30 October 2006
26 October 2006
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Anche se ho poco tempo per scrivere, ho tantissime idee per la testa. Ma non me ne prendo il merito, perchè pecco di falsa modestia. Il merito non è mio, perchè come avrebbe detto Socrate non sono più abituata a pensare con la mia testa, non del tutto almeno. Perchè, come avrebbe detto Socrate, l'invenzione della scrittura ci ha regalato idee di altri, già pronte, da usare all'occorrenza. E ci ha fatto perdere la memoria, quella che otto secoli prima di Cristo permettava agli aedi di declamare opere copiose come l'Iliade e l'Odissea senza supporto cartaceo. Noi ora le leggiamo e la memoria non serve più. Socrate sapeva anche che il dialogo era qualcosa di onesto, almeno lo era in Grecia dove ci si esercitava a usare la bella parola per sostenere una tesi e il suo contrario. E il dialogo era più onesto, perchè se qualcuno non condivideva la tua idea ti diceva "sei uno stupido", e non come facciamo noi ora "Ti sbagli, ti spiego perchè..." Era più onesto, perchè non si nascondeva dietro a una pretesa imparzialità, non nascondeva la quotidiana logomachìa, guerra di parole.
11 October 2006
Quand'ero piccola...
...sognavo le streghe, a 5 anni piansi una notte intera quando scoprì la morte (e non credetti a mia madre che diceva che noi eravamo di sangue blu e non saremmo morti), credevo davvero che le suore fossero le mogli di Cristo, credevo che i congegni dell'antifurto a casa mia che accendono le lucette rosse fossero telecamere e cercavo di non far niente di male di fronte al grande fratello, mi piaceva girare veloce su me stessa, dormivo con 200 peluche nel letto disposti in fila accanto a me e li raccoglievo al risveglio, speravo che le bambole si animassero, credevo che in delle pietre vulcaniche si potesse leggere il futuro, ai giardinetti spesso anzicchè giocare nelle altalene stavo a spezzettare le foglie e a fare intrugli strani, pensavo che avrei sposato un pianista ebreo e che avrei fatto la pittrice a Parigi, a 3 anni iniziai a incidere delle scatole del cucito di legno con lettere che ancora non somigliavano alle nostre, a 4 sapevo scrivere.
Insomma...non sono cambiata tanto :)
M.

15 September 2006
...

A volte ti chiedi come sia il mondo da lassù. O i ricordi. Quelli belli, Quelli brutti. Che effetto faranno. Come si vedranno, se sembreranno reali ancora una volta, tanto da poterli riabbracciare, o se il Regista avrà messo qualche effetto ad acquarello, aggiunto una luce al neon, chissà, magari un tocco country. Forse i colori li vedremo diversi da lassù, su uno schermo ultrapiatto, o proiettati su una nuvola. Immagini deformate o perfettamente nitide. Ci ricorderemo di quell'auto che ci tagliò la strada anni fa, e noi che ci arrabbiammo, che ci aggrottammo. E vedremo di quando piangevamo per qualcosa che non conoscevamo, di quando ridevamo per le bolle di sapone, di quando aspettavamo alla fermata dell'autobus. Forse peseremo i rimpianti e i rimorsi ma sarà tardi per chiedere scusa, tardi per dare il proprio perdono. Se saremo fortunati però dimenticheremo tutto presto, così presto che non avrà più senso chiedersi perchè abbiamo vissuto, così tardi che i ricordi non ci serviranno più. Così lontano da farci domande diverse da quelle della vita.Forse guarderemo quelli che rimangono, quelli che piangono, e vorremmo dire delle ultime parole. Non per dire di non piangere, perchè quello l'abbiamo fatto anche noi, quello fa parte della vita. Ma per dire che quando ci raggiungeranno anche loro sentiranno quel soffio eterno che asciuga le lacrime, e tutto il resto saranno sciocchezze che passano. Diremmo loro di camminare con dei centimetri d'aria sotto i piedi.
