6 febbraio 2008

I fiori del male e altri demoni


Recuperando quel libro di poesie di Prévert, me ne sono tornate in mente alcune... le mie preferite. Avevo 14 anni. Beata spensieratezza (si fa per dire) :) Ricordo la foto di Prevert nel libro di poesie preso in biblioteca. Foto in bianco e nero, sigaretta in bocca, saliva una scaletta. Sotto c'era scritto qualcosa del tipo "Prevert che rientra a casa, 1920". Fu anche il periodo di Baudelaire. Io e Chiara ogni tanto aprivamo una pagina e leggevamo. Siamo cresciute anche così, tra i fiori del male di un alcolizzato-drogato innamorato di donne-gatto ebree, e i discorsi sull'infinito che è un punto infinito. Mi viene in mente quel libro che mi regalò, Andrea De Carlo, DUE DI DUE: “Pensavo a quanto le nostre vite erano state diverse in questi anni, e anche simili in fondo, due di due possibili percorsi iniziati dallo stesso bivio.”

Abbiamo dei bagagli in comune, questo è certo.

Prendo una delle mie preferite.


Jacques Prévert
Prima colazione

Lui ha messo
Il caffè nella tazza
Lui ha messo
Il latte nel caffè
Lui ha messo
Lo zucchero nel caffellatte
Ha girato
Il cucchiaino
Ha bevuto il caffellatte
Ha posato la tazza
Senza parlarmi
S'è acceso
Una sigaretta
Ha fatto
Dei cerchi di fumo
Ha messo la cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi
S'è alzato
S'è messo
Sulla testa il cappello
S'è messo
L'impermeabile
Perché pioveva
E se n'è andato
Sotto la pioggia
Senza parlare
Senza guardarmi,
E io mi son presa
La testa fra le mani
E ho pianto.

2 commenti:

Maxdog ha detto...

Grignani... Prévert... i 14 anni... di solito si regredisce, si torna indietro a ripercorrere dei momenti che si sono sfilacciati... e si regredisce per trovare nel passato la strada verso cui andare nel futuro.

Non so se sia così per te... o se anche tu soffri di quella forma di nostalgia che fa sembrare più bello quello che è passato, anche se magari ricordi un giorno che hai vissuto come terribile... e che sembra bellissimo rivisto con gli occhi del "poi".

Ad ogni modo è bello, ogni tanto, andare a trovare un sé diverso nel passato... quando mi capita, non riesco a fare a meno di guardarmi con tenerezza e con una punta di invidia.

P.s.: geniale chiamare "prima colazione" l'ultima colazione insieme...

Mari ha detto...

Si geniale...davvero.
E' bellissima la scena com'è raccontata. La vedi tutta, come in un film.
Non è che guardo al passato pensando "bei tempi", soffro di melanconia non di nostalgia! :)
Forse è vero però che ogni tanto si fa il punto della situazione, e ritrovi cose nel cassetto che non avevi mai dimenticato. Ho solo un po' voglia di poesia :)