5 ottobre 2010

Une vision: Le doigtier et l'aiguille

Le doigtier et l'aiguille

Lo chiamo autismo, perchè non saprei come definirlo altrimenti. E' essere centrati, concentrati. Una funzione del cervello che si attiva in alcuni momenti. Malditesta, musica minimalista al pianoforte, osservare le cose come se fosse la prima volta. Senza età. Aggiungo un tassello per volta a un progetto vagamente incompreso. E' che io soffro e gioisco ogni volta che si spezza una forma, si crea un vuoto, si riempie un cerchio, ogni volta che l'occhio si illude e inverte. Mi piace da morire, ecco. E più è sottile questa illuminazione metallica del pensiero, più mi piace.
Oggetti quotidiani, illusioni ottiche, sensi. Forme idee che possiamo trovare in una casa. Così continua "Une vision". Sarebbe bello vederle in dimensioni parietali., per immeggere lo spettatore fin dentro. Ma quella è la mia seconda malattia, la gigantopatia.



C'è un testo che adesso devo assolutamente leggere: "Punto, linea e superficie". Ho l'impressione che troverei molto di me lì dentro. Papà Kandinskij...

Ma sì. Musica.

2 commenti:

Agart ha detto...

L'occhio penetra la forma, e supera l'apparenza...buon autunno. Visita i miei sentieri se li incroci

TrecceNere ha detto...

Grazie per l'invito ;)