30 dicembre 2006

Fantapolitica?

Continuando sullo stesso filone... microchip
per i lettori "biblici"... marchio bestia

Trust, fiducia?

Su internet si scoprono molte cose interessanti....
Guardate qui
per maggiori informazioni... No al Trusting Computing

21 dicembre 2006

a: babbonatale@letterine.com

Caro Babbo Natale,
ho provato a telefonarti (mi è stato svelato almeno 15 anni fa che per contattarti bisognava fare lo zero) ma immagino che gli elfi centralinisti saranno piuttosto impegnati in questo periodo, e comunque ho visto che non prende la linea (hai fatto anche tu qualche promozione "tutto incluso"?) So che sono un po' cresciuta, e che da quando mio fratello insistette a spiegarmi che non esisti, anche io ho smesso di credere in te...ma mi sbagliavo, e ti chiedo scusa. Certo ci sono molti falsi Babbi Natale in giro, i più tristi sono quelli gonfiabili che si arrampicano nei balconi, ma so che tu sei diverso, se ti incontrassi ti riconoscerei, sicuro sicuro.
Non ti chiedo doni quest'anno, non mi manca nulla, nulla di indispensabile, niente di ciò che serve veramente. Questa lettera te la scrivo solo per ringraziarti, per la compagnia che mi hai inviato (con largo anticipo), e sono disponibile a rimandartela per qualche giorno se hai bisogno d'aiuto per distribuire i regali. Trattamela bene, e se vuoi farla felice mettile la sua canzone "è Natale è Natale si puo' fare prupruuuuu".
Ti ringrazio per essermi stato vicino nell'infanzia, e per l'elfo trigato da te gentilmente affidatomi. Abbi cura di te, e se sei ancora come ti ricordo regalati una settimana di relax, massaggi, fitness, e lifting...vedrai anche tu puoi fondare un partito, magari "forza natale"; c'è più gente disposta a votare te che non qualsiasi altro (in alternativa si puo' sempre presentare Giovanni Rana. Si, quello dei tortellini.) Anche se da diversi indizi (vestito rosso, doni per tutti, ecc) mi sa che sei comunista...se fossi stato figlio dei nostri tempi oltre alla barba lunga avresti avuto i rasta, chissà.
Ad ogni modo se fossi in te farei causa a un po' di aziende che abusano della tua immagine per vendere ogni genere di cose, anche quelle che con te proprio non c'entrano nulla. Ma si sa tu sei troppo buono.
Ah ti volevo chiedere, nei tuoi viaggi in slitta hai mai visto un ufo? Molti ci credono, altri non possono negare che esistano per mancanza di prove, mi chiedo perchè non valga lo stesso per te. Scusa sto divagando. Comunque se ne hai visti fammi sapere, ora la mia email ce l'hai.
Ti mando la foto di "Misia", lei è piccola, forse una vaschetta gourmet la gradirebbe, o una pallina nuova, insomma fai tu.
Ciao Babbo.
Mari

16 dicembre 2006

...e ancora foto...

Le prime due foto sono state scattate dai tetti della facoltà di giurisprudenza di Palermo.




Sottoscala.

Vano dell'ascensore.


Materiale.

Raffica di foto

Scappo di casa.


Scale di Escher.


Appesi a un filo.


Punti di vista.


Pietra su pietra.


Profondo bianco (e nero).

10 dicembre 2006

Presepe


Ecco le foto del presepe che ho fatto oggi!!
Buone feste!

29 novembre 2006

FOTO: Apri gli occhi

Fontana di casa mia. Uno dei primi scatti con la Canon. Ne sono orgogliosa, perchè è fatta tutta in manuale.

28 novembre 2006

E' arrivata. I CANon.


Eccola la MIA "piccola". Nuova fiammante, nera, bel design, pratica, relativamente leggera. Mi verrebbe da dire che è quasi impossibile scattare brutte foto, già in modalità automatica si rivela semplicemente perfetta, col flash che esce a scatto dalla macchina e anche al buio tutto sembra "a giorno", con i 9 punti di messa a fuoco. Ottima la risoluzione e la visualizzazione nello schermo LCD. Oggi è arrivata e ho fatto le prime prove, più che altro per imparare a usarla con il manuale d'istruzioni a lato. Momenti esilaranti: l'autoscatto (io e mio padre siamo venuti con una faccia assurda) che ci ha fatto ridere per tutti e 10 i secondi di conto alla rovescia. La macchina infatti guardata dal davanti emette bagliori bianchi...sarà l'euforia ma fa ridere. Altro momento di godimento: tenere premuto il pulsante di scatto e la macchina continuava a scattare foto (ti fa sentire un po' paparazzo). Insomma mi chiedo: alla fine, si puo' essere orgliosi anche della cinta Canon??? Non è che diventerò Canonista??? Intanto, I Canon. And you? :)

23 novembre 2006

PUBBLICITA'

Comprate una cassetta di FICHI D'INDIA!!
Questa settimana in regalo un simpatico OMAGGIO!!!

22 novembre 2006

Poesie di Marina Cvetaeva

Una sera di spettacoli teatrali, dietro a una porta sormontata dalla scritta "La Sibilla", stava un'attrice. Io e Davide entriamo assieme (anche se di solito era per una persona a volta). La donna fa sedere, spiega che "La Sibilla" è solo una provocazione...quello che farà è leggerci una poesia, in un modo che non avevamo mai sentito prima. Ma prima di tutto , così per gioco, chiede dei numeri a noi cari, fa un conto strano e il risultato le servirà per prendere dal suo libro, la poesia per noi, che così, ad occhi chiusi e con le palline antistress cinesi tra le dita...aspettiamo. L'attrice diventa titubante, "non mi era mai successo, che strano"... La nostra poesia è diversa dalle altre, non è uscito Pascoli insomma. Prova a cambiare il conto, ma esce di nuovo quella poesia. Alla fine ci chiede di fare una domanda nella nostra testa, la poesia servirà da risposta. Forse lei inizia a credere di essere davvero per un attimo la Sibilla, forse si preoccupa. Ma alla fine legge.
Io sono una pagina per la tua penna.
Tutto ricevo. Sono una pagina bianca.
Io sono la custode del tuo bene:
lo crescerò e lo ridarò centuplicato.

E continua con:


Io sono la campagna, la terra nera.
Tu per me sei il raggio e l’umida spiaggia.
Tu sei il mio Dio e Signore, e io
Sono terra nera e carta bianca.

Il tuo nome è una rondine nella mano,
il tuo nome è un ghiacciolo sulla lingua.
Un solo unico movimento delle labbra.
Il tuo nome sono cinque lettere.
Una pallina afferrata al volo,
un sonaglio d’argento nella bocca.

Un sasso gettato in un quieto stagno
singhiozza come il tuo nome suona.
Nel leggero suono degli zoccoli notturni
il tuo nome rumoroso rimbomba.
E ce lo nomina lo scatto sonoro
del grilletto contro la tempia.

Il tuo nome – ah, non si può! –
Il tuo nome è un bacio sugli occhi,
sul tenero freddo delle palpebre immobili.
Il tuo nome è un bacio dato alla neve.
Un sorso di fonte, gelato, turchino.
Con il tuo nome il sonno è profondo.
Marina Ivanovna Cvetaeva

FOTO: Sicily

21 novembre 2006

Varie foto



Die Natur




Portate pazienza. La mia macchina non mi permette di mettere a fuoco niente (peraltro, è rischioso mettere a fuoco un albero) accontentatevi dell'idea per il momento, a breve avro una macchina migliore ;) Si tratta della cavità interna di un tronco d'albero, qui a lato ho messo una foto del soggetto visto più da lontano. Anche qui la mia macchina fotografica ecologista ha sapientemente evitato di mettere a fuoco i cactus (troppo vicini). Ma le pubblico nel blog per avere una memoria dei miei esperimenti di composizione.

Sotto invece una foto scattata dall'automobile, al cielo con questa striscia bianca che va a "sfiorare" il traliccio.

18 novembre 2006

Auto-ritratto

E questa sono io. Eh si. Auto-ritratto, anche perché l'ho scattata in macchina (8 del mattino, direzione università) ed è venuta bene nonostante concretamente non abbia mirato. L'ho passata in bianco e nero, i ritocchi di colore sono stati effettuati da Maxdog.

FOTO: Ritratto di ragazza

Occhi di ragazza.


Aspirazione.

Looking over the smoke.

FOTO: Tramonta un sole rosso

16 novembre 2006

ALTRI SCATTI

Via dei Calderai, Palermo.

Libellula (white).


Lapino per strada.


Micia-persiana (gioco di parole??)


Riflessione.


Quadrettatura dell'albero...e forse un giorno, del foglio.


Riflettevo.

FOTO: libellula (red)


In questa notte, con gli occhi stanchi, mi stringo nel freddo e chiedo un sogno.
Fa che possa fotografare fino alla fine.
Allora potrò chiudere gli occhi e dormire la mia vita.
M.

15 novembre 2006

VIDEO: Serenata gat

Eccolo qua come preannunciato. Il video della mia micina che più la rappresenta (specie nella fine). Adoro questa canzone di Samuele Bersani utilizzata come colonna sonora del cartone animato "la gabbianella e il gatto". Buona visione!!!

14 novembre 2006

VIDEO: la gara di pali

Mi sono divertita, dopo aver finito la gara di pali con Massi, a mixare le foto più belle in un video con la musica di L. Einaudi "I due fiumi". Fa veramente effetto vedere cosa puo' venirne fuori da un palo. Quello che i fotografi di solito cercano di evitare, qui è protagonista. Ringrazio Max per la bella esperienza. Da ripetere. Magari cambiando soggetto, così non me li sogno la notte! Qui sotto trovate il video (accendete le casse, eh?) o in alternativa anche su "youtube" cliccando QUI

3 novembre 2006

Ciuschiddo


Ecco qua Ciuschiddo. Ciuschiddo cade una domenica di ottobre, spezzandosi l'aletta. Cade in un giardino di Palermo, dove un cane color miele inizia ad adorarlo e inseguirlo (l'avvocato Scotty) e finalmente viene recuperato da Davide, essere umano caritatevole che se ne prende cura per qualche giorno. Purtroppo Ciuschiddo non ha superato i 3 giorni di ricovero, e questo post vuole dargli degna memoria, per un esserino morbidissimo, impalpabile, pacifico nei modi, ma vispo quando voleva....questo piumino ci ha fatto affezionare tutti in meno di 24h e tutti speravamo di poterlo vedere volare di nuovo. Davide si sarebbe improvvisato "mamma pettirosso" e lui forse sarebbe tornato a trovarci di tanto in tanto (o magari avrebbe mandato i figli nella "scuola di volo Davide"). Così non è stato, ma comunque dobbiamo a Ciuschiddo un enorme grazie, per averci ricordato cos'è la tenerezza e l'essere totalmente indifesi. Magari ora è in un cielo tutto suo, con il suo Dio, magari vola accanto Angelo D'Arrigo. Chissà. Storie d'aria.

30 ottobre 2006

FOTO: autunno

Micia bellissima... (qui ritratta dopo aver catturato il secondo topo della settimana).

26 ottobre 2006

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Anche se ho poco tempo per scrivere, ho tantissime idee per la testa. Ma non me ne prendo il merito, perchè pecco di falsa modestia. Il merito non è mio, perchè come avrebbe detto Socrate non sono più abituata a pensare con la mia testa, non del tutto almeno. Perchè, come avrebbe detto Socrate, l'invenzione della scrittura ci ha regalato idee di altri, già pronte, da usare all'occorrenza. E ci ha fatto perdere la memoria, quella che otto secoli prima di Cristo permettava agli aedi di declamare opere copiose come l'Iliade e l'Odissea senza supporto cartaceo. Noi ora le leggiamo e la memoria non serve più. Socrate sapeva anche che il dialogo era qualcosa di onesto, almeno lo era in Grecia dove ci si esercitava a usare la bella parola per sostenere una tesi e il suo contrario. E il dialogo era più onesto, perchè se qualcuno non condivideva la tua idea ti diceva "sei uno stupido", e non come facciamo noi ora "Ti sbagli, ti spiego perchè..." Era più onesto, perchè non si nascondeva dietro a una pretesa imparzialità, non nascondeva la quotidiana logomachìa, guerra di parole.

Dicevo, devo al testo di geografia (di Farinelli) che sto studiando per ora molte delle mie riflessioni.
Abbiamo perso la memoria di molte cose, o non ce le insegnano più. Siamo diventati tutti imparziali...
Ci insegnano a scrivere. Ci dicono che serve per comunicare. Ci fanno fare paginette di aste, aste, aste.
E non ci dicono che quelle erano le lance dei guerrieri. Quando si imparava a scrivere in Grecia, si imparava a far la Guerra. E noi oggi combattiamo, facendo tanti giri di parole, accerchiando il nemico, prendendolo alle spalle, senza sapere più combattere la guerra frontale. Ecco perchè non dico in faccia a qualcuno che è uno stupido, perchè sono vile e falsa.
M.
(L'immagine è stata presa da Google).

11 ottobre 2006

Quand'ero piccola...

...sognavo le streghe, a 5 anni piansi una notte intera quando scoprì la morte (e non credetti a mia madre che diceva che noi eravamo di sangue blu e non saremmo morti), credevo davvero che le suore fossero le mogli di Cristo, credevo che i congegni dell'antifurto a casa mia che accendono le lucette rosse fossero telecamere e cercavo di non far niente di male di fronte al grande fratello, mi piaceva girare veloce su me stessa, dormivo con 200 peluche nel letto disposti in fila accanto a me e li raccoglievo al risveglio, speravo che le bambole si animassero, credevo che in delle pietre vulcaniche si potesse leggere il futuro, ai giardinetti spesso anzicchè giocare nelle altalene stavo a spezzettare le foglie e a fare intrugli strani, pensavo che avrei sposato un pianista ebreo e che avrei fatto la pittrice a Parigi, a 3 anni iniziai a incidere delle scatole del cucito di legno con lettere che ancora non somigliavano alle nostre, a 4 sapevo scrivere.

Da piccola credevo di poter alzarmi di qualche centimetro in aria, credevo che far la parte degli americani nel gioco dei soldatini fosse un vantaggio scontato, credevo che quel vinile di mio padre de "Les guitars du diable" fosse un album famoso e lo ballavo in maniera convulsa (come si possono ballare gli a soli di chitarra elettrica), credevo davvero che avrebbero potuto uccidermi col coltellaccio, credevo che sotto il letto sarebbe potuto uscire qualcosa che mi afferrasse le caviglie, credevo che fosse divertente farmi capire senza parole ma solo con gli sguardi (con i compagni di scuola, facendo capire se mi dovevano dare un pezzo di merenda o cose del genere), credevo che dovessi mettere la "funcia" in avanti per essere più bella (ma durò solo un giorno), credevo che se la mia migliore amica si mangiava le unghie (?) fosse una cosa da provare (anche questa durò poco), credevo che il mio gatto fosse innamorato di me (sbavava quand'era in braccio!) e credevo che da un giornalino come "Milan squadra mia" potessi prendere segnali utili per cercare quelli nascosti a nascondino (se il pupino nella rivista indicava a destra andavo di là) e qui il caso mi diede pure ragione...
Insomma...non sono cambiata tanto :)
M.

15 settembre 2006

...


A volte ti chiedi come sia il mondo da lassù. O i ricordi. Quelli belli, Quelli brutti. Che effetto faranno. Come si vedranno, se sembreranno reali ancora una volta, tanto da poterli riabbracciare, o se il Regista avrà messo qualche effetto ad acquarello, aggiunto una luce al neon, chissà, magari un tocco country. Forse i colori li vedremo diversi da lassù, su uno schermo ultrapiatto, o proiettati su una nuvola. Immagini deformate o perfettamente nitide. Ci ricorderemo di quell'auto che ci tagliò la strada anni fa, e noi che ci arrabbiammo, che ci aggrottammo. E vedremo di quando piangevamo per qualcosa che non conoscevamo, di quando ridevamo per le bolle di sapone, di quando aspettavamo alla fermata dell'autobus. Forse peseremo i rimpianti e i rimorsi ma sarà tardi per chiedere scusa, tardi per dare il proprio perdono. Se saremo fortunati però dimenticheremo tutto presto, così presto che non avrà più senso chiedersi perchè abbiamo vissuto, così tardi che i ricordi non ci serviranno più. Così lontano da farci domande diverse da quelle della vita.Forse guarderemo quelli che rimangono, quelli che piangono, e vorremmo dire delle ultime parole. Non per dire di non piangere, perchè quello l'abbiamo fatto anche noi, quello fa parte della vita. Ma per dire che quando ci raggiungeranno anche loro sentiranno quel soffio eterno che asciuga le lacrime, e tutto il resto saranno sciocchezze che passano. Diremmo loro di camminare con dei centimetri d'aria sotto i piedi.
Mi dispiace tanto Claudio.

5 settembre 2006

La mia micia tigratissimi


Sebbene sia restia a parlare della mia vita privata, non posso fare a meno di guardare nella sedia accanto alla mia. In una cesta di vimini dorme ormai da ore la mia gattina dai tanti nomi (Mettilalà, Misa, Casus Belli, Sprite, Lolita, solo per citarne alcuni, ma si gira solo se la chiamo Misa). Non solo è venuta a mettersi vicino a me, ma saltando sulla sedia ha fatto il suo caratteristico PRUUU. Merita almeno qualche foto.


Queste sono da ingrandire. Ho scelto le foto che meglio rispecchiano il suo carattere...manca solo il suo attacco ai gatti capitalisti, e un video da paperissima, che un giorno spero di poter mettere nel blog.

Ha adottato lei me. Oltre a spuntare la prima volta sul davanzale della finestra a miagolarmi da seduta, è tornata più volte a miagolare dietro le finestre, se ne chiudevamo una cambiava finestra. Ha appannato tutti i vetri del piano terra, finchè non ha preso possesso del divano e pian piano di tutta la casa. La micia ha la coda corta e arricciata a porcellino dalla nascita, che le da meno stabilità, ma un carattere ancora più buffo e goffo.

Se confrontate le mie mani di 4 mesi fa e quelle di ora, vi accorgerete di come sia giocosa (graffi ovunque). Sospetto sinceramente che sia mezzo cane, la chiamo "vieni" e mi segue, mi aspetta quando faccio tardi la sera, riconosce il rumore della macchina e mi viene incontro facendo pruuu anche sotto la pioggia.