28 January 2008

Test casalingo: Cosa ci vedete?

Mi hanno sempre incuriosito quelle grandi macchie nere che gli psicologici fanno vedere ai pazienti, chiedendo "cosa vede"? I più mentono... a quanto pare al militare sanno tutti che non bisogna mai rispondere "un'arma"... anche se il fucile è chiaramente visibile...bisogna dire "una donna", se no non ti prendono. Forse piccoli trucchi, forse bufale...ma una storia, anche se non è vera, ha sempre la sua morale. Se qualcuno si sentisse libero di rispondere veramente alla domanda "cosa vede?", senza imbarazzi o paura di sorta, senza barriere...forse gli psicologi del servizio militare sarebbero molto più indecisi su chi sia idoneo o meno. ((Che detto tra parentesi io non prenderei mai uno che vede soltanto donne ovunque :))

Sono sicura che nella visione di queste tracce indistinte, nella sincerità delle risposte, ci possano essere tra più persone delle coincidenze. Ecco queste mi interessano di più. Specie per capire come funziona la comunicazione a livello di linguaggio visivo. Ci sono delle suggestioni che secondo me per un buon 90% sono universali...i colori per esempio hanno dei significati più o meno validi per tutti. Ma anche le forme. Certo molto dipenderà dalla cultura da cui si proviene. E dalle influenze del mondo circostante sui soggetti, sulla loro sensibilità.

Anni fa, quando ancora la fotografia seppure avesse bussato non aveva ricevuto il mio permesso di entrare, lessi una poesia che di fatto una fotografia era. Vi prego di leggerla lentamente, come se avesse appena aperto la pagina del libro. Una pausa ogni accapo.


A digiuno sperduta assiderata

Tutta sola senza un soldo

Ferma in piedi una ragazza

Età sedici anni

In Place de la Concorde

Il quindici agosto a mezzogiorno


Sintetica. Chiara. La lessi "visualizzandola" e ne derivai il titolo che non avevo letto. "Estate" pensai. La poesia è LA BELLA STAGIONE di Jacques Prévert.

Questo per dire che non si puo' "sfuggire" a un certo linguaggio dei segni, di suggestioni. Io quella sedicenne la vidi anche, e posso dirvi che era bionda...come l'Estate. E c'era pace e silenzio attorno, lì in Place de la Concorde, odore caldo di polvere di città, di quello che asciuga la gola e fa venir sete, la luce forte e le ombre corte e nette a mezzogiorno. E lei guardava dritta la fotocamera. O meglio guardava Prevert :)

Il trucco di un buon comunicatore dunque sta qui. Nel costruire una visione. Che la sedicenne stia in piedi o seduta fa una differenza enorme.

E' da un po' che sperimento foto con le luci che si muovono...e ci trovo forme e significati diversi (in alcune ovviamente proprio nulla). Di qui mi viene la curiosità, se certe "visioni" siano solo mie (magari dettate dal mio attuale stato d'animo) o siano condivisibili.

Voi cosa ci vedete?


La mia risposta ve la do nei commenti.