3 febbraio 2020

Mystic
Not as the poets
Not as the liers
But as the roses.

MC

1 febbraio 2020

Trees for cities

Circa 500 volontari a piantare migliaia di alberi da frutto a Londra.
C'e' una rivoluzione in atto...















 Ho finalmente piantato un albero.



26 gennaio 2020

Moon Garden

"È noto che in Irlanda un uomo disse
che l’attenzione di Dio, che mai dorme,
raccoglie eternamente ogni sogno
ogni vuoto giardino ed ogni lacrima."

Ho piantato dei semi siciliani, in terra inglese. Li ho piantati nel momento dell'anno bagliato, in un clima ostile, e quasi due anni dopo aver raccolto quei semi. Ogni cosa sembrava presagire un fallimento. Se non fosse che io ho usato il vecchio trucco del calabrone per volare. Ho deciso di non sapere se le condizioni fossero favoreli allo sbocciare dei semi, di non volerne proprio sapere di ceder terreno al dubbio, e li ho innaffiati, per due settimane, anche se niente sembrava comparire.

E cosi ora ho i miei fiori qui. I fiori di "casa", quelli viola vicino al cancello. Fiori che hanno raccolto stupore e pianto, i miei pensieri quando non potevano tutti starmi dentro e li posavo su di loro con uno sguardo. Sono fiori che hanno respirato un soffio di sigaretta di notte, che trovavo chiusi la mattina, perche indispettiti o forse fiori in hangover dopo aver fatto le ore piccole. Fiori che si aprono solo di notte, quando nessuno o quasi li vede, quando gli altri fiori dormono...cosi discreti.

Belle di notte, cosi si chiamano. E mi chiedo se i miei semi che parlavano italiano - forse anche siciliano - si trovino bene qui, a sentirci parlare tutti inglese. Mi chiedo se le piante madri, a casa, avvertano che una parte di loro e' sfuggita altrove, a cambiar il percorso di famiglia.
E cosi leggo e scopro che la bella di notte e' arrivata in Europa nel 1525, dal Peru. Era gia' una migrante. Magari parla piu' lingue di me. Mi taccio.

Non si sa dove nascano i sogni, ma in me adesso c'e' un'idea un po' bizzarra. Quando scopro che le  belle di notte che ho seminato, qui in Inghilterra adesso si chiamano Moonflowers, d'improvviso io voglio realizzare un Moon Garden in cui camminare prima di andar a dormire.

Me lo immagino con le belle di notte e il profumo del gelsomino notturno, con tutti quei fiori meravigliosi che sbocciano di notte come eroi, mistici, poeti...quando il sole non picchia a far ombra, il chiarore della luna imperla i petali,  e le voci si abbassano. Loro si aprono e rilasciano il loro profumo.







Ed erbe, la salvia, il timo. E pietre magari...
Camminare in questo sogno e' dolce.

Chissa' se Dio ha mai raccolto tutte e tre cose insieme. 
Un sogno, un giardino vuoto, una lacrima. 
E cosa mai ne avra' fatto?




-----------
La citazione a inizio post e' tratta dalla seguente poesia di Borges:

Dimenticando un sogno

Nell’alba dubitante ho avuto un sogno.
So che nel sogno c’erano più porte.
Il resto l’ho perduto. Il mio risveglio
ha lasciato svanire stamattina
quella favola intima che adesso
è più inafferrabile dell’ombra
di Tiresia o di Ur dei Caldei
o dei corollari di Spinoza.
Ho passato la vita decifrando
i dogmi che avventurarono i filosofi.
È noto che in Irlanda un uomo disse
che l’attenzione di Dio, che mai dorme,
raccoglie eternamente ogni sogno
ogni vuoto giardino ed ogni lacrima.
Continua il dubbio e la penombra cresce.
Se sapessi che è stato di quel sogno
che sognai, o che sogno aver sognato,
saprei tutte le cose.



da La cifra (Mondadori, 1982), trad. it. D. Porzio

21 gennaio 2020



 Ma l'unica cosa che conta 
È amare quello che ho intorno 
E sentire in faccia il vento