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Anche se ho poco tempo per scrivere, ho tantissime idee per la testa. Ma non me ne prendo il merito, perchè pecco di falsa modestia. Il merito non è mio, perchè come avrebbe detto Socrate non sono più abituata a pensare con la mia testa, non del tutto almeno. Perchè, come avrebbe detto Socrate, l'invenzione della scrittura ci ha regalato idee di altri, già pronte, da usare all'occorrenza. E ci ha fatto perdere la memoria, quella che otto secoli prima di Cristo permettava agli aedi di declamare opere copiose come l'Iliade e l'Odissea senza supporto cartaceo. Noi ora le leggiamo e la memoria non serve più. Socrate sapeva anche che il dialogo era qualcosa di onesto, almeno lo era in Grecia dove ci si esercitava a usare la bella parola per sostenere una tesi e il suo contrario. E il dialogo era più onesto, perchè se qualcuno non condivideva la tua idea ti diceva "sei uno stupido", e non come facciamo noi ora "Ti sbagli, ti spiego perchè..." Era più onesto, perchè non si nascondeva dietro a una pretesa imparzialità, non nascondeva la quotidiana logomachìa, guerra di parole.







