12 febbraio 2016

Incontro con l'anima


Quando guardiamo una persona cosciente dell'anima e che vive nell'anima, ci sembra di scendere, di scendere in profondità, giù in fondo all'essere, lontano lontano, lontanissimo dentro; mentre di solito, quando guardiamo qualcuno negli occhi (ci sono occhi in cui non si entra proprio, c'è come una porta che lo impedisce; ma insomma, ci sono occhi in cui è possibile entrare), una volta entrati incontriamo quasi subito una cosa che vibra, anzi che a volte brilla con tutto uno scintillio. Allora, sbagliando, diciamo: "Ah, ecco un'anima viva!" E invece non è così: tutto quello scintillio è il Vitale.
Per scovare l'anima dobbiamo ritirarci dalla superficie, in profondità, e poi entrare dentro dentro, scendere e scendere in un pozzo profondissimo, silenzioso e immobile: lì allora incontriamo qualcosa di caldo, tranquillo, ricco di contenuto, assolutamente immobile e pieno, qualcosa di simile a una dolcezza - l'anima. Se insistiamo, e se siamo coscienti di noi, ecco una specie di pienezza, come una cosa completa che contiene profondità insondabili. E sentiamo che ad entrare lì dentro ci verrebbero svelati tanti segreti. E' come qualcosa di eterno, che si riflette su un'acqua calmissima, qualcosa dove non esistono più i limiti del tempo: ci sembra di essere sempre esistiti e di esistere per l'eternità. 

(Mère - dall'Agenda di Mère)

3 commenti:

Magnoli@ ha detto...

È verissimo, e stupendo.

Tra cenere e terra ha detto...

Ehi! Oggi sei tu che mi regali la poesia! Ma insomma! ;)

TrecceNere ha detto...

Questo scritto piace. Forse una parte di noi lo riconosce come vero, oltre che desiderabile.