21 gennaio 2020



 Ma l'unica cosa che conta 
È amare quello che ho intorno 
E sentire in faccia il vento


12 gennaio 2020

1 gennaio 2020

Considerazioni di inizio anno

I propositi di anno nuovo sono sopravvalutati. Ma rimangono una buona domanda.

Passato a lungo termine.
Non serve tornare a Palermo se ti ricordi che c'e' una stanzetta nella tua citta', che tiene tutti i ricordi per te, e contiente una te che e' stata spodestata da altri innumerevoli piu' recenti gusci di altre te, che vivono a Londra e li non ci entran piu'. Ma sai che se torni a Palermo tutti ti vedranno ancora come se avessi ancora solo quel primo guscio primario, intatto. Il che e' una certezza e da' calore, ma ti fa anche sentire un po' estraneo e non riconosciuto. Muoversi nello spazio e' muoversi nei tempi che siam stati. E' giusto aver ripostigli, cassapanche, scatole, stanze. Loro restano, noi ci muoviamo.

Passato a medio termine.
E' bello dormire a casa di qualcuno per la prima volta, cucinare o veder un film insieme, sorridersi al risveglio di una pennichella, senza dover dire proprio nulla affinche' nulla esca dal cerchio di quel sorriso. Esistono amori incondizionati e fanno bene al cuore ed e' solo il pudore - ovvero la paura del giudizio degli altri - che non te li fa raccontare. E' come conservar un profumo che hai sentito da qualche parte nell'aria...lo affidi alla tua sola memoria. E comunque anche se provi a raccontar a qualcuno com'era, non lo puo' sentire.

Presente perenne.
Esser piu' seri con cio' che si prova, sapendo che noi non siamo i nostri pensieri (se i nostri pensieri son quell accozzaglia di parole automatiche che frullano in testa e riguardano passato, regole, proiezioni altrui e delusioni che abbiam accumulato).
Esser seri significa disporre confini e trovar la misura dei rapporti, o per es. prendersi il lusso di sconfinare in un perdono, inaspettatamente. "Gli esseri umani sono prevedibili", come dice l'ultimo Star Wars. Ebbene l'imprevedibilita' e' una misura del proprio risveglio. Ed e' gustosa, perche' stupisce te per primo. Se siete sempre puntuali, arrivate in ritardo.

Cio' che non so dire ad alta voce... e' come la sensazione che si prova a saltare su una nave in partenza, senza conoscerne la destinazione, ma con quel coraggio sconsiderato che ti spinge a prenderla a ogni costo perche' da quando hai visto la nave sai che non puoi lasciarla andare, appartiene al tuo destino. Allora ti muovi, e sara' il sangue che ti pompa nelle vene e l'adrenalina che ti fan sembrare il mare piu' profumato di sale e il sole piu' scintillante, e tu hai i capelli spettinati. E sai che sei piu' bello cosi, e non hai bisogno di farti un selfie per dimostrartelo.

Stamattina.
Io e la gente ubriaca nel treno delle 4, abbiamo sicuramente qualcosa in comune se siam qui, ma io non sento appartenenza. Mi sento prestata allo scenario e - a prova della mia snob differenza dalla massa - io sapro' riconoscere la mia fermata.

Stamattina inoltrata.
Ci sono sogni che sembrano reali, forse lo sono.

Pomeriggio inoltrato.
Da una converazione con G: "Le persone che ti vogliono veramente bene (espressione che mi ha colpito) sono quelle con cui sei cosi rodato che puoi passare 24 ore, dormire nella stessa stanza, e quelle ore non sentirle, perche' non hai niente da difendere, nemmeno un'immagine perfetta di te. Ed e' triste pensar che - (per noi immigrati) - nel 90% dei casi per aver quelle persone vicine serva prender un aereo." 

A volte puo' capitare persino a Londra che 
- vai per offrire un caffe' a un amico (che aveva prima offerto a te)
- e il barista della catena di caffe' ti dice, no non paghi. Prendi e vai. (Senza spiegarti perche').
A volte sei parte di una catena di abbondanza che vuole che tu riceva e resti a ricevere.

Recente generico.
Aveva ragione Carver quando un personaggio vecchio di un suo racconto chiedeva insistentemente ai giovani "perche' non ballate?" Ballare fa bene allo spirito, e in balli folk, doppi, di gruppo, si vive piu' leggeri, piu' in sintonia con l'altro. La palestra e' sopravvalutata. Ballare gente.