26 January 2020

Moon Garden

"È noto che in Irlanda un uomo disse
che l’attenzione di Dio, che mai dorme,
raccoglie eternamente ogni sogno
ogni vuoto giardino ed ogni lacrima."

Ho piantato dei semi siciliani, in terra inglese. Li ho piantati nel momento dell'anno bagliato, in un clima ostile, e quasi due anni dopo aver raccolto quei semi. Ogni cosa sembrava presagire un fallimento. Se non fosse che io ho usato il vecchio trucco del calabrone per volare. Ho deciso di non sapere se le condizioni fossero favoreli allo sbocciare dei semi, di non volerne proprio sapere di ceder terreno al dubbio, e li ho innaffiati, per due settimane, anche se niente sembrava comparire.

E cosi ora ho i miei fiori qui. I fiori di "casa", quelli viola vicino al cancello. Fiori che hanno raccolto stupore e pianto, i miei pensieri quando non potevano tutti starmi dentro e li posavo su di loro con uno sguardo. Sono fiori che hanno respirato un soffio di sigaretta di notte, che trovavo chiusi la mattina, perche indispettiti o forse fiori in hangover dopo aver fatto le ore piccole. Fiori che si aprono solo di notte, quando nessuno o quasi li vede, quando gli altri fiori dormono...cosi discreti.

Belle di notte, cosi si chiamano. E mi chiedo se i miei semi che parlavano italiano - forse anche siciliano - si trovino bene qui, a sentirci parlare tutti inglese. Mi chiedo se le piante madri, a casa, avvertano che una parte di loro e' sfuggita altrove, a cambiar il percorso di famiglia.
E cosi leggo e scopro che la bella di notte e' arrivata in Europa nel 1525, dal Peru. Era gia' una migrante. Magari parla piu' lingue di me. Mi taccio.

Non si sa dove nascano i sogni, ma in me adesso c'e' un'idea un po' bizzarra. Quando scopro che le  belle di notte che ho seminato, qui in Inghilterra adesso si chiamano Moonflowers, d'improvviso io voglio realizzare un Moon Garden in cui camminare prima di andar a dormire.

Me lo immagino con le belle di notte e il profumo del gelsomino notturno, con tutti quei fiori meravigliosi che sbocciano di notte come eroi, mistici, poeti...quando il sole non picchia a far ombra, il chiarore della luna imperla i petali,  e le voci si abbassano. Loro si aprono e rilasciano il loro profumo.







Ed erbe, la salvia, il timo. E pietre magari...
Camminare in questo sogno e' dolce.

Chissa' se Dio ha mai raccolto tutte e tre cose insieme. 
Un sogno, un giardino vuoto, una lacrima. 
E cosa mai ne avra' fatto?




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La citazione a inizio post e' tratta dalla seguente poesia di Borges:

Dimenticando un sogno

Nell’alba dubitante ho avuto un sogno.
So che nel sogno c’erano più porte.
Il resto l’ho perduto. Il mio risveglio
ha lasciato svanire stamattina
quella favola intima che adesso
è più inafferrabile dell’ombra
di Tiresia o di Ur dei Caldei
o dei corollari di Spinoza.
Ho passato la vita decifrando
i dogmi che avventurarono i filosofi.
È noto che in Irlanda un uomo disse
che l’attenzione di Dio, che mai dorme,
raccoglie eternamente ogni sogno
ogni vuoto giardino ed ogni lacrima.
Continua il dubbio e la penombra cresce.
Se sapessi che è stato di quel sogno
che sognai, o che sogno aver sognato,
saprei tutte le cose.



da La cifra (Mondadori, 1982), trad. it. D. Porzio

21 January 2020



 Ma l'unica cosa che conta 
È amare quello che ho intorno 
E sentire in faccia il vento


12 January 2020

1 January 2020

Considerazioni di inizio anno

I propositi di anno nuovo sono sopravvalutati. Ma rimangono una buona domanda.

Passato a lungo termine.
Non serve tornare a Palermo se ti ricordi che c'e' una stanzetta nella tua citta', che tiene tutti i ricordi per te, e contiente una te che e' stata spodestata da altri innumerevoli piu' recenti gusci di altre te, che vivono a Londra e li non ci entran piu'. Ma sai che se torni a Palermo tutti ti vedranno ancora come se avessi ancora solo quel primo guscio primario, intatto. Il che e' una certezza e da' calore, ma ti fa anche sentire un po' estraneo e non riconosciuto. Muoversi nello spazio e' muoversi nei tempi che siam stati. E' giusto aver ripostigli, cassapanche, scatole, stanze. Loro restano, noi ci muoviamo.

Passato a medio termine.
E' bello dormire a casa di qualcuno per la prima volta, cucinare o veder un film insieme, sorridersi al risveglio di una pennichella, senza dover dire proprio nulla affinche' nulla esca dal cerchio di quel sorriso. Esistono amori incondizionati e fanno bene al cuore ed e' solo il pudore - ovvero la paura del giudizio degli altri - che non te li fa raccontare. E' come conservar un profumo che hai sentito da qualche parte nell'aria...lo affidi alla tua sola memoria. E comunque anche se provi a raccontar a qualcuno com'era, non lo puo' sentire.

Presente perenne.
Esser piu' seri con cio' che si prova, sapendo che noi non siamo i nostri pensieri (se i nostri pensieri son quell accozzaglia di parole automatiche che frullano in testa e riguardano passato, regole, proiezioni altrui e delusioni che abbiam accumulato).
Esser seri significa disporre confini e trovar la misura dei rapporti, o per es. prendersi il lusso di sconfinare in un perdono, inaspettatamente. "Gli esseri umani sono prevedibili", come dice l'ultimo Star Wars. Ebbene l'imprevedibilita' e' una misura del proprio risveglio. Ed e' gustosa, perche' stupisce te per primo. Se siete sempre puntuali, arrivate in ritardo.

Cio' che non so dire ad alta voce... e' come la sensazione che si prova a saltare su una nave in partenza, senza conoscerne la destinazione, ma con quel coraggio sconsiderato che ti spinge a prenderla a ogni costo perche' da quando hai visto la nave sai che non puoi lasciarla andare, appartiene al tuo destino. Allora ti muovi, e sara' il sangue che ti pompa nelle vene e l'adrenalina che ti fan sembrare il mare piu' profumato di sale e il sole piu' scintillante, e tu hai i capelli spettinati. E sai che sei piu' bello cosi, e non hai bisogno di farti un selfie per dimostrartelo.

Stamattina.
Io e la gente ubriaca nel treno delle 4, abbiamo sicuramente qualcosa in comune se siam qui, ma io non sento appartenenza. Mi sento prestata allo scenario e - a prova della mia snob differenza dalla massa - io sapro' riconoscere la mia fermata.

Stamattina inoltrata.
Ci sono sogni che sembrano reali, forse lo sono.

Pomeriggio inoltrato.
Da una converazione con G: "Le persone che ti vogliono veramente bene (espressione che mi ha colpito) sono quelle con cui sei cosi rodato che puoi passare 24 ore, dormire nella stessa stanza, e quelle ore non sentirle, perche' non hai niente da difendere, nemmeno un'immagine perfetta di te. Ed e' triste pensar che - (per noi immigrati) - nel 90% dei casi per aver quelle persone vicine serva prender un aereo." 

A volte puo' capitare persino a Londra che 
- vai per offrire un caffe' a un amico (che aveva prima offerto a te)
- e il barista della catena di caffe' ti dice, no non paghi. Prendi e vai. (Senza spiegarti perche').
A volte sei parte di una catena di abbondanza che vuole che tu riceva e resti a ricevere.

Recente generico.
Aveva ragione Carver quando un personaggio vecchio di un suo racconto chiedeva insistentemente ai giovani "perche' non ballate?" Ballare fa bene allo spirito, e in balli folk, doppi, di gruppo, si vive piu' leggeri, piu' in sintonia con l'altro. La palestra e' sopravvalutata. Ballare gente.