Madre Stella #1
La nostra Stella, sul nostro pianeta. Guardavo la sua comparsa dal finestrino del vagone Lavoratori Nobili delle 7:31.
Nessuno ci faceva caso, alla Stella. Anche se i suoi raggi arancioni rompevano il grigio della Poli-city con prepotente gioia di vivere.
Il Mostro aveva da anni distribuito loro dei telecomandi ipnotizzanti con cui si potevano ordinare pasti, vestiti, acquisire la Versione Unica, e adeguarsi alla Normal-Moda per tutte le scelte di vita. L'illusione era perfetta perché si credeva di tele-comandare mentre si era tele-comandati.
La voce metallica del treno invitava a riportare qualsiasi stranezza a un numero robot. Un ragazzo che aveva azzardato a sfogliare un libretto di teorie alternative si sentì osservato, e fingendo calma lo mise via. Quasi per rassicurare gli altri, sistemò il nodo alla cravatta ancora più stretto alla gola, poi chiuse gli occhi fingendo di dormire.
Dopo le 8 ore di sonno prescritte, funzionali a "lavorare nobilmente", gran parte dei lavoratori nobili non aveva nemmeno avuto il tempo di far stretching ed erano nuovamente piegati in avanti sui telecomandi ipnotizzanti. Il collo sempre più distorto. Occhi vitrei su luce artificiale. Le valigette poggiate accanto a scarpe lucide.
Alzai lo sguardo alla Stella e feci un conto a mente. Su 12 vagoni, se c'è almeno uno Scollegato (così venivamo appellati) per vagone, siamo già in dodici. Dodici Nativi (così ci chiamavamo noi) che guardano la Stella e onorano la vita con tutto il cuore, sentendo la pulsazione. Forse il conto è ottimista, siamo di meno, ma la nostra forza non viene dai numeri: abbiamo la Corrente Alternata Spirituale. Noi non siamo disperati, paurosi della morte, o piegati come sperano di farci credere: noi siamo ancora con la Vita, e pienamente consapevoli dell'eternità. Che gioia, che liberazione, che gratitudine!!!
Questo solo treno è un vangelo fatto non di parole ma di apostoli, e tante copie simili sono altrove, in altri contesti e culture. Ci riconosciamo famiglia.
La Stella è femminile, e adesso ci è evidente. Anche se le hanno dato per secoli nomi maschili, da quando il Grande Velo è calato abbiamo visto più chiaramente la realtà. L'energia dell'accoglienza incondizionata, del calore del ventre, genera tutte le cose. Ci ricorda che non c'è bisogno di lottare il buio fuori.
Padre Cielo, Madre Stella. Lei è il cuore pulsante di Lui, ce l'ha incastonata nel petto. (Un'antica favola dice che quando lui dorme e si rigira, lei lo segue. E così nascono le albe e i tramonti).
Nativi, sembriamo nascosti nella società ma ci stiamo rendendo sempre più idonei alla vita. Nove mesi di finto buio (siamo già a metà) e poi da questo nascondiglio usciremo. Più autonomi, pronti, con una voce che esige ascolto.
Gli svegli restano svegli, anche di notte. In ogni vagone, magari, almeno uno...a testa alta, spalle larghe, un sorriso dentro che non dipende dalle circostanze esterne. In ogni vagone brillano, come il volto di loro Madre.
Sanno che c'è sempre una scelta. Ed è possibile perché riconoscono in sé il Potere.
- racconto di FantaCoscienza -


1 comment:
Quando il maschile è il femminile si rispettano e si amano tutto va avanti in modo creativo.
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