20 agosto 2011

Scritti endoterici



Il mio giardino zen è questo cielo stellato. Intoccabile, lui mi segna la via. Cambia ogni giorno con la forza di un vento invisibile, traccia l'evoluzione col rastrello degli eventi.
Nel suo prato crescono le Belle di notte, attendono il buio per aprire le loro corolle luminose, mentre sui loro semi rotondi siedono i viventi.
Il mio giardino zen è perfetto a caso ma a casa del Destino.
Solo a guardarlo trovo la pace di questi massi muti: ogni pianta che nasce e cresce è ramificazione dell'universo. Da questa parte della serra, tra ortiche e ragni, tra vermi e salici, la Sua forma resta la matrice di ogni cosa. La riproduzione dei conigli usciti dal cappello del Mago.
Il fiume imita il cielo, il sasso imita i pianeti, le forze imitano le distanze nella bellezza.
Il mio giardino zen è Essenza pura, meditazione e suono della linfa vitale.
Se dovessi chiudere gli occhi e pensare una casa perfetta, sarebbe proprio un giardino, col suono nascosto del delfino.
L'immaginazione a immagine, la volontà a somiglianza.


Nessun commento: