4 giugno 2017

Posti belli per chi ama la fotografia a Londra (2 PARTE)


L'ultimo mese e' stato ricco di eventi fotografici qui a Londra. Nell'ordine in cui ho visto le mostre:

1) Il Sony Awards e mostra di Martin Parr presso Somerset House

By Kevin Faignaert
Incredibile... tre ore non bastano per vedere (e leggere) con attenzione tutta la varieta' dei lavori fotografici proposti.
E' la prima volta che vedo dal vivo il Sony Awards (sebbene abbia in passato partecipato al contest) ed e' sempre bello vedere un "lavoro finito", quello del fotografo come quello dei giudici e dei curatori. Credo che in una mostra che contenga cosi tanti generi fotografici, le "preferite" di ognuno derivino dal suo gusto e dalla sua lettura "filosofica". Io personalmente mi chiedo spesso "perche'?" e "cui prodest?" davanti a un lavoro fotografico. In altri momenti invece e' piu' importante l'impatto emotivo. Un lavoro che mi ha fatto riflettere a livello esistenziale e' stato questo di Sabine Cattaneo sulle cliniche di eutanasia o suicido volontario in Svizzera. Le immagini spoglie di persone sono un vuoto che ti lascia immaginare, mentre la tematica forte ti colpisce al petto.
Per la vicinanza ai miei interessi mi e' piaciuto il lavoro di Kevin Faignaert (foto sopra) sui villaggi nelle Faroe Islands (tra Scozia e Islanda) e tutta la sezione daily life che in genere trovo sempre la piu' ricca di sfumature. Interessante anche la sezione Contemporary issue (rimando ai link per una visione piu' dettagliata).


Compreso nel biglietto della mostra del Sony c'erano anche tre stanza-mostra dedicate a Martin Parr! Ma lui lo conoscete gia', il tipo dentro la bocca di squalo.

2) The Radical Eye; la personale collezione di fotografie d'autore di Elton John, alla Tate Modern

Che dire. Elton non ha problemi ad arrivare alla fine del mese, e si vede! Ha piu' di 8000 fotografie d'autore a cui ha adibito un'intera residenza personale, come viene mostrato in una video-intervista in cui, tra un corridoio e l'altro, tra una Dorothea Lange e un Man Ray, si intravede anche un discreto letto leopardato...
Sara' comunque stato difficile il trasporto di buona parte della sua collezione fotografica  alla Tate Modern. Non solo per la quantita' delle immagini ma soprattutto per le pesanti cornici con cui si presentano! Per dirla all'inglese l'ho trovata una mostra "stuffy": le ampie sale letteralmente affollate di fotografie con cornici tutte diverse, colore argento e oro. Molto difficile a volte persino capire l'autore, in mancanza di un ordine preciso o numeri di riferimento. Ho deciso che meritava una foto:



Kertesz
Ad ogni modo, emozionante trovarsi davanti a certi pezzi d'arte che ogni appassionato di fotografia sognerebbe nei suoi letti piu' leopardati: da una piccola stampa di André Kertész 

alla migrant mother di Dorothea Lange (e scoprire che il punto di messa a fuoco non e' sugli occhi!). 

Una nota speciale va alla serie di ritratti realizzati da Irving Penn all'angolo. Tra i vari ritratti posso assicurare di aver visto solo la testa di Salvador Dali' muoversi. E' vivo e si prende gioco di noi come sempre.

Lange

Irving Penn


3) Photo London 2017  ancora alla Somerset House

La Somerset house si presta bene come venue fotografica. Scopro del Photo London il giorno stesso della sua chiusura, leggendone nella rivista British Journal of Photography presa al Tate bookshop mentre imprecavo ancora per le cornici di Elton John. Pago le 30 sterline all'entrata, che comunque - purtroppo- non hanno scoraggiato la tanta gente accorsa in questo assolato weekend. All'entrata mi consegnano una mappa che prevede 4 piani... insomma c'e' da camminare. Se andate l'anno prossimo, ricordatevi di portare una borsa in piu'. Vi servira' per tutti i biglietti da visita depliant e magazine che raccoglierete. Ma se vi siete persa questa edizione, c'e' ancora il virtual tour nel sito oltre il catalogo in vendita e la lista di gallerie presenti. Presente anche l'Italia (campanilismo, sempre) con la Galleria del Cembalo e Galleria Valeria Bella, Ilex Gallery, Louise Alexander Gallery, Materia, Paci Contemporary, Raffaella De Chirico.

Una nota di merito per me che sono retro' o se vogliamo affezionata a una certa tradizione fotografica italiana, la do alla Galleria Valeria Bella per aver esposto: Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Bruno Cattani, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Pepi Merisio, Ugo Mulas, Carlo Orsi, Pierre Pellegrini, Enzo Sellerio (ah il cuore siciliano!), Luca Campigotto.

Al Photo London tantissime foto d'autore ormai classiche, e anche tante piacevoli scoperte contemporanee. Tra queste cito l'eleganza della CHRISTOPHE GUYE GALERIE e il lavoro The sleep of beloved 




4) Camera Press at 70's - a lifetime in pictures - presso Art Bermondsey Project Space

Continuo la rassegna con questa mostra gratuita che dura fino al 10 giugno. Fondata nel 1947, la Camera Press celebra quest'anno l'anniversario di 70 anni, attraverso una raccolta di immagini ineguagliabile e con le opere di alcuni dei nomi più iconici del settore: una visione affascinante della fotografia dal 1940 al presente. Lo spazio e' piu' piccolo dei precedenti, ma proprio per questo il piu' fruibile e godibile. 

All'ingresso si trovano dei depliants che fanno da guida alle opere in mostra: una piccola foto e accanto l'indicazione dell'autore e del personaggio famoso ritratto. Da Winston Churchill a Audrey Hepburn, da Maria Callas a Nelson Mandela. Un bel ripasso e rinforzino di storia del cinema, della musica, della moda. Gli autori: da Cecil Beaton a Yousuf Karsh, Lynn Goldsmith e Paul Massey.

Una stanza e' interamente dedicata ai ritratti della famiglia reale, dalle vecchie foto di Elisabetta, a Lady Diana e figli in "versione pubblicitaria" con scontornato  su sfondo bianco e capelli anni 80, a Kate e William con prole e cane. 
Un'altra stanza e' sul fotogiornalismo: scatti scelti dagli anni '40 al 2016 (guerra del Vietnam, World Trade Center, per citarne alcuni) e infine una mostra nel seminterrato sul cinema anni 60-70 made in Italy, col nostro Mastroianni e Sofia Loren.
Voto? 10.
Mi ha colpito la freschezza e l'ordine della mostra, la luce, le ottime stampe fotografiche (una buona carta) con cornici "decorose"...(ditelo a Elton) e soprattutto la potenza di ogni scatto fotografico selezionato, a dimostrazione che un ritratto e' un lavoro di un attimo ma in cui due coscienze si spogliano.


5) Deutsche Borse Photography Foundation Prize 2017 and Roger Mayne alla Photographer's Gallery

Per concludere proprio ieri sono andata alla mia amata Photographer Gallery, dove era in corso un workshop sulle emulsioni e polaroid, in una grande sala che ospitava una mostra di artisti contemporanei oraganizzata da The London Alternative Photography Collective.
Tipico di Londra son proprio questi eventi-lampo che si trasformano in piacevoli sorprese.

Ma essendo arrivata in ritardo come ogni buona siciliana che si rispetti (!), mi sono "accontentata" di non giocare con le emulsioni ma vedere intanto la mostra dedicata a Roger Mayne, streetphotographer  degli anni '50 - '60, che ci fa scoprire la vita di comunita' a Southam Street a Londra - ma anche a Leeds - con i bimbi di strada che, in fondo, son simili ovunque anche se inscritti in destini diversi.


Salgo di un piano e vado a scoprire il premio annuale "Deutsche Börse Photography Foundation" stabilito dalla Photographers 'Gallery nel 1996. Gli artisti scelti di quest'anno sono:  Sophie Calle, Dana Lixenberg, Awoiska van der Molen, and Taiyo Onorato and Nico Krebs.

Saro' breve, sebbene tutto sia interessante, faccio la mia scelta. Sophie Calle. Se fossi un uomo la cercherei ovunque per sposarla (questo link vi dara' un'idea di questa vera Amelie concettuale). Secondo me e' una di quelle sensibilita' che se l' hai accanto senti che ha senso vivere. La incontrai la prima volta ad Arles con questo lavoro :

"In Instanbul, una citta' circondata dal mare, ho incontrato persone che non l'avevano mai visto. Ho filmato la loro prima volta".



Nelle sue opere si nota la possibilita' di superarsi sempre, o meglio, di non fermarsi mai. In ogni suo lavoro c'e' sempre di piu': da scoprire dentro di se' e negli altri, e lei e' disposta a farlo attraverso l'intimita'. Lascio qui una foto del suo lavoro, in cui i testi sono cosi' importanti che scardinano la solita regoletta del "la foto funziona davvero se non ha un testo che la spieghi". Beh, anche no. Io sto con te, Sophie! E chi se ne frega se son qui in galleria e piango, davanti agli ultimi istanti di vita di persone che non conoscero' mai. Tu, che fotografi e scrivi, mi ci hai portato...a sentire le loro ultime parole... e a sentire come il tempo sia impossibile da catturare da uomo o da fotografo, quando il tempo... e' spirato via.
Credo che lei appartenga a una categoria di fotografia in cui il "perche'" e il "cui prodest" riposino nel valore della commozione.

Ed e' con questa meraviglia segreta che voglio chiudere. Come se vedessi per la prima volta il mare.

P.S. per chi non avesse letto la PRIMA PARTE la trova QUI

1 commento:

UIFPW08 ha detto...

I miei complimenti Maria
Maurizio