Valigione
A questo giro ho riempito una valigia, di quelle grandi vecchie di pelle marrone, con le fibbie di metallo. Ho fatto una valigia e l'ho lasciata a casa. Dentro ci sono anni di vita, persone che sono arrivate e sono andate, lasciando un segno. Ho fatto un tale ordine! E' un valigione che non parte, che non puo' che restar fermo. E i suoi contenuti sono come porte accessibili ogni volta che la valigia dei ricordi si apre. Con tutte le cose che ho buttato e quelle che ho ricordato, tutto sommato il valigione sembra più leggero, la mia coscienza pronta a portarlo. Quello che non ho trovato nel valigione, che mancava, l'ho sognato. Come se fosse un gran ripasso prima di un esame universitario.
Sono le 11:11 ora. E vabbè. Si dice sia l'orario per guardare ai propri pensieri. Ci son momenti in cui i pensieri sembrano più reali.
Sono le 11:11 ora. E vabbè. Si dice sia l'orario per guardare ai propri pensieri. Ci son momenti in cui i pensieri sembrano più reali.
"Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile. Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada?, sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto."
(City, A. Baricco)

