27 aprile 2019

Valigione

A questo giro ho riempito una valigia, di quelle grandi vecchie di pelle marrone, con le fibbie di metallo. Ho fatto una valigia e l'ho lasciata a casa. Dentro ci sono anni di vita, persone che sono arrivate e sono andate, lasciando un segno. Ho fatto un tale ordine! E' un valigione che non parte, che non puo' che restar fermo. E i suoi contenuti sono come porte accessibili ogni volta che la valigia dei ricordi si apre.  Con tutte le cose che ho buttato e quelle che ho ricordato, tutto sommato il valigione sembra più leggero, la mia coscienza pronta a portarlo. Quello che non ho trovato nel valigione, che mancava, l'ho sognato. Come se fosse un gran ripasso prima di un esame universitario.
Sono le 11:11 ora. E vabbè. Si dice sia l'orario per guardare ai propri pensieri. Ci son momenti in cui i pensieri sembrano più reali.

Hastings, 2019
A ogni modo, ho un'altra valigia pronta per muovermi ancora...

"Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile. Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada?, sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto." 

(City, A. Baricco)




2 aprile 2019

We must not sleep during that time

“Jesus will be in agony even to the end of the world. We must not sleep during that time.” 

PASCAL’S PENSÉES, 552

Hastings, 30-04-2019


[Nick Cave&Current 93 - Album: All the Pretty Little Horses]

The rivers of Babylon flow
And fall
And carry away

Jesus is alone on earth
Not merely with no one to feel and share His agony
But with no one even to know of it
Heaven and he are the only ones to know
Jesus is in a garden
Not of delight
Like the first Adam
Who there fell and took with him all mankind
But of agony
Where He has saved Himself and all mankind

He suffers this anguish and abandonment in the horror of the night

Jesus will be in agony until the end of the world
There must be no resting in the meantime


1 aprile 2019

It's my only life. I don't want to split it.

A volte si danno risposte che vengono fuori come istinti.

Per mesi ho fatto degli sforzi per far funzionare delle cose a lavoro, ma mi accorgo che ci sono sempre problemi tecnici e cose da sistemare...e un po' sembra che il tempo e lo sforzo messo non portino da nessuna parte. E questo da' un po' di frustazione. 
Specie se non stai lavorando a quel progetto solo per pagare l'affitto, ma perche' credi e vuoi vedere gli effetti del tuo lavoro nel mondo.

"Don't think about what's going on at work that seems not heading to anywhere...Focus only on your personal life off work."

"Well...No. It's my only life. 
All the time in my day time, is my only life. 
I don't want to split it."

"Alright. I see the point".

"Pensa solo alla tua vita fuori dal posto di lavoro." mi dice un amico, e capisco che vuol dire. Un modo per "tirarmi su". Ma io non voglio "distrarmi" su un altro aspetto per non vederne uno. 
Voglio vedere anche un po' di frustazione se c'e', senza farne un dramma per carita', ma riconoscere com'e' ora.

Non voglio dividere la mia vita, tra lavoro stipendiato e ore "libere", come farebbe una schiava (cioe' come una che non puo' scegliere). 
Io quel lavoro l'ho scelto per la sua "utilita'" e ci metto del mio meglio per farlo funzionare...quindi e' parte di me.

Io non ho una vita dentro e una fuori dal lavoro.
Io ho una sola vita, un solo tempo. 
Lavoro con pazienza in attesa che tutto si sistemi.
Ma non per questo voglio separarmi nelle emozioni, nelle vivisezioni di questa societa'.

Questa cosa di divider la vita in compartimenti diversi, e' poi cosi' giusta? puo' valer come trucco per certe fasi, per gestirla. Ma poi la vita e' un tutt'uno.

Mi ha sorpreso la convinzione della mia risposta. La responsabilita' ha un suo gusto dolce che non serve edulcorare con altro.

Le risposte che do per ora son cosi istintive che mi danno visione chiara su di me.
Meno le ovatto di altro, piu' mi trovo.

Ieri un uomo con la birra in mano alle 10 del mattino, mi ha puntato a distanza - donna sola (seduta ad aspettar un'amica), si e' fermato davanti a me e mi ha detto
"posso farti una domanda?" (ho pensato "tutto il mondo e' paese, stessa tattica ovunque").

L'ho guardato negli occhi per capire se era uno dei senzatetto con cui faccio volontariato. Non lo conosco. Occhi stravolti.
Gli ho detto 
"No". (No, non voglio lasciarti lo spazio per importunare una donna seduta da sola.)

Mi ha insultato con uno scatto d'ira urlando e se ne e' andato. 

Avrei voluto dirgli che tecnicamente se avessi detto "si" sarebbe stata la sua seconda domanda. 
Avrei voluto dirgli che se ha tanta premura nel chiedere deve anche aspettarsi/saper accettare un no. 
Avrei voluto dirgli che quella birra non gli sta facendo bene.
Avrei voluto dirgli che son fortunata che del suo insulto in inglese ho capito solo alcune parole, e che esse non hanno alcun senso per me. Che io avrei potuto esser un'altra e lui avrebbe detto le stesse cose.

E soprattutto avrei voluto dirgli e gli ho detto No. Senza neanche pensarlo.