma forse un atto, l'unico atto possibile che non sia meccanico. E assume la forma di dedicazione, come un rito, attraverso le cose che so fare.
"...gli artisti usano le bugie per dire la verità, mentre i politici le usano per coprire la verità."
(Evey, dal film V per Vendetta)".

Cito da questa fonte molto interessante:

"Esiste un ulte­riore modo di men­tire, che fa parte della dis­si­mu­la­zione, e che con­si­ste nel dire la verità, ma facendo finta che que­sta sia una bugia. Si mostra il dia­mante facen­dolo cre­dere vetro. Qui la men­zo­gna si fa arte e può diven­tare qual­cosa di sublime, una forma di sug­ge­stione da mae­stro Zen, da ini­ziato Jedi."

Adesso vado a lavoro, e il mio allenamento Jedi continua: nel campo non essere altro che un contadino, coi re non essere altro che re. Dalle 12 alle 16 oggi sono una commessa. 4 ore di apprendimento, prima del prossimo gioco di ruolo.

25 settembre 2013

1 anno a Londra. Osservazioni di un'aliena.

Un anno a Londra.
Per ora ci svegliamo e troviamo la citta' avvolta dalla nebbia. Verso le 5 del pomeriggio la luce diventa arancione, l'aria inverosimilmente piu' calda del solito, e si diffonde un odore di erba appena tagliata. Sono arrivata a Londra il 25 settembre 2012, alle ore 17:20. Con un volo Easyjet naturalmente, prenotato solo pochi giorni prima....ma questa e' un'altra storia.

- Ti piace Londra?

Questa e' la domanda che ti viene rivolta piu' spesso, a Londra.
Seguita da qualche battuta sul tempo atmosferico, specie se hai lasciato la Sicilia.

Trovo che gli inglesi siano davvero ossessionati dal tempo atmosferico. Non smettono mai di parlarne, di controllarlo, di farsi contagiare dalle nuvole e dalla pioggia. Quando c'e' il sole scappano fuori, organizzano un pic-nic in fretta e furia con i pasti pronti comprati al Sainsbury's. Sono felici, e soprattutto portano con se' da bere, qualcosa di alcolico come il Pimms. 
Quando succede, li guardo mentre vanno di corsa a prendere quegli attimi di vita all'aria aperta, e  devo dire che mi fanno simpatia. 
Li trovo attivi, organizzati anche quando improvvisano, sono pieni di bici, tende, sacco a pelo lasciati nel sottoscala o nel garage. 
Sono dei perfetti consumatori, di tempo, cibo, bevande. 
Ma soprattutto di tempo, non si lasciano scappare un attimo. Non conoscono pennichella.
Mi stupisco ancora quando il Lunedi' mi dicono Sabato e' previsto bel tempo.
Sono sempre verso il futuro, corrono. Per questo non lo raggiungono mai.
Gli inglesi sono abili ad afferrare tutto l'afferrabile, e questo e' chiaramente visibile nei musei e nelle loro collezioni accumulate con oggetti provenienti da tutto il mondo.
Credo che manchi loro una parte del nostro vocabolario latino, dove c'e' oltre al mostrare il piacere del raccontare, di quasi "corteggiare" i significati. Mancano le metafore, i traslati, le suggestioni. Ne guadagnano in chiarezza, praticita', efficienza.

Adesso dopo un anno, trovo le differenze, ma anche le somiglianza. Dopo tutto sono come noi, questi inglesi. nel fondo del cuore, tutti gli uomini sono uguali. Ma per quanto riguarda l'educazione e dunque il comportamento, la filosofia di vita, li trovo molto educati a non pensarsi troppo.

A me Londra piace. 
Ma in un modo che - se io devo essere io - richiede una risposta lunga, ecco, che agli inglesi non interesserebbe tutta per intero. Perche' quando ti chiedono "Hi! Are you right?" sono gia' andati via, senza sentire la risposta.
Ma questo blog e' italiano, e in Italia abbiamo la fortuna che la moneta e l'economia e' piu' debole.
E questo ha almeno un effetto positivo: significa che abbiamo piu' tempo per leggere ed ascoltare gli altri.

Londra dunque...direi amore, nonostante tutto.

Perche' Londra e' multirazziale. Ma a volte ti fa sentire un eterno straniero.
Perche' i servizi e i trasporti funzionano bene. Ma la sanita' e' terribile, lenta, inefficiente e con un approccio poco umano.
Perche' a Londra puoi essere chi vuoi e nessuno ti giudica. Ma questo accade perche' la gente ha una mentalita' aperta, o anche perche non molti si prendono il tempo per vedere chi sei veramente.
Perche' a Londra ho buoni amici e anime belle attorno a me. Ma sono lontana da altri affetti e le mie radici.
Di difficolta' ce n'e' tante, come migrante. Ma non piu' di quelle di chi rimane. Sono difficolta' nuove, e questa novita' le rende a tratti stimolanti.

E poi altre cose positive.

Una vita autonoma, con spazi, energie, regole mie. La possibilita' di lavorare e conoscere una nuova lingua. Il supporto di amici e parenti, caloroso, essenziale.
Le mostre e gli eventi artistici che abbondano. 
Le chiese, i santuari, i circoli di pietre, i templi buddisti e indiani che posso visitare. 
Il cibo da ogni parte del mondo e i nomi di cose che altrimenti non avrei mai conosciuto. 
Le fiducie perse e ritrovate. La gente che e' passata a trovarmi, a trasformarci.
Il mondo che improvvisamente sembra piu piccolo, e dunque gestibile. 
Perche' Londra e' collegata bene con tante citta', per cui e' davvero semplice prendere un aereo o un autobus e trovarsi in Irlanda, per esempio, con l'Oceano in faccia.
E soprattutto Londra e' come viaggiare. 
Ci si puo' stare dentro e scoprire sempre cose nuove.
Si puo' prendere un bus alle 9 di sera e finire in un quartiere arabo, dove si fuma il narghile' per strada e i negozi sono aperti tutta la notte. 
E un po' lo capisco il Marco Polo di Calvino. Anch'io ogni volta che descrivo una citta' penso a Palermo. Non credo sia semplicemente un paragone. 
E' come amare qualcosa attraverso un altro amore.
Senza soluzione di continuita'. Questo e' bellissimo, come un'onda che non si puo' contenere. Che contagia tutto il mare a muoversi.
Allora, tra tutti questi contrasti, posso dire che Londra mi piace veramente.
Per quello che sto trovando. 
Per quello che sto facendo.
Per quello che sto dando.
Per quello che sto ricevendo.
...per quello che sto diventando qui.

E' una risposta molto "latina", me ne rendo conto. Rimango italiana, con un vocabolario di sentimenti italiano.
Anche se dopo un anno a Londra, la mattina mangio porridge e bevo the'.


19 settembre 2013

Essenziale.

I problemi sono dovuti a ignoranza.

18 settembre 2013

(senza far rumore)

Senza titolo

A volte mi oscuro in silenzio, resto in penombra.
E' un fenomeno del tutto naturale, come una nuvola che arriva sopra un albero e scopre in controluce l'eleganza dei suoi rami intricati. Involontariamente mostro tutto quel che devo tacere, in un modo irriconoscibile, se non nella grazia del sentimento, nell'ordine del movimento.

Quando sono così, sono come un paesaggio.
Non si può chiedere a un paesaggio "che c'è?"



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Lascio parlare Thich Nhat Hanh:

Guardando la superficie del mare puoi vedere le onde che salgono e scendono. Le puoi descrivere con aggettivi: alta o bassa, grande o piccola, più o meno vigorosa, più o meno bella. Puoi descrivere un’onda in termini di inizio e di fine, di nascita e di morte; questo può essere paragonato alla dimensione storica, perché è nella dimensione storica che ci si occupa di nascita e morte, più potere o meno potere, più bellezza o meno bellezza, inizio e fine e così via. Osservando in profondità vediamo anche che le onde, allo stesso tempo, sono acqua.
Un’onda potrebbe mettersi a cercare la propria vera natura. Potrebbe soffrire di qualche paura, avere qualche complesso, potrebbe dire: “Non sono grande come le altre onde”, “Sono depressa”, “Non sono bella come le altre onde”, “Sono nata e dovrò morire”. L’onda potrebbe soffrire di tutte queste cose, di queste idee; ma se si china e tocca la propria vera natura si rende conto di essere acqua. Allora tutte le paure e i complessi scompaiono.
L’acqua è libera dalla nascita e morte di un’onda. L’acqua è libera da alto e basso, più bello o meno bello. Puoi parlare in termini di più bello e meno bello, alto o basso, solo se parli di onde; per quel che riguarda l’acqua tutti questi concetti non hanno alcun valore.
Noi non dobbiamo cercare Dio, non dobbiamo cercare la dimensione assoluta o il nirvana, perché noi siamo il nirvana, siamo Dio.
Tu se ciò che stai cercando. Sei già quello che vuoi diventare.
Puoi dire all’onda: “Carissima onda, tu sei acqua, non serve che tu vada in giro a cercare l’acqua. La tua natura intrinseca è di non-discriminazione, di non-nascita, di non-morte, di non-essere e di non non-essere”.
Pratica come un’onda. Datti il tempo di osservare in profondità dentro di te e di riconoscere che la tua è una natura di non-nascita e non-morte; così facendo puoi aprirti un varco verso la libertà e l’assenza di paura. Questo metodo di pratica ci aiuterà a vivere senza paura e a morire in pace senza rimpianti.
Se porti in te un lutto profondo, se hai perso una persona cara, se sei pervaso dalla paura della morte, dell’oblio e dell’annientamento, ti prego, raccogli questo insegnamento e mettiti a praticare. Se pratichi bene sarai in grado di guardare la nuvola, la rosa, il sassolino o tuo figlio con quello sguardo che ci ha trasmesso il Buddha; entrerai in contatto con la vera natura della realtà: la natura di non-nascita e non-morte, di non-arrivo e non-partenza.
Questo può liberarti dalla paura, dall’ansia, dal dolore; allora potrai avere proprio quella pace che ti rende forte e stabile, che ti fa sorridere agli avvenimenti che accadono. Vivere in questo modo ti premetterà di aiutare molte persone intorno a te.

Tratto dal libro “Il Segreto della Pace” di Thich Nhat Hanh

16 settembre 2013

Il sommelier di albe

C'e' chi si alza all'alba per prendere un aereo.
Chi per andare a lavoro.
Chi per rispondere a una telefonata improvvisa.
Chi per allattare un neonato.
Chi non riesce a dormire, e allora decide di farsi un caffe'.

E poi c'e' chi si alza all'alba per vedere l'alba (pazzesco eh?)
Per 21 giorni, come un rito. Guardando sempre dalla stessa finestra, questo qualcuno scatta una foto e poi annota minuziosamente le sue impressioni sul mattino. Tutto e' nuovo, il sapore non e' mai lo stesso. Niente e' banale.

Cambiano i colori, le atmosfere, i protagonisti.
Inizia una collezione di albe e "degustazioni", per 21 giorni, quanti - secondo alcuni - sono necessari per imparare una nuova abitudine.

Contemporaneamente nasce una figura del tutto nuova: il sommelier delle albe, che attraverso questo processo di riscoperta del mattino, a sua volta si riscopre "nuovo".

Al ventunesimo giorno, qualcosa e' definitivamente cambiato. L'alba e' pienamente visibile, e lo scenario inquadrato dalla piccola finestra di periferia si e' ora allargato alla campagna fuori citta'.

Il sommelier di albe non ha soltanto preso una nuova abitudine e ritrovato il gusto del mattino.
Ha anche cambiato l'orizzonte, dentro e fuori di sè.

Collezione di foto e degustazioni

In alto: Alba 1, ore 6:30.

Chiara e spaziosa. Una fila di nuvole bianche si mostra a media altezza. Un ciuffo di nuvola, più in alto, si tinge di rosa. Luce color ambra. Aria fresca e ferma.

 

14 settembre 2013

Dove la mente non conosce paura

Lo conoscete Tagore? Probabilmente si. Un poeta di grande grazia, nobel per la letteratura nel 1913. Di lui oggi mi servo, con un pensiero al mondo intero.


Dove la mente non conosce paura e la testa si tiene alta,
dove il sapere è libero,
dove il mondo non è frazionato dalle anguste pareti domestiche.
dove le parole sgorgano dalle profondità del vero,
dove lo sforzo instancabile tende le braccia verso la perfezione,
dove il limpido ruscello della ragione non ha deviato
nel monotono deserto sabbioso delle viete abitudini,
dove la mente è da Te indotta
verso pensiero ed azioni sempre più vasti:
sotto questo cielo di libertà, Padre mio,
fa' che il mio popolo si desti.

Rabindranath Tagore

7 settembre 2013

Il mondo nudo

Non dire nulla


Il fotografo Luigi Ghirri l'aveva capita bene questa cosa. A volte per dire qualcosa di onesto non bisogna dire nulla.
In mezzo al chiasso delle immagini che si impongono allo sguardo e alla memoria, in mezzo all'eccesso di etichette e marchi, a volte serve uscire di casa con la macchina fotografica al collo e raccogliere pezzetti di mondo, in modo "pulito". 
Senza pensare agli altri. Senza pensare che quello scatto servira' o vincera' l'ultimo contest, o un giorno sara' nella copertina del National Geographic. Senza attaccamento. Senza pensare che qualcuno ci giudichera' bravi o cattivi nello scattare.

E' un buon esercizio usare la macchina fotografica per non dire nulla, piuttosto per vedere
Come se fosse la prima volta. Ed e' senz'altro la prima volta.
Guardare fuori, e salutarlo questo mondo che si dispiega ai nostri piedi, fiducioso. Senza violentarlo, senza mettergli addosso un vestito. Il mondo nudo di proiezioni, che la camera in un centesimo di secondo raccoglie e GLU beve, in un sorso.

Non dire nulla. Solo vedere.

Ho gia' detto abbastanza.

5 settembre 2013

La pigrizia.

Ostacoli all'evoluzione personale: la pigrizia, sintomo di un conflitto interiore.
Lascio parlare Mauro.





Da Wikipedia

L'accidia o acedia è l'avversione all'operare, mista a noia e indifferenza. L'etimologia classica fa derivare il termine dal greco ἀ (alfa privativo = senza) + κῆδος (=dolore), sinonimo di indolenza, per il tramite del latino tardo acedia. Nell'antica Grecia il termine acedia (ἀκηδία) indicava, letteralmente, lo stato inerte della mancanza di dolore e cura, l'indifferenza e quindi la tristezza e la malinconia. Il termine fu ripreso in età medievale, quale concetto della teologia morale, a indicare il torpore malinconico e l'inerzia che prendeva coloro che erano dediti a vita contemplativa. Tommaso d'Aquino la definiva come il «rattristarsi del bene divino», in grado di indurre inerzia nell'agire il bene divino.

Il senso del termine è in stretto rapporto con quello della noia, con la quale l'accidia condivide una medesima condizione originaria determinata dalla vita contemplativa: entrambe nascono da uno stato di soddisfazione e non, si badi bene, di bisogno.

Il significato del termine accidia è oggi vago, ma resta fortemente connotato, nelle culture cristiane, di implicazioni moralistiche e negative. Nel cattolicesimo l'accidia è uno dei sette vizi capitali ed è costituito dall'indolenza nell'operare il bene.

Racconti iniziatici: Pinocchio

Da burattini a uomini. Il viaggio dell'uomo.



3 settembre 2013

Libro Vivente


"In un essere di grande spiritualità, la cosa più rilevante non
è la perfezione dei suoi tratti somatici; quali che siano i suoi
lineamenti, la bellezza di un tale essere è insita nella sua
luce e in tutto ciò che emana da lui. Anche quando tace, tutto
il suo essere parla; e quando egli parla, tutto il suo essere
viene a sottolinearne la parola. Egli è un libro, il migliore
dei libri: un libro vivente.
Ed è proprio di libri viventi che abbiamo bisogno; gli altri,
una volta letti, vengono riposti su uno scaffale e lì
dimenticati. I libri viventi invece non si lasciano dimenticare:
ci portano continuamente a ricordarci di loro."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

2 settembre 2013

Il Mondo

London 2012

Crystal Palace Park, Londra, 2012.
Se ne stava li, immobile ma come piena di vita, di presenza. Come se a un tratto potesse alzarsi e scattare, correre in mezzo al verde. E invece era ferma, incapace di scegliere dove andare. Senza testa, senza occhi. Aspettava forse, li' seduta, che - come successe a Kafka - a poco a poco tutto il mondo le si srotolasse attorno. Colorato, multiforme, impermanente. Lei invece rimaneva, come una Atena che avesse rinunciato alla Ragione, e dunque di combattere. Con la lancia si era tagliata la testa, saettandola altrove. Poi si era seduta in mezzo al verde, li' dove volle ristoro, dicendo:  
Qui mi piace regnare.
E poiche' qualcuno non fosse distratto nel cercare occhi incavati nella pietra, lasciava che la sfericita' della sua testa stesse sotto ai suoi piedi.
Lei era il Mondo, cosi' evidente, e percio' cosi' segreto.

1 settembre 2013

L'arte più difficile




"L'amore è l'arte più difficile.
E scrivere, danzare, comporre, dipingere, sono la stessa cosa che amare.
Funambolismi.
La cosa più difficile è avanzare senza cadere."

"Neve" - Maxence Fermine


 Qualsiasi arte facciamo, stiamo imparando ad amare.

31 agosto 2013

Abbiamo bisogno di filosofi

Non c'e' niente di piu difficile per un uomo che godere della sua propria Bellezza in santa pace.

Crederci, sentirla.

Vederla  e non temerla. Starci solo, la' dentro.

Senza sottoporla al giudizio -positivo o negativo- altrui.


La sua propria Bellezza, quella che lui solo conosce  e forse, semmai, ogni tanto qualcuno riconosce o nega. Ma un altro non vi avra' mai totale accesso e, tutto sommato la valutera' una bellezza "normale", come senz'altro crede che sia la sua...quando in verita' ognuna e' straordinaria, capace di stupire e auto-stupirsi ogni giorno.

Se non si paragona a nessuno, ogni uomo e' una stella bellissima.
Non sa neanche di aver torto o ragione.
Non ne ha bisogno.

Conosci te stesso e conoscerai il mondo intero.

Vorrei parlare con Socrate.

Abbiamo piu' che mai bisogno di filosofi.
"Santi poeti e navigatori".

Essi verranno dall'Italia.
Quando gli italiani smetteranno di recitare la crisi, e si ricorderanno di essere bellissimi.
Rifiorira' la cultura della Bellezza.

27 agosto 2013

Sei.




Sei la corsa sulla battigia di un ragazzo che tira al guinzaglio l'aquilone
e con l'altra mano si china a raccogliere il sandalo scucito
che di tanto in tanto cade.
Ridi, hai il fiatone, riprendi a incrociare le orme.

Sei salato sole sulle ginocchia sbucciate dei bambini,
nella voce invisibile quando anche le loro guancie si fanno rosse
e gli occhi lucidi, per dire - ahi mamma! -

Sei il soffio leggero
che scaccia lontano il desiderio imprigionato nel soffione,
perchè tanto poi lo vai a riprendere,
perchè tanto poi tornerà.

Sei lo sfarfallìo dei raggi nella ruota di una bici
messa a testa in giù,sul verde,
e mentre gira tu sei il suo stesso canto
- tricchità tricchitrà tricchità -

Sei nel muro umido che si sfalda sotto unghie e dita,
presagio e forma del mondo intero,
sei la coincidenza di sole e luna,
tramonto di biscotti nella stessa zuppa celeste.

Sei una parola mozzata a capo, nelle lettere messe in tasca
prima di scappare via,
sei le colombe davanti alla chiesa,
quando la campana rintocca e loro si alzano in volo.

Sei i pianti e i sonni fetali,
inizio e fine del malditesta,
ma anche il riso sotto le coperte di chi ha fatto dispetto.

Sei valzer e tango ballati col solo ritmo delle vene, dal fondo della sala,
il pane caldo col miele di montagna che fila verso il basso,
il risveglio con l'ultimo fuoco che si stropiccia nel camino,

e sei inchiostro nero su carta bianca,
rivo tra i campi secchi del mio destino.


M.C.M. Cardamone. Una notte di 2 anni fa, a Palermo.

26 agosto 2013

A mia madre.

Capelli neri, voce sottile.
La tua figura si scrive in me,
in un giro di occhi,
un modo di gesticolare.
Tutta l'arguzia del dire.

Tu dolce cospiratrice,
che mi porti su questa Terra,
Vita e Accoglienza,
calda e buona
come l'ultima notte d'estate.

Tu che dal consueto dondolo
offri la Via Lattea,
lasciasti un buco nero
che mi leghi a te
e all'umana stirpe.

Madre benedetta,
guardo il cielo notturno
e ancora mi trovo lì
dove, grazie a Dio, mi lasciasti.
A te legata, tra ombellico e stelle.

M.C.M.Cardamone - 26 agosto 2013 - Londra.

24 agosto 2013

Del tutto immobili e soli


E Cristo?

 Kafka, chinando il capo, risponde:
 È un abisso pieno di luce. Bisogna chiudere gli occhi per non precipitarvi.



"Restate del tutto immobili e soli" (Franz Kafka)

"Non c'è bisogno che usciate dalla stanza.
Restate seduti alla scrivania ad ascoltare.
Non ascoltate nemmeno, aspettate semplicemente.
Non aspettate nemmeno.
Restate del tutto immobili e soli.
Il mondo vi si offrirà liberamente.
Per essere smascherato, non ha scelta.
Rotolerà in estasi ai vostri piedi."


Kafka tesoro,
te lo preparo io il caffè stavolta, dai.

23 agosto 2013

Immagine di se'


Ancora Grazie a Mauro e al gruppo Aleph.

22 agosto 2013

Non basta aprire la finestra
per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi
per vedere gli alberi e i fiori.
Bisogna anche non aver nessuna filosofia.
Con la filosofia non vi sono alberi: vi sono solo idee.
Vi e' soltanto ognuno di noi, simile ad una spelonca.
C'e' solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori;
e un sogno di ciò che potrebbe esser visto se la finestra si aprisse,
che mai e' quello che si vede quando la finestra si apre.

(Fernando Pessoa)
(Da "Poesie incompiute")

15 agosto 2013

I am?

Una domanda onesta.
Sono "io" che invento i conflitti interiori? che li rendo "utili"?
Esplosioni si susseguono in me, come le fusioni nel Sole: generano energia.
Persino illuminano e riscaldano gli altri.
Dentro sono una fucina bollente.
Fuori, da lontano, sono una amata e amorevole stella.


Lo psichismo altrui diventa giorno dopo giorno piu' chiaro. Esplorarlo mi piace, senza pensare al ritorno.
Solo quando smetto di difendermi, o di voler cambiare le strutture psichiche altrui, tutto si armonizza.

Mi pare che l'egoismo sia pulire la propria immagine dalle attese degli altri, e l'altruismo offrire agli altri quello specchio pulito che permetta loro di far coincidere quello che vogliono essere con quello che sono.

E io?
Il monologo di Gurdjeff mi suona familiare. Io. Sono ancora qui.


"I am?...
But what has become of that full-sensing of the whole of myself, formerly always in me in just such cases of self-questioning during the process of  "self-remembering". . . .
Is it possible that this inner ability was achieved by me thanks to all kinds of self-denial and frequent self-goading only in order that now, when its influence for my Being is more necessary even than air, it should vanish without trace?
No! This cannot be!
 . . . Something here is not right! If this is true, then everything in the sphere of reason is illogical.
But in me is not yet atrophied the possibility of actualizing conscious labor and intentional suffering! . . .
According to all past events I must still be. I wish! . . . and will be!!
Moreover, my Being is necessary not only for my personal egoism but also for the common welfare of all humanity.
My Being is indeed necessary to all people; even more necessary to them than their felicity and their happiness of today.
I wish still to be ... I still am!"

G. I. GURDJIEFF - Life is real only then, when "I am"

14 agosto 2013

A questo somiglia il mio cuore.
uno spazio buio, dove qualcuno e' entrato 
e ha fatto una preghiera.
Ti prego, insegnami ad amare.
Accendendo una fiammella.


8 agosto 2013

Within me. 8/8/2013



Within me 
there is a majestic cathedral,
a shadowy dusty cave
jutting into the sky.

There is an orchestra,
playing notes of drops, flowers,
and sudden fires,
relentlessly alive.

And there is a child
sitting in the middle of all.
Astonished, moved,
unable to speak anymore.


7 agosto 2013

Come respirare

Ci sono posti dove la tua memoria si ferma, perchè ciò che vivi è fuori dal tempo: nasce una memoria condivisa con una persona. Un'anima del luogo.
E quando ci torni senti che lì è iscritta la tua e la sua energia, per sempre.
E' strano allora quando torni in quel posto da solo e improvvisamente senti che manca qualcosa. Lo scenario è lo stesso, ma il rapporto è cambiato. Chiunque altro passeggi per quel posto è estraneo, un curioso turista che fa baccano in un luogo sacro.
La tua mente viaggia nel passato, e vuole ancora quell'attimo di presente che è volato via, da tempo.
Ti manca quella persona e continui a pensarci finchè, improvvisamente, in un attimo di coscienza ti risvegli. Torni al presente, nel qui e ora. 
Ed ecco che guardi i tuoi piedi, e ti chiedi quanti passi avranno fatto nel frattempo che vagavi, oltre che nello spazio, anche con la mente. Passi inconsapevoli, che non ricordano i percorsi, ma solo le destinazioni. 
Ma poichè ti sei risvegliato adesso ti accorgi che in realtà, a essere precisi, non eri solo. La persona che ti manca ha occupato non solo tutto lo spazio di quel posto, ma anche la tua mente. Quel posto non sarà mai più desolato per te, avrà sempre in se stesso una memoria incisa che lo occupa.
Ti mancherà sempre quella determinata persona, e in fondo non ti mancherà mai. La reincontrerai sempre lì, anche solo chiudendo gli occhi.
Questo senso di vuoto, e questo senso di pieno.
Non è forse questo il respiro? il battito di un cuore? l'alternarsi del buio e della luce? Non è forse in questi due scompensi, il vuoto e il pieno, che avviene l'atto dell'amore? Come si può credere alla mancanza, senza dar ragione alla pienezza?
Inspirare. Espirare.
Stolto è chi vive in apnea, nell'illusione di poter fermare questo.
E' un muscolo involontario l'amore. Un istinto, incondizionato. Non c'è da meravigliarsi se può perpetuarsi senza nostalgia, senza attaccamento. Sopporta, la Vita, tutte le Morti.
Ed eccomi qui.
Passeggio in un giardino, inspirando ed espirando.
Ho avuto e perso già tutto (oh chissà quante volte!) per questo il mio fiato innamorato è calmo come nel sonno, quasi non si sente.
Ma questo sì che è nuovo. Sento l'aria che mi attraversa, con grande attenzione.

Chi sono io, attraverso cui l'Amore si compie?


Vivendo nel presente, non ci sono intrusi. Chiunque altro passeggi per questo giardino è il prossimo, letteralmente "il piu vicino", da conoscere (se vogliamo) e ricordare. Amare, come respirare.

3 agosto 2013

Sigillo


Nella mezzanotte del cuore,
quando nel buio la mia voce Ti chiama,
ancora una volta,
un arcobaleno risponde. 
Esso e' una scala, 
un ponte, 
un patto.
Sole e pioggia,
Fuoco e acqua.
Cosi' evidente
e' il tuo sigillo!

Signore,
scusami se ti disturbo ancora.
Qualsiasi cosa sia questa voglia di urlare, io a te la dono, affinchè tu possa custodire la mia stanchezza e trasformarla in aurora.
La vita in me accade così forte, che non posso nasconderla.
Mi deve attraversare. Tutti la vedano.
Cos'è questo vento, che soffia in mezza al petto? Perchè sento tutto così forte?
Un tunnel sempre più grande si scava nel cuore: tutto mi attraversa e tutto abbraccio.
E' dolce, tuttavia.
Non voglio guarire dalla compassione e dall'amore.
Forse piangono le pareti di questa dura roccia?
Urlo come il mare.
Andrà via ogni cosa.
Ogni scritta sulla spiaggia, ogni memoria si ritira. 
Il sapere comune è come la sabbia.
Infinito, mutevole, pieno di fragili castelli.
A me piace il tuo ordine discreto, perchè esso dura.
Qualcuno mi troverà in una conchiglia sulla battìgia.
E mi darà un significato che io ancora non conosco.
Son forse io quella bambina?
Oh papà, lasciami giocare ancora.

28 luglio 2013

Butterflies...






Nel mio cuore ci sono tante farfalle.
E' un campo aperto che contiene tutte quelle che ho guardato, catturato per un po', guarito, scacciato, sbadatamente ferito, ucciso. Dentro di me hanno lo spazio per vivere, ancora e per sempre. Con il loro coraggio e la loro paura, senza giudizi.
Sento in me il calore della fiamma, come una porta d'accesso a un'altra dimensione. L'autocombustione.
Sono la quarta farfalla.
Quella che vola non verso una fiamma, ma verso la Stella. E la raggiunge, chiudendo gli occhi, o guardando stupita il fremito di ali di qualche farfalla vicina.
Siamo tutti farfalle e fiamme.
Ali di Stella.

18 luglio 2013

Through the window

Rain.
Drops of light
to bless the ground.
Just one rainbow as umbrella.

15 luglio 2013

Warriors of light


“Warriors of light always have a certain gleam in their eyes.

They are of this world, they are part of the lives of others, and they set out on their journey with no saddlebags and no sandals. They are often cowardly. They do not always make the right decisions.

They suffer over the most trivial things, they have mean thoughts, and sometimes believe that they are incapable of growing. They frequently deem themselves unworthy of any blessing or miracle.

They are not always quite sure what they are doing here. They spend many sleepless nights, believing that their lives have no meaning.

That is why they are warriors of light. Because they make mistakes. Because they ask themselves questions. Because they are looking for a reason - and are sure to find it.”

― Paulo Coelho

10 luglio 2013

Biglietto per le stelle.

Meditare mi riconnette con tutto.
Mi accorgo che tutto cio' che e' fuori, il filo di vento che tocca il corpo, le voci, la vita che si muove...non possono toccare quello che sento in stato di meditazione.
Un Essere, che non mi serve localizzare, delimitare.
E' fermo. Un frammento di luce.

So solo che intanto che vesto questo corpo, il suo destino e' responsabilita' mia.

Stamani mi sveglio con ansia. Vivere.
Come un passaggio brusco, dal sonno alla veglia.
Forza, c'e' da fare. Non da cambiare, solo fare.

La chiamo ansia, ma e' volonta' di vita. Un'incredibile voglia di vivere e di fare che si trova improvvisamente dinanzi a una marea di possibilita', e si paralizza.
Sono come il pianista sull'Oceano, che non sa scendere dalla nave.

E' come avere fame e avere davanti a se' un milione di torte diverse.
Sono persino tentata di digiunare, pur di scappare all'inevitabile scelta.
In fondo so che mi piacerebbero tutte. Che saprei accettare tutti quei sapori.
E dunque: scegliere una torta non e' poi cosi' importante.

Ma stamani la fame mi butta giu' dal letto. Mi dice che tocca a me preparare una torta.
Darmi da mangiare e offrire agli altri.

"stay hungry" but also

 "make a cake".

Seguo una ricetta speciale.
Una linea guida che qualcuno ha lasciato per me.
E' il mio biglietto per le stelle.

Ora che so, non la chiamero' piu' "ansia". E' la frenesia del viaggio.


25 giugno 2013

Dissertazione sulle dipendenze.

Ci sono emozioni tossiche che ci piacciono.

Come le sigarette. Diciamo che fumiamo perchè sono buone. In verità, più della nicotina, è tossico il nostro attaccamento. Ci piace come ci fanno sentire. Ci piace muoverle, come una parte di noi, un prolungamento di dita e pensieri.

Alla fine ci piace anche il loro odore. A livello inconscio siamo attratti anche da quello, come qualcosa di familiare. Come qualcosa a cui appenderci, quando siamo nervosi, o tristi, o perfino per modulare un'euforia che se no risulterebbe troppo forte.
E' il famoso "dopo ci sta una sigaretta".

Allora si esce fuori in balcone, si accende la sigaretta...il primo tiro è come un sospiro di sollievo.
Pare che i pensieri fluiscano meglio, tra la cicca che brucia rossa al buio, e il fil di fumo che sale.
Attaccati come al seno della madre. Assuefatti al sapore, tanto da dimenticarcene.
Ogni volta che parlo con qualcuno, mi dice di non avere dipendenze.

Mi trovo davanti un ragazzo che ogni sera beve 5 bicchieri di super alcolici. Ogni sera, com'è da abitudine con gli amici.
Ma non ha dipendenze. "Gli piace."

A volte siamo dipendenti dalle emozioni, belle o brutte che siano. Ci piace riprodurle, ci piace l'effetto chimico che hanno nei nostri neuroni.
E così la malinconia è tossica ma ci piace, perchè è fluida, come le onde del mare.
Quando sale, arriva fino agli occhi. Li bagna da dentro.

E' come se scavalcasse uno scoglio, messo da qualche parte dentro di noi...a frenare il mare.
E in fondo questa forza della natura che vince su ogni forma di difesa ci stupisce. Ci inonda.
Ma c'è di più.
Quest'onda va a colpire sempre la stessa parte, la spaccatura nella roccia, la ferita o l'assenza irrecuperabile.
La grotta dove son cresciuti i nostri gioielli. Stallattiti di pianti nascosti.

Per un attimo il sale del mare ci scioglie: diventiamo più fluidi, più vivi.
Ma avviene tutto al buio,
e ancora nel freddo della grotta le stallattiti si riformano.
Abbiamo paura del sole.
Perchè il suo calore porterebbe via tutte quelle statue di ghiaccio,
con cui abbiamo finito per identificarci,
e alcune sono meravigliose, e' dura rinunciarci.

Abbiamo bisogno di malinconia, ogni tanto, per credere di essere ancora qualcuno.
Con una storia da raccontare, con la sigaretta in mano.
Mareggiati. O amareggiati.


E allora quando ti manca la dipendenza e non riesci piu' ad accendere una sigaretta,  perche' hai smesso da tempo, sei diventato diverso e ormai vivi al sole... accade una cosa strana.
Ogni tanto scendi giu' nella grotta, ma adesso puoi davvero amare quelle stallattiti, il frutto del tuo pianto.Le vedi per come sono, senza coprirle con dipendenze emotive, alcoliche, o tabacco.
Ammiri le tue fragili sculture nella galleria in mezzo al petto.



23 giugno 2013


Perche' parlare di amore?
Perche' dobbiamo ancora capirlo.




19 giugno 2013

"Penultimo paesaggio in fondo" di Audrey Treccenere ed Enrico Doria

Anche quest'anno una piccola partecipazione al festival della fotografia di Arles, in Francia. Le mie foto unite a quelle di Enrico Doria in un progetto chiamato "Penultimo paesaggio in fondo" saranno proiettate  sui muri della scuola Marie-Curie. Avverra' durante una delle notti piu' belle del festival. Parlo della Nuit de la Roquette, in cui la cittadina si accende come un presepe, attraverso videoproiezioni sparse in vari angoli, e si pollula di artisti, turisti e curiosi, che tra un drink e un altro gustano le tante immagini di fotografia contemporanea che passano per Arles anche quest'anno.




Lascio anche qualche riga di descrizione, e un grazie va ad Enrico per aver conversato con me, anche attraverso i paesaggi.




Cos'è il paesaggio? Per I due autori il paesaggio non è un dato oggettivo né una rappresentazione meramente descrittiva. Esso è sempre dovuto a un preciso punto di vista ed è dunque soggettivo e parziale: il prodotto di una coscienza. Nelle fotografie la presenza umana è sempre distinguibile, o in tracce visive evidenti, come costruzioni, strade, ponti, persone, animali, o nella sfocatura e il mosso della fotocamera: una distorsione ottica che rappresenta il tempo e la memoria. Il “paesaggio” dunque è sempre l'essere umano e i luoghi della sua storia personale, e per questo esso non puo' che essere sempre “penultimo”, mai definitivo. Il progetto comprende delle foto scattate principalmente in Italia, Gran Bretagna, e nord europa, in formato pellicola 6x6.

15 giugno 2013

Poem: the simple prayer of a late Spring

Why do I embrace everything
the trees
the sky
the earth...
but if someone hugs me
my iced heart
starts to cry?
Winter is my past.
Oh please
please
please,
give me some seed
and a sun ray,
give me a season
to be loved
one day.




14 giugno 2013

Light House


La casa della luce. Lighthouse e' il nome del faro in inglese. In una giornata nuvolosa, un fascio di luce colpisce il faro, bianco, mentre un arcobaleno fa capolino alle sue spalle, un raggio di luce in 7 colori.
La vera casa di luce e' lassu', ma si proietta in basso, in una curva come una carezza.
In basso ci siamo noi, se vogliamo, ripetitori di quella luce, fari tra mare e scogli.

Foto presa in Cornavaglia, gennaio 2013.

27 maggio 2013

Escape the room

Fare tanto per procurarsi la chiave della cella,
e quando finalmente l'hai in mano,
scoprire che la cella era aperta.
Ecco la logica di un sogno.

L'illusione, il velo di Maya.
Ma che ci vuoi fare, vale lo sforzo, e' necessario lo sforzo.
Oh Kafka, ci svegliamo ridendo stamani.
Vai a fare il caffe' dai, che io ci scrivo su.
Ho fatto un sogno ieri notte.

Era finita la mia claustrofobia.
Finite le porte. Attraversate tutte.
Non c'era piu' dove andare e scappare.

E' stato un attimo di intuizione, la liberta',
l'identificazione totale.
Fa il caffe' K. e se puoi non ignorare.
Io e te non abbiamo forse avuto lo stesso sguardo?
So cosa temi di un abbraccio.
Di svegliarti e scoprirti sano
e adulto
naturalmente disposto ad amare.

16 maggio 2013

La soglia



Sto malissimo. Non si vede all'esterno.
Non piango, non cerco consolazione, ne' compassione. E non per orgoglio.
E' che questo groviglio che adesso sento mi e' necessario, e' una benedizione. Devo solo non fermarmi ad esso. A tratti penso che e' stupido chiamarlo male, a voler essere piu' precisa e' attrito.
Ma questa e' la porta che devo aprire, non il vero paesaggio.
Ho cercato spesso di spiegarlo ad altri, ma non posso prendermi la responsabilita' del loro viaggio.
E' imbarazzante aver spinto altri a fare quello che io sento di dover fare.
Perche' l'ho fatto? forse volevo essere capita in un momento come questo...forse volevo che aprissero loro la porta per me, o insieme a me. Perche' qualcosa dentro di me rifiuta la meccanicita'?
E' un bene o un male? Ha un senso chiederselo? 
Sperimento cio' che ho trovato vero... li' e' vera pace, e coraggio.


Davvero io causo dolore? Lo faccio in modo cosciente?  Davvero posso far soffrire qualcun altro? Perche' qualcuno mi cerca per poter soffrire attraverso me?

In un certo livello e' vero, ed e' il dolore che liberera' chi ho fatto soffrire, se sapra' usarlo. Mi capira', non mi capira', mi ringraziera'? Saro' per sempre simbolo di sofferenza nella sua memoria, o piuttosto diventero' parte della sua soglia?

Ho causato io?
E' una parziale verita'. E dunque chiedo scusa. Non sapevo cio' che facevo.
Ci metto la mia volonta', per arrivare dove voglio arrivare.
Con la coscienza delle mie dinamiche interne, riesco a pulirmi dei meccanismi comportamentali appresi da altri.

Cosa devo fare dinanzi al mio guardiano, cosa devo imparare? a conservare con coraggio la  regalita' delle mie scelte, del mio livello di coscienza?
e' questo "reclamare il mio Regno", soglia dopo soglia?

Curioso che abbia paura di "perdere il cuore", proprio mentre ne costruisco uno non meccanico, piu' intelligente.
Non riesco a condividere serenamente la meccanicita' altrui, allora perche' mi ostino a farlo, per avere una vita normale?

Nasce in me il problema della spontaneita', che ancora fa attrito con la liberta'.

Mi ritrovo a scrivere, onestamente complessa. E mentre lo faccio, guadagno di semplicita'.



13 maggio 2013

All'inizo del mondo

All'inizo del mondo c'era un annuncio: 

AAA cercasi volontari per sperimentare la realtà. 
Firmato: Omega 

E gli scettici sperimentarono scetticismo. 
Non ricercarono, credendo preseuntuosi di non poter trovare nulla di più di quello che già sapevano.
E poichè così credevano, venne fatta la loro volontà, e così accadde: non trovarono nulla. 
Creatori di un sistema di credenze che dava loro ragione.

E i fedeli sperimentarono fede, cercandola. E poichè credevano in qualcosa che ancora non vedevano ma sentivano possibile, così trovarono sempre nuove conferme, e poterono usare quelle scoperte per sperimentare sulla loro stessa vita.
 

A qualunque gruppo di scienziati tu appartenga, se esisti è perchè hai risposto a un appello.
 Sperimentare.

Non essere pigro, usa bene la tua fantasia. 


12 maggio 2013

Ma dove vai?

Quando incontriamo qualcuno, quando entriamo in intimità, quando amiamo...si forma qualcosa, un'anima del rapporto. Qualcosa di indivisibile, al di là delle strade che poi prende la vita personale.
Tutto ciò che è fuori, è parte di me. Ogni persona che comprendo (Cum insieme e Prehendere abbraccio), che sento.
Non c'è esclusività, succede continuamente. E più si amplia la coscienza, più com-prendiamo altre anime.

Tu sei parte di me.
Anche se non ci frequentiamo...

Non
mi
puoi
lasciare.

:)


8 maggio 2013

Fine primo tempo

Forse è il caso che mi ricordi le cose. Di tanto in tanto.
Si, forse per questo mi serve scrivere. Per non dimenticarmi, per rileggermi.
Tendo a interpretare personaggi.
Mi affeziono ad essi,
e dimentico di avere una mia storia personale, fuori dal set...e che è tutta da guardare, anche quella.
Recitare mi è necessario, perchè recitando abbraccio tutti gli altri,
tutte le storie che non sarò, tutte le me che contengo già. Mi aiuta a spezzare il cerchio, a cambiare il corso della mia storia...ma per farlo rinuncio spesso al mio copione, all'appartenenza a tutte quelle scene di vita che mi sono accadute. Dimentico le mie date, le persone, ho sempre fretta di sfuggire.
E quando arrivo all'apice di queste maschere...quando sono cosi tante che per peso cadono...
Allora rivedo la mia storia, diversa da tutte le altre, e la trovo umana. Reale e straordinaria.
Non voglio essere così debole da trovare la bellezza solo se sognata.
Intuisco che la bellezza c'è già. Basterebbe permetterle di guardare attraverso i miei occhi.
Sì devo essere onesta...E' ancora uno sforzo, è ancora un voglio, un tentativo di ricordarsi di sè.
Mi sono concentrata così tanto sul finale... da aver girato tante scene come una sua premessa.
E' un utile esercizio da aiuto-regista, che mi aiuta a rendermi forte sul set. Ma io ho un ruolo da indossare, e il finale spetta al maestro.
Mi godo la suspence, e spero nella sorpresa.
Fine primo tempo.
Vado un attimo di là, a prendere un bicchiere d'acqua.

6 maggio 2013

...perchè bisogna lasciare alle proprie storie lo spazio,
per scavarci nel petto
 un abisso di lacrime calde,
di polvere e terra materna.
Una voragine immensa,
attraverso cui possa soffiare il vento
della nostra impronunciabile musica.

3 maggio 2013

fotografia binaria

Bianco e nero, oppure colore, sono due differenti fasi, entrambe necessarie. A colori tutto ha un suono, una melodia, una frequenza immediatamente riconoscibile. Il colore urla sensazioni, e mentre si riverbera, altre ne suscita. 
Il bianco e nero e' piuttosto il silenzio, la sospensione della corda di violino dopo che ha finito di vibrare. E' qualcosa che tace, ma non per assenza.
Rivela meglio la forma delle cose, le sfumature di luce. Talvolta cio' che non si rivela a colori, lo fa in bianco e nero. Come a volte il suono della voce copre i pensieri, piuttosto che rivelarli.
Ci sono momenti di colore, e altri di bianco e nero. 
Mi piace fotografare in bianco e nero, cio' che urla, pieno di colore. 
E ritrarre a colori, cio' che sento essere un silente bianco e nero.
In questo sforzo contraddittorio, ritrovo l'unita'. E tutto il piacere del guardare e immaginare.

25 aprile 2013

Presentazioni

E poi arrivano quei momenti davanti allo specchio, in cui hai l'impressione di dover fare un'altra volta le presentazioni. E che nello sguardo dall'altra parte ci sia qualcosa di vagamente inquietante e, nella sua peculiarita', perfettamente riconoscibile. Qualcosa che non ha a che fare con una storia personale, ne' un momentaneo sentimento. Volonta' allo stato puro. Una conoscenza che e' meglio non approfondire, ne' inquinare con le autorappresentazioni. Si puo' solo accettarla come una conoscenza immediata e superficiale, rispettando il mistero di tutte le vite che quella Volonta'  e' stata.

18 aprile 2013

Quando ho cominciato ad amarmi

Quando ho cominciato ad amarmi ho scoperto che l’angoscia e la sofferenza emozionale sono soltanto segnali di avvertimento che stavo vivendo contro la mia stessa verità. Oggi, lo so, questa è l’AUTENTICITA’.

Quando ho cominciato ad amarmi ho capito quanto possa offendere qualcuno  quando tentavo di forzare i miei desideri su questa persona, anche se sapevo che il momento non era giusto e la persona non era pronta per ciò, anche se questa persona ero io. Oggi chiamo ciò RISPETTO.

Quando ho cominciato ad amarmi ho smesso di desiderare una vita diversa e ho potuto vedere che ogni cosa che mi circondava mi stava invitando a crescere. Oggi chiamo ciò MATURITA’.

Quando ho cominciato ad amarmi ho capito che in ogni circostanza io sono nel posto giusto al momento giusto e ogni cosa accade esattamente al momento giusto così potevo essere calmo. Oggi chiamo ciò AUTOSTIMA.

Quando ho cominciato ad amarmi ho tralasciato di rubare il mio stesso tempo e ho smesso di fare grandi progetti per il futuro. Oggi faccio soltanto quello che mi porta gioia e felicità, cose che amo fare e che rendono allegro il mio cuore e le faccio a modo mio e col mio ritmo. Oggi chiamo ciò SEMPLICITA’.

Quando ho cominciato ad amarmi mi sono liberato di qualunque cosa non fosse buona per la mia salute, cibo, persone, cose, situazioni e qualunque cosa mi spingesse giù e lontano da me stesso. All’inizio chiamavo questo atteggiamento un sano egoismo. Oggi so che è AMORE DI SE STESSI.

Quando ho cominciato ad amarmi ho tralasciato di essere sempre nel giusto e da allora sono stato nel torto una buona parte del tempo. Oggi ho scoperto che è MODESTIA.

Quando ho cominciato ad amarmi ho rifiutato di continuare a vivere nel passato e a preoccuparmi del future. Ora vivo soltanto per il momento in cui OGNI COSA sta accadendo. Oggi vivo ogni giorno, giorno per giorno, e chiamo ciò APPAGAMENTO.

Quando ho cominciato ad amarmi mi sono reso conto che la mia mente poteva disturbarmi e poteva rendermi malato. Ma quando l’ho collegata al cuore la mia mente è diventata un alleata di valore. Oggi chiamo il collegamento SAGGEZZA DEL CUORE.

Non abbiamo più bisogno di temere discussioni, confronti o qualunque tipo di problemi con noi stessi o con gli altri. Anche le stelle collidono e dalle loro collisioni sono nati nuovi mondi. Oggi so CHE E’ LA VITA.


11 aprile 2013

Raccolto e semina


Perchè qualcuno mi ha dato amore, quando il mio cuore era chiuso.
Perchè qualcuno mi ha dato completa accettazione, quando io giudicavo.
Perchè qualcuno mi è stato vicino, mentre io lo allontanavo.
E qualcuno mi ha fatto piangere, quando il mio animo era arido.
Perchè qualcuno mi ha mostrato la gioia del quotidiano.
Qualcuno mi ha fatto soffrire, e mi ha svelato quanto sono forte.
Qualcuno non ha riconosciuto chi fossi, affinchè lo capissi da me.
E qualcuno ha capito chi fossi e me lo ha specchiato.
Per tutto questo io
restituirò ogni seme d'amore, 
centuplicato.

E mò provate a scansarvi.


29 marzo 2013

Segreti


Fanno tenerezza gli uomini.
Non sono bravi a mantenere i segreti.
Gli sfuggono da tutte le parti, non li sanno custodire.
O forse, sbadati, li lasciano in giro come i calzini dopo la doccia.
Se ne dimenticano, per  non doverli rimettere a posto.
Poi qualcuno li trova, e allora è un casino.
Chissà perchè.
Mi è capitato di custodirli per loro, e meglio di loro.
Del resto sono una donna:
ho nei miei geni migliaia di secoli di dissimulazione e abitudine al silenzio.
Faccio trovare tutti, dico tutti, i miei calzini sporchi.
Nascondo solo le cose più preziose,
che essi non verranno mai a scoprire.
Sono insospettabile.
Ho segreti luminosi.


24 marzo 2013

Perso


Ad Andrea, perso tra le strade di Francia.
Con sorriso leggero.





22 marzo 2013

L'albero degli amici - Borges

L'albero degli amici

di Jorge Luis Borges


Nelle nostre vite esistono persone che ci rendono felici per la semplice casualità
di averle incrociate nel nostro cammino.
Alcune percorrono il cammino al nostro fianco,
vedendo molte lune passare,
altre che vediamo appena tra un passo e l'altro.
tutte le chiamiamo amici e ce ne sono di diversi tipi.
Forse ogni foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici.

Il primo che nasce da un germoglio è il nostro amico papà
e la nostra amica mamma
che ci mostrano come è la vita.
Poi vengono gli amici fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio
perchè possano fiorire come noi.
Passiamo a conoscere tutta la famiglia di foglie che rispettiamo
e alle quali auguriamo ogni bene.

Ma il destino ci presenta altri amici,
che non sapevamo di incontrare nel nostro cammino.
Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri.
Sanno quando non stiamo bene, sanno ciò che ci rende felici.
E a volte uno di quegli amici dell'anima
si installa nel nostro cuore
e allora viene chiamato innamorato.
Questo amico da luce ai nostri occhi,
musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi.

Ma ci sono anche gli amici "del momento", di una vacanza,
di alcuni giorni o di alcune ore.
Sono soliti collocare molti sorrisi sul nostro volto,
per tutto il tempo in cui siamo vicini:

Parliamo di quelli vicino, non possiamo dimenticare gli amici lontani,
quelli che sono nella punta dei rami e quando soffia il vento
appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va,
l'autunno si avvicina e perdiamo
alcune delle nostre foglie,
alcune nascono un'altra estate e altre resteranno per molte stagioni.
Però ciò che ci rende più felici è che quelle che sono cadute continuano vicine,
aumentano la nostra radice con allegria.
Sono momenti di ricordi meravigliosi
di quando le incontrammo nel nostro cammino.

Ti auguro foglia del mio albero,pace,amore,
salute,fortuna e prosperità.
Oggi e sempre...semplicemente perchè ogni persona
che passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un po' di sé e si porta via un po' di noi.
Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai
chi non ha lasciato nulla:
Questa è la più grande responsabilità della nostra vita
e la prova evidente
che due anime non si incontrano per caso:
Jorge Luis Borges

17 marzo 2013

La Vita Come Tu la Vuoi


Sii risoluto e mettiti in gioco è la tua vita
Preparati a tutto non hai idea di quanto la tua vita sarà straordinaria
La paura deve essere al tuo servizio non la tua padrona
Lascia che gli altri combattano, tu divertiti
La vita non è una guerra è un viaggio
Abbi fede in te stesso ma anche negli altri
Sii riconoscente per tutto.
La gratitudine è l’emozione che ti darà una vita straordinaria
Crea momenti magici per te e per gli altri
Inizia tu.
In qualsiasi cosa inizia tu.



Claudio Belotti, La Vita Come Tu la Vuoi


16 marzo 2013

Passioni

Bellissima l'analisi di Mauro sulle passioni. Credo che capire i conflitti interni, superarli, reintegrare le energie dentro i progetti, voglia dire riacquisire la passione che a volte nella vita si tende a perdere...



11 marzo 2013



Che freddo stanotte.
Mi sono svegliata, o sono dentro al sogno?
Filtri e separazioni, mentre cade la neve.

Sfogliarsi

Sfogliarsi. Come un album fotografico. 
Ricordar-si, re-interpretarsi. 
Chi ero, cosa vivevo, come mi vedevo. 
E ora: cosa vedo adesso in quella fotografia? 
Cosa trovo in quello sguardo che allora non sapevo? 
C'è ancora quella luce negli occhi?
Sfogliarsi ha ancora senso. 
Ma lo ha di più, proprio mentre si scatta ancora.

Due giorni fa passando vicino al parco mi sono commossa. (Quasi) senza la tristezza che, subdola, a volte si insinua quando percepisco un eccesso di bellezza. Un'impressione che sale a inumidire gli occhi, se non trova abbastanza spazio nel sorriso. 
Gli alberi che costeggiavano la strada, gli stessi alberi che ho visto ogni giorno nel tragitto casa-lavoro, si erano riempiti di boccioli rossi, e di piccoli fiori bianchi.
Erano lì, perchè non potevano farne a meno. La vita li ha chiamati all'appello e loro hanno risposto. Ma mentre erano lì per se stessi, lo erano anche per me e per tutti quelli che li possono vedere.
Era un regalo, disinteressato e commuovente, la loro vita.
Sembra banale, ma è così forte a pensarci.
Adesso, ogni giorno di più, essi esplodono festosi. E' primavera urlano.
E quei rami sinuosi, storti, "ramosi"...mi sono sembrati così...disinteressati, al giudizio, alle regole.
Nudi i ciliegi di Londra, senza scandalo.
Nudi li ha creati Dio, e nudi rimangono.
Senza bisogno di una foglia di fico per coprirsi, senza vergogna.
Puliti di coscienza.
Mi è sembrata che fosse così la Bellezza: nuda, naturale e oggettiva, come i rami di ciliegio.

Così voglio guardarmi. 
Foglia per foglia. Sfogliarmi, fiorire, fruttare.
Come un ramo di ciliegio.



(Immagine presa dal web)