21 ottobre 2010

Costa un link e non inquina

Per fortuna mi arrivano le newsletter di Greenpeace. Così dopo il tg1 a cena e un servizio che nel suo essere "neutrale" risultava uno scarno elenco di dati per l'accettazione del sistema, posso tirare un sospiro di sollievo e scoprire che almeno in un piccolo teatro di Roma qualcuno ne ha parlato. Non c'è coscienza sociale perchè il sistema è controllato a panem et circenses a partire dai sistemi di informazione, perchè basterebbero 20 minuti di approfondimento al giorno su un argomento come questo per capire dove viviamo, dove stiamo andando.
Perchè tu, giornalista, ti LIMITI a dire quante centrali ci sono al mondo? E' la loro quantità che fa la differenza? La normalità è che ci siano...ma sì la fanno pure da noi, ma che vuoi che sia, ehi guarda che ce n'è un sacco nel MONDO!
Guardo micia, perplessa. Micia tu la volevi questa centrale? Non risponde, ma se c'è una cosa che so di lei, è che le sta bene vivere senza decidere per tutti gli altri generi animali e vegetali.
Allora provo un dialogo immaginario col telegiornale: Scusa me lo dici quante ne hanno tolte? Gli italiani cui stai parlando, mentre cenano, le vogliono queste centrali? Non si era parlato di un referendum? Dove si faranno? Che fine faranno le nostre scorie? Cosa si fa in caso di guasto?
A questa domanda rispondo con una battuta di Diego Parassole dello spettacolo “Che Bio ce la mandi buona” ...e lascio un video.

"Sai qual è la prima cosa da fare in caso di incidente nucleare? In assenza di istruzioni “nostrane”, ecco cosa indica il piano dell'Agenzia americana per l'emergenza nucleare:
Istruzione 1. ASCOLTATE LA RADIO A BATTERIA O LA TELEVISIONE PER RICEVERE LE INFORMAZIONI UFFICIALI. Facile immaginare cosa potrebbe accadere in Italia: "Se il servizio funziona come quello di onda verde 103.3, che ti dice che sei in coda dopo un giorno, è capace che ti avvertano dell'incidente alla centrale dopo che in cortile ti è evaporato il gatto".

Guardo micia con un moto interiore: Davvero non possiamo fare niente? Mi guarda come per dire "Non dirlo a me, è la TUA specie".

Fate girare la vostra intelligenza, costa un link e non inquina.

2 commenti:

Only Me ha detto...

Audrey,

sempre condivisibile il tuo post e sempre intenso e puntuale.
solo un appunto, la parola giornalista è quasi sempre impropria. soprattutto per i giornalisti da mezzo busto.
a presto

TrecceNere ha detto...

Io ormai salvo solo radiogiornalisti e fotogiornalisti. Sono arrivata a sentire il radiogiornale (col lettore mp3) mentre sono a tavola con la famiglia e c'è la tv accesa su rai1 e trasmettono il servizio sul botulino contro il mal di testa :D