...di ritorno da un carnevale. Coriandoli tra i capelli.
Ho ancora nelle orecchie frastuono, musica, urla, sirene... e colori, forme, costumi, facce, ancora negli occhi.
Coriandoli tra i capelli, ogni tanto ne cade uno.
In questa serata a Cinisi con la macchina fotografica ho scattato circa 36 foto, 12 pose di quello precedente, 24 del rullino da finire, mi sono fatta spazio nella folla proteggendo l'obiettivo, alle persone che fotografavo senza permesso ho fatto un sorriso, ad altri l'ho chiesto con un cenno, ho evitato di fotografare i carri a parte in 2 scatti (per la particolarità della situazione), ho approfittato del carnevale per fare foto ai bambini eh si anche a quello che guida l'auto col papà accanto. Mi spiace per quei due puffi che si baciavano, non ci sono arrivata in tempo. Ho cercato di dimenticarli, così plastici ed esili, foglie piegate dal vento...quasi pensavo di aspettare che riaccadesse, ma sapevo che non sarebbe stato così e ho girato l'angolo. Non ho fotografato i due ragazzi seduti a parlare nel marciapiede, lui vestito da jolly, lei col cappello di lui in testa. Sono quasi sicura che si ameranno. Sono contenta per la foto dei carcerati, erano fermi ma ognuno faceva una cosa...e nel bianco e nero staranno bene.
Ho visto una bambina più di una volta, e come mi guardava quando passavo che sguardo aveva...se non avessi paura di sembrare pazza direi che quella bambina farà la fotografa. E poi c'era una fatina bellissima capelli lunghi mossi, che prima ballava e rideva, e poi...ferma sola in un tappeto di coriandoli a non fare nulla a guardare con degli occhi "vissuti"...l'ho vista come a rallenty, ho scattato e forse ha fatto finta di niente. Saggia e un po' vanitosa :)
C'era anche un fotografo, ogni tanto lo guardavo con curiosità e si vedeva che invece lui doveva fotografare anche i carri. Ma quando ci siamo trovati faccia a faccia ha guardato la mia canon ae1. C'erano i travestiti da travestiti che ballavano aggrappati al lampione. I puffi, le leopardesse, i clown, gli hippyes...
Non mi dispiacciono i colori, anzi me ne servo spesso...ma pensando a quel desiderio di bianco e nero di qualche tempo fa, mi ritrovo a guardare senza colori proprio il carnevale. Forse sto iniziando a capire...quando si dice che il bianco e nero è un modo di guardare. La bambina, i due che parlano per strada, le pose dei carcerati in contro al muro... le ho viste con la stessa intensità di quando scrissi quel post...ma non ero triste, non è questo... E' come se vedere in bianco e nero sia un modo di soffrire felici con la vita che ti danza attorno. E' come quando gli americani dicevano I'm blue... sono malinconico...da cui blues.
Ecco io, ogni tanto, sono black and white.