3 dicembre 2019

lui e lei - la strada

3/12/2019 Londra 6:47am

Lui e lei sono davanti alla vetrina di un negozio di giacche a vento sportive.
Sono le 6 del mattino ed è ancora buio nella prima giornata di dicembre in cui i gradi seguono il segno meno.
Loro sono davanti alla vetrina, dicevo, sopra un cartone. Lui è infilato in un saccapelo blu, lei gli sta accanto e si guardano in volto. La ragazza ha varie coperte di sopra, e si rannicchia sulle ginocchia, in quella posizione fetale in cui spesso gli amanti si incastrano per darsi calore.

Non è l india, e veder la gente dormire fuori in un clima cosi rigido, in una società che vende giacche a vento e tutto ciò che desideri più quello che non sapevi di desiderare..fa un certo effetto.

Lei si sistema la copertina, che sembra non bastare. Anche lui è sveglio. Si dicon qualcosa ma da dove son io, su un bus a due piani fermo al semaforo, non posso sentirli. Tra noi C'è questo vetro che mi consente di vedere, e di vagare con la mente.

Mi rendo conto che son abituata a pensar ai barboni come entità singole, che possono far gruppo ogni tanto, certo...ma questa cosa che una giovane coppia - di per sé entità eroica - viva per strada, mi scuote in un modo diverso. Questi due non sono soli. Forse non saranno neanche santi, avranno problemi di alcolismo/droga o forse no. Ma son insieme e mostrano che si possono far gesti di delicatezza e intimità anche nelle condizioni più difficili.  

La vetrina...
Dai vetri di questo bus guardo i loro gesti assonati, una carezza sul volto,il sistemar la coperta, immagino il disagio e il timore di dover abbandonare quel poco calore accumulato quando il manager del negozio verrà ad aprire la porta.

 Tra il mio vetro  e il vetro della vetrina, loro vivono nel corridoio chiamato strada, che da sempre è quel palcoscenico nel teatro della vita che sembra più reale.
Cosa faranno quei due domani? Sono giovani. È una cosa provvisoria?  Dove porterà il loro viaggio?

Come sarebbe passata banalmente fuori dall orizzonte dei miei occhi quella vetrina, se non ci fossero stati loro due davanti!
E invece oggi sono sullo stesso bus di ieri, e con gli occhi li cerco, li cerco...e dentro si alza un appello: Vita, prenditene cura, non me li portare  via!

2 commenti:

digito ergo sum ha detto...

"Vita, prenditene cura, non me li portare via!"

quanta dolcezza, quanta consapevolezza.

non li porterà via. ma continua a guardare tutti quei corridoi che si chiamano strada, prati, stazioni ferroviarie, aeroporti, ospedali.

lì c'è vita, c'è qualcosa che chiama, qualcosa di potente, reale, vibrante. e chiunque soffre, chiunque è nel momento del bisogno, è mio fratello. senza secondi fini, senza pretendere né attendere qualcosa in cambio.

Maria ha detto...

Verissimo, tutti i posti che hai nominato sono un crogiolo di umanità incredibile!

E grazie del pensiero sull'amore incondizionato verso chi ha bisogno!