16 settembre 2019

Test dell'ostacolo/volonta'

Forse se due persone vengono ogni volta interrotte da qualcosa o qualcuno nel loro conoscersi,
forse, e' perche' quei due avrebbero molto da dirsi.


In Between


KUNDALINI, the Real Eros' Arrow by Ciruelo
Siamo bersagli delle nostre stesse frecce. 
Miriamo, e in quel lasso di tempo che chiamiamo "futuro" le cose vengono a prenderci. In un attimo ci spostiamo di posizione: da arciere diventiamo bersaglio. Gli arcieri sono i primi esempi di ubiquita' nella storia umana.
La precisione dell'allineamento - il far centro - dipende dal nostro essere, dalla forza della volonta' e del desiderio, dalla capacita' di evitar distrazioni, e tuttavia anche dall'assoluta equanimita' rispetto al risultato. Serve un'umilta' pronta a dar tutta se stessa.
E' bello respirarci dentro lentamente, con controllo, e rimaner del tutto immobili proprio nel momento di massimo sforzo.
Lasciamo andare solo quando la corda e' tesa al nostro punto di massima resistenza. Solo noi sappiamo quando.
Il rumore della corda dell'arco...e' tra i piu' belli mai sentiti. Vibra nel vento. 
Il rumore della freccia nel bersaglio e' ovattato, la sua eco. 
Senti che quel rumore e' giusto. Qualsiasi cosa voglia dire "un rumore giusto".
E tu non hai fatto alcun rumore: sei la terza forza, quella invisibile, ma proprio quella per cui cio' accade. 
Tu sei quello in mezzo.



29 agosto 2019

il silenzio


Il silenzio è la caverna dove goccia a goccia la stalattite prende forma

È il suolo oscuro da cui il seme germoglia
Tacere non è un dovere 
né un tabù
né un precetto segreto   

È piuttosto il "modo"
in cui i desideri vengono custoditi 
finché non siano abbastanza forti da reggere la luce scoperta del mondo
Fatta di realizzazione ma anche di venti distruttivi
Di invidia incredulità e disillusione.                                       
Solo quando i germogli saranno forti, fioriranno 
Ed essi stupiranno. 
                        
I miracoli nascono di notte, 
di inverno
In una grotta. 

27 agosto 2019

Oggi ho visto una stella.

Eravamo l'unico animale che poteva coscientemente alzar la testa,
riconoscere le stelle come punti di proiezione su altri mondi
e raccontarci su delle storie ai bambini
sul passato mitico degli antichi eroi,
o sul futuro fantascentifico che ci aspettava.

Poi pero' iniziammo a cercar distrazioni,
a fagocitare serie tv fino a contare i giorni della settimana attraverso esse.
Iniziammo a voler diventare famosi e riconosciuti,
a filmarci come protagonisti di spettacoli...

Iniziammo a vivere di schermi senza guardarci piu' attorno
pensando di conoscerci attraverso la rappresentazione di noi,
e iniziammo a dar per scontato che per tutti dovesse esser cosi,
che nessuno avrebbe potuto farne a meno.

Le luci delle citta' divennero cosi forti,
che il cielo si trasformo' in una nebbia luminescente, densa e impenetrabile.
L'occhio si abituo' alla luce abbagliante della pubblicita' nei palazzi
che si prendeva la briga di dirci lei quali fossero i nostri bisogni.

Cosi l'elettricita' si prese il buio,
e non ci fu piu possibile scorgere la discrezione delle stelle,
le loro promesse vaghe e sognanti...
mentre il cemento e l'asfalto inaridivano la terra,
che fu fatta sterile. Sterili anche le nostre menti
che non si chiesero piu' se tutte quelle strade fossero davvero necessarie.

Iniziammo ad avere troppo da mangiare
e ancor piu' da bere, vantandoci di quante bottiglie avevamo fatto fuori al pub.
Nei dialoghi iniziammo a raccontarci solo degli ultimi show che avevamo visto
e c'era cosi poca poesia, molti piu' elenchi di fatti:
ma anche tra quelli, pochi erano i nostri
e molti piu quelli che conoscevamo dai notiziari.
Per darci un tono, ce li raccontavamo come se fossero successi a noi,
con un'emotivita' per forza di cose...posticcia e secondaria.

Se chiedevi a qualcuno quale era il suo sentire primario
spesso non lo sapeva.
Anche le emozioni piu nobili divennero virtuali:
aiutare il prossimo divenne sostenere la tesi che bisogna aiutare il prossimo.
L'intimita' era piu sognata che vissuta,
e le persone si conoscevano per app e social network
dove potevano consumarsi a vicenda come una birra il sabato sera
e farsi ghosting la domenica mattina.

Con la testa inclinata in basso a un cellulare
avevamo il mondo in una mano, l'essenziale sembrava tutto mappato,
e sapevamo trovare "ristorante vicino me" e la via piu' veloce per casa,
ma non la piu bella.
Il tragitto andava distratto da musica consumata in cuffia,
senza guardarsi attorno per strada,
senza parlare col vicino che altrimenti si disturbava.

Eravamo l'unico animale che poteva coscientemente alzar la testa,
che poteva guardare le stelle.
E non l'abbiamo fatto.

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La macchina scivolava sull'asfalto e il finestrino scivolava sul paesaggio.
G. dice, vedi quelle mucche, fanno una bella vita li sull'erba finche non le portano al macello.
Gia', stanno li chinate sull'erba... e a noi umani che succede?
Oggi
al tramonto
ho visto una stella. E ho avuto nostalgia.
Per il piccolo principe e il pianeta terra.  E penso a quando tornerà, sarà già fatto Re.