27 April 2019

Valigione

A questo giro ho riempito una valigia, di quelle grandi vecchie di pelle marrone, con le fibbie di metallo. Ho fatto una valigia e l'ho lasciata a casa. Dentro ci sono anni di vita, persone che sono arrivate e sono andate, lasciando un segno. Ho fatto un tale ordine! E' un valigione che non parte, che non puo' che restar fermo. E i suoi contenuti sono come porte accessibili ogni volta che la valigia dei ricordi si apre.  Con tutte le cose che ho buttato e quelle che ho ricordato, tutto sommato il valigione sembra più leggero, la mia coscienza pronta a portarlo. Quello che non ho trovato nel valigione, che mancava, l'ho sognato. Come se fosse un gran ripasso prima di un esame universitario.
Sono le 11:11 ora. E vabbè. Si dice sia l'orario per guardare ai propri pensieri. Ci son momenti in cui i pensieri sembrano più reali.

Hastings, 2019
A ogni modo, ho un'altra valigia pronta per muovermi ancora...

"Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile. Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada?, sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto." 

(City, A. Baricco)




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