18 May 2020

Bambina mia

«Bambina mia.
Per te avrei dato tutti i giardini
del mio regno, se fossi stata regina,
fino all’ultima rosa, fino all’ultima piuma.
Tutto il regno per te.

Ti lascio invece baracche e spine,
polveri pesanti su tutto lo scenario
battiti molto forti
palpebre cucite tutto intorno. Ira
nelle periferie della specie e al centro.
Ira.

Ma tu non credere a chi dipinge l’umano
come una bestia zoppa e questo mondo
come una palla alla fine.
Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e
di sangue. Lo fa perché è facile farlo.

Noi siamo solo confusi, credi.
Ma sentiamo. Sentiamo ancora.
Siamo ancora capaci
di amare qualcosa.
Ancora proviamo pietà.

Tocca a te, ora,
a te tocca la lavatura di queste croste
delle cortecce vive.

C’è splendore
in ogni cosa. Io l’ho visto.
Io ora lo vedo di più.
C’è splendore. Non avere paura.

Ciao faccia bella,
gioia più grande.
Il tuo destino è l’amore.
Sempre. Nient’altro.
Nient’altro nient’altro.»

Mariangela Gualtieri
[Canto di ferro ~ Paesaggio con fratello rotto]

30 April 2020

Carla e Vincenzo

Mi fanno compagnia Carla e Vincenzo, in questa quarantena 2020. 

Sono entrambi deceduti eppure mi arrivano vivi e presenti come due persone che ho il privilegio di conoscere, a poco a poco, ogni volta che nel mio isolamento ho bisogno di "umanità spinta". Entrambi hanno scritto un diario, entrambi hanno vissuto gli eventi più importanti del Novecento italiano. 

Questi eventi, ascoltati dalla loro voce, invece che dai libri di scuola, mi arrivano con un effetto di realtà più intenso e particolare. E mentre le loro vicende umane si dispiegano su uno sfondo storico comune a entrambi, non posso che notare le loro differenze, di contesto (lei del nord, lui del sud), sociale, di genere. 

Mi lasciano con tanti interrogativi sul senso dell'eredità, quella umana delle storie piccole. 




A raccontare la storia di Carla è sua nipote Sara Poma, che ha avuto l'idea di mettere in voce alcuni passi del quaderno che sua nonna ha lasciato. 
La sua voce è vellutata e non mi stupisce scoprire che tra le altre cose Sara è anche una cantante. 

Carla e il suo quaderno lo trovate qui:

o su spotify:

"Carla" é stato il primo diario che ho iniziato ad ascoltare. Sara registra e carica le puntate online ogni mercoledì. Con lei collabora il piccolo Museo del diario che si trova a Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo. Lo stesso museo ha dedicato una sala a Vincenzo Rabito, che e' diventato piu' popolare grazie al documentario Terramatta uscito nel 2012.

Il documentario non l'ho visto. Questa storia la sto ascoltando dalla voce dell'attore Mario Perrotta così bravo che ci dimentichiamo spesso che lui non è Vincenzo: un processo di osmosi favorito dalla resa perfetta del dialetto, esattamente nella forma in cui Vincenzo scrisse il suo diario. 

Vincenzo lo ascolto da youtube, ebica dopo ebica:

 


É soprattutto Vincenzo che mi commuove, vuoi perché siciliano come me... Vuoi perché da analfabeta (da "inalfabeto" come dice lui) e' poi riuscito negli anni a scrivere una piccola opera che trasuda genuinità e schiettezza, e tutto un ventaglio variopinto di emozioni e etica umana...che, non mi pento di dirlo, fanno di lui uno scrittore vero e proprio.
Mi arriva senza filtri. La sua vita è rocambolesca e supera qualsiasi trama Hollywoodiana (che in genere usa più o meno gli stessi moduli narrativi a ripetizione). La fiction di fronte alla realta' si inchina. Eppure, paraddosalmente, la vita di Vincenzo ha anche un sapore di teatro, proprio per quel modo teatrale che noi siciliani abbiamo di raccontare la vita, girarci attorno, corteggiarne i significati, renderli insegnamenti per tutti, e perche no anche riderci sopra. 

Credetemi io CI voglio bene a Carla e Vincenzo! Ovunque essi siano, la loro storia, loro, sono con me.

28 April 2020

5:30am

Mi sveglia il ticchettio della pioggia sui vetri. È presto, sempre più presto l'orario in cui mi sveglio...5:30 oggi, ma che vuoi che contino i numeri... La vita puo' tornare a essere libera dai conti. 

Qui vicino

Questo ticchettio somiglia così tanto alla pioggia che picchietta su una tenda nascosta tra gli alberi, e mi suona così dolce, come se fosse la prima volta che la sento. Come se annullasse gli anni accumulati che invece l'hanno gia' sentita, fino ad annoiarsene, o fregarsene.

Puo' qualcuno aiutarci a tornare cio' che siamo?
Possiamo aiutare qualcuno?
Puo' essere questa emozione lucida -che fa anche la pioggia nuova - il risveglio?



Per me la forbice si apre, e sceglie con cura cosa rimane e cosa no. E cosa rimane e' come questa pioggia...che adesso, vorrei tanto averne registrato il suono, ma subito lo penso e me ne pento. Cosa vuoi che sia afferrare, possedere un suono, se non sta piovendo davvero adesso?
La voce del cielo sapro' ricordarla, e quando piovera', diro' che il mio ricordo l'ha invocata...a sorprendermi.

Intanto piove...che bello.


30 March 2020

Paesaggi riflessi

A volte mi sento cosi.
Una donna alla finestra che qualcuno - senza che io lo sappia - guarda.

E il paesaggio che io - diretta - osservo, lui lo guarda in me.

Spiare e' un modo di esserci
e implica un'invisibilita' che ci viene accordata dall'intimita'.

Mi puoi vedere come sono.
Se mi vuoi vedere come sono.

From "unlock the soul" series (2020): A wistful look over the roofs at sunset. The end of the day is the best time to collect soul pieces together. Looking forward to the time we will go out again.

E in questi tempi in cui siam chiusi 
costretti a guardarci di piu' dentro
adesso dimmi
Who leaves his armor down?