26 novembre 2018

Siamo la soluzione ai reciproci enigmi.

E saranno i confronti con gli amici, gli studi di Jung, i sogni rivelatori...le esperienze che si accumulano, e che si spiegano ...come se la psiche/vita fosse un puzzle che pezzo a pezzo componi confrontando la forma del tutto con quelle singole che ti circondano.
Beh stamani una frase chiara, e (stranamente) in inglese mi e' apparsa in mente.

"We are the solution to each other puzzles."

Si, Siamo la soluzione ai reciproci enigmi.


24 novembre 2018

The "unknown soldier"

Era chiamato il "soldato sconosciuto", un fotografo che ha lavorato spesso dietro le scene della fotografia, a volte neanche citato, ma che e' riconosciuto come il padre del fotogiornalismo.

Quando si inizia con una passione, che sia un'arte marziale o altro, si sceglie presto un modello in cui ci si riconosce. Quando ho iniziato a 21 anni a fotografare e a guardare le foto dei grandi del passato, non ebbi dubbi quando incontrai, insieme alle sue foto, la risposta alla domanda da circolo fotografico: "chi e' il tuo fotografo preferito?"

E' André Kertész. E nessuno se lo aspettava (o forse nessuno lo conosceva).




André Kertész 
Martinique, 1972 
Gelatin Silver Print 

“Seeing is not enough; you have to feel what you photograph” 
 "Vedere non è abbastanza; devi sentire ciò che fotografi " 

Ed e' proprio questo che mi arriva delle sue immagini. Nella foto gli ha lasciato dentro un pezzo di sentire, che colpisce. Questo sentire mi manca sempre piu' che guardo alle fotografie bulimiche e asettiche di quest'era. Fatte formalmente bene, ma senza sentire il mistero della vita. 

"Se vuoi scrivere, dovresti imparare l'alfabeto. Scrivi e scrivi e alla fine hai un alfabeto bello e perfetto. Ma non è l'alfabeto che è importante. L'importante è ciò che stai scrivendo, ciò che stai esprimendo. La stessa cosa vale per la fotografia. Le fotografie possono essere tecnicamente perfette e anche belle, ma non avere alcuna espressione. "
- Andre Kertesz.




Qualche brano tratto da Wikipedia: 

"Con il sentimento intimo della sua arte e il tono nostalgico, le immagini di Kertész alludono a un senso di atemporalità che fu inevitabilmente riconosciuto solo dopo la sua morte. A differenza di altri fotografi, il lavoro di Kertész ha dato un'idea della sua vita, mostrando un ordine cronologico di dove ha trascorso il suo tempo, ad esempio, molte delle sue fotografie francesi provenivano da caffè dove trascorreva la maggior parte del suo tempo in attesa di ispirazione artistica . Sebbene Kertész abbia raramente ricevuto recensioni negative, è stata la mancanza di commenti che ha portato il fotografo a sentirsi lontano dal riconoscimento. Ora, tuttavia, è spesso considerato il padre del fotogiornalismo.  Anche altri fotografi citano Kertész e le sue fotografie come fonte di ispirazione; Henri Cartier-Bresson una volta ha detto di lui nei primi anni '30, "Tutti gli dobbiamo molto." .

Lascio qui questo bell'articolo su di lui, ma anche su cio' che ci ha insegnato in fotografia.



“Whatever we have done, Kertesz did first.” - Henri Cartier-Bresson



Quando aveva 90 anni, una persona gli chiese perché stava ancora facendo fotografie. Rispose: "Ho ancora fame"