23 December 2019

Far Off Galaxy



Buon Natale a tutti.

18 December 2019

mezzanotte e mezza



Vorrei poter scrivere in queste pagine come se nessuno le leggesse... come se nemmeno io le rileggessi. Aver il cuore a nudo, per una volta, senza pudore. Senza voler cancellare il giorno dopo.
Vorrei poter scrivere in presa diretta cosa penso mentre mi lavo i denti e mi bruciano gli occhi. Mentre la voce che mi parla dentro bisbiglia un dialogo: Signore tu che mi hai fatto della stessa tua sostanza, provi dunque anche tu quel che provo io adesso? Se niente ti è estraneo, senti anche tu il mio amore o la mia tristezza? Se è così, allora tutto è più facile e ha diritto di accadere, è perdonata anche questa malinconia. Tu ne leggi la storia, senza chieder il permesso... ricordi meglio di me ogni episodio. Quella con Te è un'intimità che non va costruita ma riconosciuta.
Immagina se un giorno noi umani ci rendessimo conto di esser fatti tutti della stessa sostanza anche noi...forse ci capiremmo al volo senza usare la ragione, ma per condivisione di molecole spirituali diremmo cose come:"tu hai naturalmente sconfinato nella mia anima e adesso sento cosa provi".
Sconfinate. Sconfiniamo.

(Il post e' gia' stato tagliato, modificato, censurato).

7 December 2019

Dignita'

Leggo ogni sera una lettera tra un gruppo di lettere scritte tra il 1948 e il 1960 da J. Krishnamurti a un giovane amico "ferito nel corpo e nello spirito", per risollevarlo. 
Queste lettere mi arrivano come un dono lieve, e a questo mio amico va a mia volta la mia gratitudine.
Il passo qui sotto forse e' in tono con le riflessioni delle ultime settimane, e per come potevo, l'ho tradotto in italiano.  (libro italiano)


"La dignita' e' una cosa davvero rara. Un ufficio o una posizione di rispetto da' dignita'. E' come indossare un cappotto. Il cappotto, il costume, il posto di lavoro da' dignita'. Un titolo o una posizione di rilievo da' dignita'. Ma spoglia l'uomo di queste coe e davvero in pochi hanno quella dignita' che si accompagna alla liberta' interiore di essere come un nonnulla. 
Esser qualcosa, qualcuno, e' cio' per cui l'uomo si sforza continuamente, e quel qualcosa gli da' quella posizione nella societa' che (la societa') rispetta.
Metti un uomo in una categoria di qualsiasi tipo - intelligente, ricco, santo, fisico; ma se egli non puo' esser messo in una categoria che la societa' riconosca, egli allora e' una persona strana.

La dignita' non puo' esser assunta, coltivata, ed esser coscienti di esser dignitosi vuol dire esser consapevole di se stessi, che e' esser meschini, piccoli.
Esser nulla e' esser davvero liberi da questa idea. Essere, non in o di un particolar stato, e' vera dignita'. Allora questa dignita' non puo' esser tolta, essa e' sempre. Essa consente il libero fluire della vita, senza tralasciar alcun residua essenza, e' la vera totale consapevolezza. 

La mente umana e' come un setaccio che ritiene alcune cose e altre le lascia andare. Quel che trattiene e' la misura dei suoi propri desideri; e i desideri, quantunque profondi, vasti e nobili, sono piccoli, miseri, poiche' i desideri sono frutti della mente.
Non trattenere, ma aver la liberta' del flusso della vita senza contenimento, senza scelta, e' la completa consapevolezza. Noi stiamo continuamente a scegliere o ad aggrapparci alle situazioni, scegliere le cose che hanno un significato e aggrapparci a esse in eterno. Questo noi lo chiamiamo esperienza, e il moltiplicarsi delle esperienze lo chiamiamo ricchezza della vita. La ricchezza della vita e' la liberta' dall'accumulazione delle esperienze. 

L'esperienza che rimane, che viene trattenuta, infatti impedisce quello stato dell'essere in cui il Conosciuto non esiste ( l'esperienza trattenuta impedisce di raggiungere il Non-Noto, ndr.). 
Il Conosciuto non e' il tesoro, ma la mente vi si aggrappa e percio' distrugge o contamina l' Ignoto.

La vita e' una roba bizarra. Felice e' colui che non e' niente."




3 December 2019

lui e lei - la strada

3/12/2019 Londra 6:47am

Lui e lei sono davanti alla vetrina di un negozio di giacche a vento sportive.
Sono le 6 del mattino ed è ancora buio nella prima giornata di dicembre in cui i gradi seguono il segno meno.
Loro sono davanti alla vetrina, dicevo, sopra un cartone. Lui è infilato in un saccapelo blu, lei gli sta accanto e si guardano in volto. La ragazza ha varie coperte di sopra, e si rannicchia sulle ginocchia, in quella posizione fetale in cui spesso gli amanti si incastrano per darsi calore.

Non è l india, e veder la gente dormire fuori in un clima cosi rigido, in una società che vende giacche a vento e tutto ciò che desideri più quello che non sapevi di desiderare..fa un certo effetto.

Lei si sistema la copertina, che sembra non bastare. Anche lui è sveglio. Si dicon qualcosa ma da dove son io, su un bus a due piani fermo al semaforo, non posso sentirli. Tra noi C'è questo vetro che mi consente di vedere, e di vagare con la mente.

Mi rendo conto che son abituata a pensar ai barboni come entità singole, che possono far gruppo ogni tanto, certo...ma questa cosa che una giovane coppia - di per sé entità eroica - viva per strada, mi scuote in un modo diverso. Questi due non sono soli. Forse non saranno neanche santi, avranno problemi di alcolismo/droga o forse no. Ma son insieme e mostrano che si possono far gesti di delicatezza e intimità anche nelle condizioni più difficili.  

La vetrina...
Dai vetri di questo bus guardo i loro gesti assonati, una carezza sul volto,il sistemar la coperta, immagino il disagio e il timore di dover abbandonare quel poco calore accumulato quando il manager del negozio verrà ad aprire la porta.

 Tra il mio vetro  e il vetro della vetrina, loro vivono nel corridoio chiamato strada, che da sempre è quel palcoscenico nel teatro della vita che sembra più reale.
Cosa faranno quei due domani? Sono giovani. È una cosa provvisoria?  Dove porterà il loro viaggio?

Come sarebbe passata banalmente fuori dall orizzonte dei miei occhi quella vetrina, se non ci fossero stati loro due davanti!
E invece oggi sono sullo stesso bus di ieri, e con gli occhi li cerco, li cerco...e dentro si alza un appello: Vita, prenditene cura, non me li portare  via!