6 gennaio 2007

Pausa caffè


Ebbene si, lo so...sono fatta ripetitiva, ormai posto solo foto. Ma che volete. Ho pure comprato la mia prima rivista fotografica: badate bene che ci sono i due punti: se spendo col sorriso 5 euro e 90 per comprare Photo Cult e non il Topolino, è sintomo che qualcosa in me sta cambiando. Eh si, mi sa che ci siamo. E' come le prime mestruazioni, solo che è meno organico e più di contenuto, e nessuno ti fa gli auguri. Sarò diventata grande? Davide ti prego, si lo voglio l'abbonamento a Topolino per un anno!!! Pensaci tu a ricordarmi che sono piccola :) Comunque a parte il delirio, voglio tranquillizzarvi, il caffè che vedete sopra non è corretto, e non l'ho preso ora. L'ha pagato mio padre al bar di una mostra d'arte moderna, e faceva pure schifo. Il bar in design nuovo, e il cucchiaino era meraviglioso (peccato nella foto non si veda bene) era...piatto! Una palettina in pratica, ma di metallo. La barista risponde alle nostre domande ridendo... "tanto serve solo per girare il caffè". "tanto serve solo per girare il caffè". E' incredibile. Povero cucchiaino. Ormai etichettato al suo ruolo sociale.
Il ruolo sociale rende prevedibili gli individui.
Non sei più un individuo X, non hai più la deliziosa libertà dell'anonimato dell'uomo qualunque, l'uomo X. Sei l'avvocato, sei la cameriera, sei il postino. Sei il cucchiaino del caffè. Non hai speranze. Destinato a girare caffè nel bar. Nessuno ti userà mai per un dolce (sei piatto), nessuno ti userà mai per sorseggiare un thè. Sono in momenti come quello, quando ho sentito dire "tanto serve solo per girare il caffè" , caro cucchiaino mio, che ti avrei preso, infilato in bocca e lasciato lì mezz'ora mentre io ammiccavo alla barista "mmmm...buono..." Una botta di vita, ecchecazzo. Ci saremmo levata una soddisfazione, io e tu. Ma non ci avrebbe capito nessuno, e nessuno ci capirà, forse neanche quelli che leggono adesso ciò che scrivo. Ma questo volevo dirti, per me che prendo il caffè amaro... tu sei molto, molto speciale.
M.

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