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13 March 2019

il giardino dimenticato

Il vento, una mattina chiara, chiamò
il mio cuore con una fragranza di gelsomino.

“In cambio di questo mio profumo di gelsomino,
tutto l’aroma delle tue rose voglio”.

“Non ho rose; tutti i fiori
nel mio giardino sono morti”.

“Allora prenderò i petali appassiti
e le foglie gialle e l’acqua della fontana”.

Il vento se ne andò. E io piansi. E dissi
a me stesso: “Che cosa hai fatto, anima mia,
al giardino che ti era stato affidato?”

Antonio Machado



14 March 2018

Non ho smesso di pensarti - Erica Ronchi

“Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.

Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi  e che ti penso.

Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.

Non so come stai.
E mi manca saperlo”.

“Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?”.

Mi piacerebbe riuscire a cercarti .
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.

Ed allora restiamo ad aspettarci invano.

E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso, che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.

E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso ma non ti cerco."

Anonimo



Questa poesia e' stata attribuita, pare erroneamente, a  Charles Bukowski ma sembra che in realta' sia di Erica Ronchi (ringrazio il commento che ha svelato la vera autrice).
Per anni ho pensato fosse di un Anonimo e trovavo perfetto il fatto che non se ne conoscesse l'autore. Insomma che fosse qualcuno a cui possiamo pensare ma che non possiamo cercare
Non ho mai dimenticato quando il prof di filosofia Longo disse in classe: l'anonimo e' un uomo libero.

23 February 2018

Ora del gelsomino #2


Ora del gelsomino 2, la vendetta.

No vabbe', e' l'ultima piramidina della confezione di te'. Dovro' comprarlo.

Sono rientrata a casa stanotte e ho trovato in stanza il profumo dei fiori freschi, adesso anche quelli chiusi si sono aperti e sono al massimo del loro altruismo olfattivo. 
Ho preso l'abitudine di comprarmi i fiori di tanto in tanto. Non era mia abitudine prima. Adesso li compro e li dedico alle mie parti interne, tutti i piccoli io che non si son sentiti accuditi e considerati a dovere.

"Li ho presi per noi", gli dico. Cosi' questi "piccoli io" stanno buoni e non si incazzano.

Roby mi ha insegnato un metodo per dialogare con le parti interne con tenerezza.
Mi sento un tipo piuttosto strategico: ho in qualche modo deviato il percorso di un'amica, tanto che ha fatto formazione da psicologa, e ora mi ritornano i benefici: non devo andare dalla psicologa, arriva lei. Effetto boomerang. O se preferite karma.

E parlando di dialogo stasera la mia riflessione va sull'ascolto, e a due aspetti che ho notato in chi ascolta veramente:
- spazio negli occhi, come se non mettessero un limite alle cose che possano aspettarsi.
- il ritmo/ascolto durante una conversazione.

E questo mi conduce col pensiero a una serie di video di Scardovelli (psicologo ma anche musicista) sul tempo-ritmo che assumiamo nel parlare, nel vivere, nel linguaggio non verbale del corpo. 

Quando siamo in presenza di una persona con un tempo ritmico armonico  o con coerenza, tendiamo ad accordarci di conseguenza, o a trovare nei silenzi il nostro ritmo per esprimerci.

E allora ecco, non sto parlando solo di tempo-ritmo, ma di vuoto in un senso positivo. Il vuoto benefico che lasciamo (facendoci meno protagonisti) affinche' l'altro si esprima, quando e come vuole, per come realmente e'. 
Lasciare, nello sguardo e nelle frasi, un vuoto non giudicante, non intriso di commenti, in cui l'altro possa sentire che ha diritto a esistere e ad esser accolto.

Stasera ragiono su tempo-ritmo, vuoto, ascolto

Mi ritorna in mente anche il  maestro zen Thich Nhat Han quando parla di "deep listening" l'ascolto profondo: quando tu ascolti col solo intento di aiutare lui/lei a svuotare il suo cuore.
E' una pratica. Ci vuole allenamento e dedizione.

E come si inizia? Un colpo alla botte e uno al cerchio. Intanto ascolto profondamente le mie parti interne, visto che e' l'ora del gelsomino. 
Domani mattina incontrero' una parte di umanità, e magari avro' fatto dentro di me abbastanza spazio per lasciargliene.