30 April 2020

Carla e Vincenzo

Mi fanno compagnia Carla e Vincenzo, in questa quarantena 2020. 

Sono entrambi deceduti eppure mi arrivano vivi e presenti come due persone che ho il privilegio di conoscere, a poco a poco, ogni volta che nel mio isolamento ho bisogno di "umanità spinta". Entrambi hanno scritto un diario, entrambi hanno vissuto gli eventi più importanti del Novecento italiano. 

Questi eventi, ascoltati dalla loro voce, invece che dai libri di scuola, mi arrivano con un effetto di realtà più intenso e particolare. E mentre le loro vicende umane si dispiegano su uno sfondo storico comune a entrambi, non posso che notare le loro differenze, di contesto (lei del nord, lui del sud), sociale, di genere. 

Mi lasciano con tanti interrogativi sul senso dell'eredità, quella umana delle storie piccole. 




A raccontare la storia di Carla è sua nipote Sara Poma, che ha avuto l'idea di mettere in voce alcuni passi del quaderno che sua nonna ha lasciato. 
La sua voce è vellutata e non mi stupisce scoprire che tra le altre cose Sara è anche una cantante. 

Carla e il suo quaderno lo trovate qui:

o su spotify:

"Carla" é stato il primo diario che ho iniziato ad ascoltare. Sara registra e carica le puntate online ogni mercoledì. Con lei collabora il piccolo Museo del diario che si trova a Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo. Lo stesso museo ha dedicato una sala a Vincenzo Rabito, che e' diventato piu' popolare grazie al documentario Terramatta uscito nel 2012.

Il documentario non l'ho visto. Questa storia la sto ascoltando dalla voce dell'attore Mario Perrotta così bravo che ci dimentichiamo spesso che lui non è Vincenzo: un processo di osmosi favorito dalla resa perfetta del dialetto, esattamente nella forma in cui Vincenzo scrisse il suo diario. 

Vincenzo lo ascolto da youtube, ebica dopo ebica:

 


É soprattutto Vincenzo che mi commuove, vuoi perché siciliano come me... Vuoi perché da analfabeta (da "inalfabeto" come dice lui) e' poi riuscito negli anni a scrivere una piccola opera che trasuda genuinità e schiettezza, e tutto un ventaglio variopinto di emozioni e etica umana...che, non mi pento di dirlo, fanno di lui uno scrittore vero e proprio.
Mi arriva senza filtri. La sua vita è rocambolesca e supera qualsiasi trama Hollywoodiana (che in genere usa più o meno gli stessi moduli narrativi a ripetizione). La fiction di fronte alla realta' si inchina. Eppure, paraddosalmente, la vita di Vincenzo ha anche un sapore di teatro, proprio per quel modo teatrale che noi siciliani abbiamo di raccontare la vita, girarci attorno, corteggiarne i significati, renderli insegnamenti per tutti, e perche no anche riderci sopra. 

Credetemi io CI voglio bene a Carla e Vincenzo! Ovunque essi siano, la loro storia, loro, sono con me.

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