30 December 2006
Trust, fiducia?
27 December 2006
21 December 2006
a: babbonatale@letterine.com

16 December 2006
Raffica di foto
Scale di Escher.

Appesi a un filo.

Punti di vista.

Pietra su pietra.

Profondo bianco (e nero).
10 December 2006
29 November 2006
28 November 2006
E' arrivata. I CANon.
23 November 2006
PUBBLICITA'

22 November 2006
Poesie di Marina Cvetaeva
Tutto ricevo. Sono una pagina bianca.
Io sono la custode del tuo bene:
lo crescerò e lo ridarò centuplicato.
E continua con:
Io sono la campagna, la terra nera.
Tu per me sei il raggio e l’umida spiaggia.
Tu sei il mio Dio e Signore, e io
Sono terra nera e carta bianca.
il tuo nome è un ghiacciolo sulla lingua.
Un solo unico movimento delle labbra.
Il tuo nome sono cinque lettere.
Una pallina afferrata al volo,
un sonaglio d’argento nella bocca.
Un sasso gettato in un quieto stagno
singhiozza come il tuo nome suona.
Nel leggero suono degli zoccoli notturni
il tuo nome rumoroso rimbomba.
E ce lo nomina lo scatto sonoro
del grilletto contro la tempia.
Il tuo nome – ah, non si può! –
Il tuo nome è un bacio sugli occhi,
sul tenero freddo delle palpebre immobili.
Il tuo nome è un bacio dato alla neve.
Un sorso di fonte, gelato, turchino.
Con il tuo nome il sonno è profondo.
21 November 2006
Die Natur
Portate pazienza. La mia macchina non mi permette di mettere a fuoco niente (peraltro, è rischioso mettere a fuoco un albero) accontentatevi dell'idea per il momento, a breve avro una macchina migliore ;) Si tratta della cavità interna di un tronco d'albero, qui a lato ho messo una foto del soggetto visto più da lontano. Anche qui la mia macchina fotografica ecologista ha sapientemente evitato di mettere a fuoco i cactus (troppo vicini). Ma le pubblico nel blog per avere una memoria dei miei esperimenti di composizione.
Sotto invece una foto scattata dall'automobile, al cielo con questa striscia bianca che va a "sfiorare" il traliccio.

18 November 2006
16 November 2006
ALTRI SCATTI
FOTO: libellula (red)

15 November 2006
VIDEO: Serenata gat
14 November 2006
VIDEO: la gara di pali
3 November 2006
Ciuschiddo

Ecco qua Ciuschiddo. Ciuschiddo cade una domenica di ottobre, spezzandosi l'aletta. Cade in un giardino di Palermo, dove un cane color miele inizia ad adorarlo e inseguirlo (l'avvocato Scotty) e finalmente viene recuperato da Davide, essere umano caritatevole che se ne prende cura per qualche giorno. Purtroppo Ciuschiddo non ha superato i 3 giorni di ricovero, e questo post vuole dargli degna memoria, per un esserino morbidissimo, impalpabile, pacifico nei modi, ma vispo quando voleva....questo piumino ci ha fatto affezionare tutti in meno di 24h e tutti speravamo di poterlo vedere volare di nuovo. Davide si sarebbe improvvisato "mamma pettirosso" e lui forse sarebbe tornato a trovarci di tanto in tanto (o magari avrebbe mandato i figli nella "scuola di volo Davide"). Così non è stato, ma comunque dobbiamo a Ciuschiddo un enorme grazie, per averci ricordato cos'è la tenerezza e l'essere totalmente indifesi. Magari ora è in un cielo tutto suo, con il suo Dio, magari vola accanto Angelo D'Arrigo. Chissà. Storie d'aria.
30 October 2006
26 October 2006
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Anche se ho poco tempo per scrivere, ho tantissime idee per la testa. Ma non me ne prendo il merito, perchè pecco di falsa modestia. Il merito non è mio, perchè come avrebbe detto Socrate non sono più abituata a pensare con la mia testa, non del tutto almeno. Perchè, come avrebbe detto Socrate, l'invenzione della scrittura ci ha regalato idee di altri, già pronte, da usare all'occorrenza. E ci ha fatto perdere la memoria, quella che otto secoli prima di Cristo permettava agli aedi di declamare opere copiose come l'Iliade e l'Odissea senza supporto cartaceo. Noi ora le leggiamo e la memoria non serve più. Socrate sapeva anche che il dialogo era qualcosa di onesto, almeno lo era in Grecia dove ci si esercitava a usare la bella parola per sostenere una tesi e il suo contrario. E il dialogo era più onesto, perchè se qualcuno non condivideva la tua idea ti diceva "sei uno stupido", e non come facciamo noi ora "Ti sbagli, ti spiego perchè..." Era più onesto, perchè non si nascondeva dietro a una pretesa imparzialità, non nascondeva la quotidiana logomachìa, guerra di parole.
11 October 2006
Quand'ero piccola...
...sognavo le streghe, a 5 anni piansi una notte intera quando scoprì la morte (e non credetti a mia madre che diceva che noi eravamo di sangue blu e non saremmo morti), credevo davvero che le suore fossero le mogli di Cristo, credevo che i congegni dell'antifurto a casa mia che accendono le lucette rosse fossero telecamere e cercavo di non far niente di male di fronte al grande fratello, mi piaceva girare veloce su me stessa, dormivo con 200 peluche nel letto disposti in fila accanto a me e li raccoglievo al risveglio, speravo che le bambole si animassero, credevo che in delle pietre vulcaniche si potesse leggere il futuro, ai giardinetti spesso anzicchè giocare nelle altalene stavo a spezzettare le foglie e a fare intrugli strani, pensavo che avrei sposato un pianista ebreo e che avrei fatto la pittrice a Parigi, a 3 anni iniziai a incidere delle scatole del cucito di legno con lettere che ancora non somigliavano alle nostre, a 4 sapevo scrivere.
Insomma...non sono cambiata tanto :)
M.

15 September 2006
...

A volte ti chiedi come sia il mondo da lassù. O i ricordi. Quelli belli, Quelli brutti. Che effetto faranno. Come si vedranno, se sembreranno reali ancora una volta, tanto da poterli riabbracciare, o se il Regista avrà messo qualche effetto ad acquarello, aggiunto una luce al neon, chissà, magari un tocco country. Forse i colori li vedremo diversi da lassù, su uno schermo ultrapiatto, o proiettati su una nuvola. Immagini deformate o perfettamente nitide. Ci ricorderemo di quell'auto che ci tagliò la strada anni fa, e noi che ci arrabbiammo, che ci aggrottammo. E vedremo di quando piangevamo per qualcosa che non conoscevamo, di quando ridevamo per le bolle di sapone, di quando aspettavamo alla fermata dell'autobus. Forse peseremo i rimpianti e i rimorsi ma sarà tardi per chiedere scusa, tardi per dare il proprio perdono. Se saremo fortunati però dimenticheremo tutto presto, così presto che non avrà più senso chiedersi perchè abbiamo vissuto, così tardi che i ricordi non ci serviranno più. Così lontano da farci domande diverse da quelle della vita.Forse guarderemo quelli che rimangono, quelli che piangono, e vorremmo dire delle ultime parole. Non per dire di non piangere, perchè quello l'abbiamo fatto anche noi, quello fa parte della vita. Ma per dire che quando ci raggiungeranno anche loro sentiranno quel soffio eterno che asciuga le lacrime, e tutto il resto saranno sciocchezze che passano. Diremmo loro di camminare con dei centimetri d'aria sotto i piedi.
5 September 2006
La mia micia tigratissimi
Queste sono da ingrandire. Ho scelto le foto che meglio rispecchiano il suo carattere...manca solo il suo attacco ai gatti capitalisti, e un video da paperissima, che un giorno spero di poter mettere nel blog.
Ha adottato lei me. Oltre a spuntare la prima volta sul davanzale della finestra a miagolarmi da seduta, è tornata più volte a miagolare dietro le finestre, se ne chiudevamo una cambiava finestra. Ha appannato tutti i vetri del piano terra, finchè non ha preso possesso del divano e pian piano di tutta la casa. La micia ha la coda corta e arricciata a porcellino dalla nascita, che le da meno stabilità, ma un carattere ancora più buffo e goffo.
Se confrontate le mie mani di 4 mesi fa e quelle di ora, vi accorgerete di come sia giocosa (graffi ovunque). Sospetto sinceramente che sia mezzo cane, la chiamo "vieni" e mi segue, mi aspetta quando faccio tardi la sera, riconosce il rumore della macchina e mi viene incontro facendo pruuu anche sotto la pioggia.
































