15 novembre 2010

Bene intesi

I malintesi sono quella grande fonte di risposte che non avevamo chiesto. (un giorno questa frase sarà nel mio wikiquote :)

Il fatto è che quelle risposte le abbiamo comunque.
E' come entrare in una possibilità non prevista.
D'ora in poi sappiamo che data la supposta realtà X la reazione sarà Y.
E il tempo per chiarire un malinteso sarebbe sprecato per fingere che quelle risposte possano essere diverse. Non serve a nessuno.
L' Y è reale. Che la X lo riveli o no, lei è lì pronta a scattare.
Per questo un malinteso è sempre utile.
Per questo conta solo ciò che noi abbiamo dentro.
Credo che il bene sia una costante troppo spesso condizionata, il che è un paradosso, per una costante.
E una consapevolezza vera su questi temi non è neanche amara, nè può cambiare la forma di un cuore, semplicemente insegna che
- Non ripaga fingersi nella propria mente qualcuno diverso da come si rivela
- La maggiore fonte di offesa nei nostri confronti viene dalla fragilità altrui. Umanamente comprensibile, ma mi riporta al punto 3:
- Si accetta il rischio insito nei rapporti umani chiaramente, ma non c'è niente di male nel non essere masochisti. Altrimenti detto: Possiamo comprendere che il fuoco fa male, ma metterci la mano ogni volta sperando che le cose cambino, non ci renderà degli uomini migliori. Molto meglio capire le proprietà del fuoco da sfruttare a vantaggio dell'umanità.

Gli uomini hanno una proprietà nel loro linguaggio, che gli animali non hanno. Essi mentono. Un animale non ne è capace...è quello che si vede: affamato, felice, triste, in competizione, ecc.
Un uomo invece puo' mentire con le parole, ma cos'è mentire se non TRADIRE ciò che prova la propria anima? Al di là degli effetti che si cercano sugli altri (in genere si mente per esercitare un potere-controllo sulla realtà), la menzogna è una grande schiavitù e ha una profonda causa: significa non permettersi di essere se stessi. Non capisco perchè gestire una maschera così mal riuscita e che tende all' infelicità.
Basta una piccola analisi più profonda sulle espressioni non verbali per capire che la falsità è un fatto non legato alla parola in sè ma all'anima. Un uomo, senza parlare, può:
ridere di disprezzo,
esercitare violenza psicologica nel pianto,
essere inconsapevolmente masochista mentre esprime ira e recriminazioni.
Tutti gli esseri umani, compresa io, sanno di cosa parlo.
A volte l'osservazione rende taciturni.
Non posso rispondere a contraddizioni non risolte, togliere la maschera per avere un confronto vero... è un lavoro che non mi compete.
I malintesi sono risposte. Spero non definitive, perchè credo nei cambiamenti-prese di coscienza.
Ma almeno tra le persone care, cui ho dedicato tempo e affetto, vorrei potermi fidare di una risata, che me la godo di più se so che è vera.

E dopo tutto magari ci vuole solo un po' di pazienza e un grillo parlante. Che dietro a ogni pinocchio può nascondersi un bambino.





3 commenti:

Maxdog ha detto...

Verrebbe quasi da dire: Dharma...

Le cose sono ciò che sono.

Ma poi sembrerei un grillo parlante ;)

TrecceNere ha detto...

Tu SEI un grillo parlante.
Ma attenzione a non fare troppi paradigmi...le cose sono quelle che sono, sempre, nel momento presente, e riconoscerle per quelle che sono è sacrosanto... ma tutti siamo portati a cambiare, per cui potranno essere diverse in un altro momento. Io per es sono molto diversa rispetto a un anno fa.

Maxdog ha detto...

Vero... il fatto che le cose oggi siano ciò che sono non significa che domani saranno diverse...

Però domani saranno comunque ciò che sono in quel momento, e non qualcosa di diverso.

La questione non è l'immutabilità... mai pensato che le cose siano immobili, quanto la libertà e la capacità di vederle per quello che sono, anche in trasformazione.

Il Grillo Parlante si è espresso U_U

:P