Fotografia e la Caverna di Platone.
E torno a parlare di fotografia. Perche' per me parlare di fotografia, significa parlare di tutto quanto, e' la chiave d'accesso a un ipertesto potenzialmente infinito.
Clicchi sulla parola fotografia e si aprono tanti link. Per questo ne parlo poco. Serve ordine prima.
Non c'e' attivita' piu' complessa di quella fotografica. Interrogarsi su di essa e' insieme interrogarsi su di se', sul mondo, e sulla funzionalita' di un messaggio.
Perche' lavorare con le immagini?
Il mondo e' fatto di immagini, e di interpretazioni delle immagini. gran parte delle guerre oggi sono combattute a suon di interpretazioni del mondo.
In base alle interpretazioni e alle credenze, esistono le banche, le guerre, e anche i martiri.
Dunque lavorare e produrre nel mondo fotografico significa prendere una posizione interpretativa rispetto a fatti e rappresentazioni gia' esistenti. Ha un aspetto politico interno ed esterno.
Ci sono margini di creativita' per il fotografo oggi? Mi piace pensare di si. Esprimere qualcosa che se noi non ci fossimo non esisterebbe neppure agli occhi di molti.
Noi vediamo e interpretiamo il mondo anche in base a cio' che siamo abituati a vedere.
Se la smettiamo di essere meccanici ripetitori di cose acquisite (attraverso un processo di destrutturalizzazione) forse riusciremmo anche a trovare il gusto pulito dell'innovazione, che poi sarebbe un incontro con la propria autenticita'.
E questo quanto piu' e' necessario in un momento in cui, non la Fotografia e' diventata meccanicizzazione industriale, uguale a se stessa come prodotta in serie, ma i fotografi stessi sembrano omologati, usciti dalla stessa fabbrica.
Logica conseguenza del Mercato delle Immagini, anche se D'Autore: se ci vuoi entrare devi rispettare degli standard, raccontare certe storie e in un certo modo, snaturarti, usare il loro modo (dai, foto col 35mm, o medio formato, stessa inquadratura, un bel soggetto di spalle che crea sospensione) per non trovare mai il tuo. E soprattutto per fare FICTION.
Cosi anche nella scelta dei temi, manca originalita'. Nel migliore dei casi, quando si va oltre la noia di temini a portata di mano, si produce cio' che e' accattivante. Per intenderci quello che se avesse un titolo in copertina, ne farebbe acquistare piu' copie.
Cosi anche nella scelta dei temi, manca originalita'. Nel migliore dei casi, quando si va oltre la noia di temini a portata di mano, si produce cio' che e' accattivante. Per intenderci quello che se avesse un titolo in copertina, ne farebbe acquistare piu' copie.
O quello che seduce, vince sempre. Due tette in copertina, l'ennesimo reportage sull'amore gay.
E quello che importa? quello che serve urgentemente? Quello che non e' stato detto?
L'attuale economia e' una perversa e continua stimolazione di: desideri, tossicita', consumo, sperpero delle risorse, accumulo di capitali, creazione di poverta', distrazioni. Per fare fotografia in un contesto economico del genere bisogna stare attenti a non mettere a disposizione le proprie risorse per qualcosa che non genera felicita' vera, ovvero consapevolezza e bene comune.
Vedo l'ego narcisistico di molti fotografi occuparsi di problematiche, rovine, malattie, anche diritti umani negati...tutte cose nobilissime, e di certo utili da sapere. Ma si parla sempre delle stesse cose, cambia soltanto l'anno di produzione. E soprattutto, con dovute, professionali eccezioni, se ne parla con superficialita'. Lo si vede alla presentazione delle mostre del fotografo di turno, da come parla del suo breve "viaggio fotografico". Volete che questo divorare e usare il soggetto fotografato non abbia un effetto sullo spessore del "prodotto fotografico" e del fotografo?
Non e' il successo a decretare il valore di un autore...ma la sua capacita' di essere un'autorita', un auctoritas (dal lat.augeo= crescere), di farci crescere. Tutti, fotografi, fruitori, direttori, editori, dal punto di vista professionale e umano.
Non e' il successo a decretare il valore di un autore...ma la sua capacita' di essere un'autorita', un auctoritas (dal lat.augeo= crescere), di farci crescere. Tutti, fotografi, fruitori, direttori, editori, dal punto di vista professionale e umano.
Ogni tanto per fortuna vien fuori un lavoro poetico, leggero, senza pretese. E allora si respira. Magari racconta solo la vita di un uomo che vive in un faro. Ma ti pare che quell'uomo stia salvando il mondo, come dice Borges nella poesia "I giusti". E anche il fotografo che ce lo racconta lo sta facendo. Questo e' quello che intendo.
Ogni tanto qualcuno parla di soluzioni e stili di vita alternativi, sostenibili, ecologici, comunitari, di quei sognatori che pero' vivono davvero in quel modo, non lo sognano e basta.
Ogni tanto qualcuno parla di soluzioni e stili di vita alternativi, sostenibili, ecologici, comunitari, di quei sognatori che pero' vivono davvero in quel modo, non lo sognano e basta.
Lo ammetto, sono stanca di sentir parlare di etica in fotografia, proprio perche' ci tengo.
Una vera fotografia etica dovrebbe fornire strumenti etici di valutazione delle fotografie, e di temi trattati. Forse anche finendo nel paradosso che porterebbe il fotografo a usare mezzi di ripresa e di diffusione dell'immagine (magazine, concorsi, editori, ecc) pertinenti e derivati dall'attuale sistema economico, ma per documentare – e quindi pubblicizzare – un fenomeno di controtendenza.
Ma insomma, si puo' essere davvero etici se si guarda ai fatti sempre dalla stessa Caverna di Platone? Sono ombre di fatti, raccontate da addormentati incatenati dentro una caverna. Platone che conosceva la televisione, sapeva che i film trasmessi non sono la verita', e di certo non aiutano a viverla meglio.
Ma insomma, si puo' essere davvero etici se si guarda ai fatti sempre dalla stessa Caverna di Platone? Sono ombre di fatti, raccontate da addormentati incatenati dentro una caverna. Platone che conosceva la televisione, sapeva che i film trasmessi non sono la verita', e di certo non aiutano a viverla meglio.
Spiragli?
I magazine di fotografia online, accessibili a tutti gratuitamente, dovrebbero essere indagati come nuovo fenomeno. Non fosse altro che nascono da studiosi di fotografia e direttori che non devono sottostare a direttive editoriali (leggi economiche) altrui.
La gratuita', la libera scelta di libero scambio, la sinergia, devono e possono essere le chiavi per le interpretazioni del mondo e la base per le fotografie del futuro.
Per la profondita' e l'autenticita' dei lavori fotografici, c'e' da lavorare. Mica ci si libera dalle catene dall'oggi al domani. Anche perche' la Caverna e' larga e condivisa da molti, racconta il mito che se cercate di svegliarli qualcuno potrebbe offendersi.
I magazine di fotografia online, accessibili a tutti gratuitamente, dovrebbero essere indagati come nuovo fenomeno. Non fosse altro che nascono da studiosi di fotografia e direttori che non devono sottostare a direttive editoriali (leggi economiche) altrui.
La gratuita', la libera scelta di libero scambio, la sinergia, devono e possono essere le chiavi per le interpretazioni del mondo e la base per le fotografie del futuro.
Per la profondita' e l'autenticita' dei lavori fotografici, c'e' da lavorare. Mica ci si libera dalle catene dall'oggi al domani. Anche perche' la Caverna e' larga e condivisa da molti, racconta il mito che se cercate di svegliarli qualcuno potrebbe offendersi.





