Ho sempre guardato con tristezza la luna, con una malinconia infinita. Come chi è stato esiliato da casa, e gli manca tutta la famiglia, la sua terra, il suo gatto, la disposizione dei quadri. Beh qualcosa del genere. Guardavo ad essa come a un mistero non risolto, un nodo da sciogliere, una solitudine mal digerita, qui, in questo fondo dell'universo. Anche quand'ero con qualcuno, e tutto era romantico e perfetto, ed ero felice... se alzavo gli occhi e vedevo la luna...sentivo che c'era qualcosa che non andava, un vuoto, un conto che non tornava. Distoglievo lo sguardo e tornavo alla "realtà". Come quando ci si vuole togliere di dosso un deja-vu.
Ma cos'era mai quella luna?
La luna era qualcosa che mi mancava, ma a cui non sapevo dare un nome proprio perchè riguardava me stessa. Ora si è fatta "piena", di significati. Una persona, senza volerlo, semplicemente esistendo, mi ha mostrato cosa sono, ha fatto da "liquido di contrasto". Ho ritrovato in me una delicatezza infinita, anche quando c'è del dolore. Il chiarore di luna come un'amorevole gentilezza, innanzitutto verso me stessa, come una fede ancorata che il meglio deve ancora avvenire. Ora so che posso amare senza mettere "condizioni di felicità", senza dover essere ricambiata, senza avere, senza nemmeno volere. Amare come un istinto. Solo per celebrare l'esistenza. Sono disposta a perdere tutto, forte, perchè totalmente vulnerabile. Ho scelto, una buona volta, di non usare le mie ferite per ferire gli altri, stando attenta a non mettere in circolo gli stessi inquinanti che ho ricevuto. Ho ascoltato dichiarazioni d'amore tra le più belle e nobili, con l'imbarazzo di non poter ricambiare, e la sensazione che anche attraverso di me si potesse imparare quella stessa lezione che io apprendevo. La perdita come un ponte, verso l'incondizionato. Non è freddo questo cuore. Nei miei crateri c'è solo meno gravità, ci si può saltare e quasi volare. E il grande rebus alla fine si è risolto. La Luna della malinconia si è rivelata un simbolo, un gioco, una scoperta: quella del mio volto, dell'amore che sono capace di dare. Era questo che mi mancava da tanto, e adesso non fa più male. Ora quando vedo la Luna, non posso che sorridere ai nostri crateri. Senza senso di perdita.
Come potrai mai mancarmi tu che mi hai regalato per specchio la luna?
La foto me l'ha scattata l'anima con gli occhiali del drfeelgod
Non siete per i cenoni dove ci si abbuffa, e poi tra lustrini e trenini, vi sentireste soli, spaesati, e un po' grotteschi. Non trovate più l'entusiasmo per dire "Evviva...è il Nuovo Anno!" Non vedete perchè ci si debba per forza ubriacare come scimmie, per sentirsi giovani e divertiti. Non siete neanche giovani, ma fareste volentieri qualcosa di bello, e spegnere la tv col suo countdown.
BENE. Allora l'avete una lanterna cinese?
Avanti, procuratevela.
Ci vediamo alle 23:30 a Palermo, nella piazza di Mondello. A far leggero il nostro saluto al 2012, e a regalare un sorriso a chiunque guardi.
Vi auguro quelli che molti non hanno. Il tempo. Il tempo per un pensiero dolce, per leggere un po' quel libro che vi piace tanto, per vedere un film di natale con chi amate, il tempo per guardarvi dentro e perdonare. Vi auguro di sentire qualcosa di leggero come un fiocco di neve, come la poesia. E che tutto questo chiasso non vi porti via proprio il Natale e chi siete davvero.
Un abbraccio
N.B: immagine presa da Internet. N.B.²: Film e libro consigliati.
Da un certo punto in avanti non c'è più modo di tornare indietro. È quello il punto al quale si deve arrivare.
- Franz Kafka -
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A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?(Eugene Smith)