4 December 2015

FLYER'S PRAYER


Ho sempre pensato che chi ama il cielo, con la sua presenza benedice la terra. Chi è nato di aria, ispira agli altri libertà e senso dell’avventura. Così è senz’altro per Richard Bach, Antoine de Saint-Exupéry e Angelo D’Arrigo. Ho trovato questa poesia, e mi sembra bellissima.

FLYER'S PRAYER

When this life I'm in is done,
And at the gates I stand,
My hope is that I answer all
His questions on command.
I doubt He'll ask me of my fame,
Or all the things I knew, Instead,
He'll ask of rainbows sent
On rainy days I flew.
The hours logged, the status reached,
The ratings will not matter.
He'll ask me if I saw the rays
And how He made them scatter.
Or what about the droplets clear,
I spread across your screen?
And did you see the twinkling eyes.
If student pilots keen?
The way your heart jumped in your chest,
That special solo day-
Did you take time to thank the one
Who fell along the way?
Remember how the runway lights
Looked one night long ago
When you were lost and found your way,
And how-you still dont know?
How fast, how far, how much, how high?
He'll ask me not these things
But did I take the time to watch
The Moonbeams wash my wings?
And did you see the patchwork fields
And mountains I did mould;
The mirrored lakes and velvet hills,
Of these did I behold?
The wind he flung along my wings,
On final almost stalled.
And did I know I it was His name,
That I so fearfully called?
And when the goals are reached at last,
When all the flyings done,
I'll answer Him with no regret-
Indeed, I had some fun.
So when these things are asked of me,
And I can reach no higher,
My prayer this day - His hand extends
To welcome home a Flyer.

Patrick J. Phillips

26 November 2015

Il fotografo e il suo bersaglio

“Il mio tiro non arrivava a colpire il bersaglio”.

Questo mi spinse a chiedere al Maestro perchè non ci avesse ancora spiegato come si mira. Ci deve pur essere, supponevo, un rapporto fra bersaglio e punta della freccia, e così un modo di mirare che renda possibile far centro

“naturalmente c’è”, rispose il maestro “e lei potrà trovare facilmente l’impostazione adatta. Ma se anche poi ogni suo tiro colpisce il bersaglio lei non sarebbe che un virtuoso dell’arco che può esibirsi. Per l’ambizioso, che conta quante volte fa centro,il bersaglio non è che un povero pezzo di carta che egli fa a pezzi. La “Grande Dottrina” del tiro con l’arco considera questo pura stregoneria. La Grande Dottrina non sa nulla di un bersaglio che è piantato a una certa distanza dall’arciere. Essa conosce solo la meta, che non si raggiunge in alcun modo tecnicamente, e chiama questa meta, se pur la nomina, Budda.”

 (E. Herrigel, Lo ZEN e il tiro con l’arco).

Trapani, 2014

25 November 2015


E ho gia' bisogno di andare via.

A ritrovare i pezzetti di filo,

che cuciranno il resto.



"Appunti sulla melodia delle cose" di Rainer Maria Rilke

                Siamo proprio all’inizio, vedi. Come davanti a Tutto. Con mille e un sogno dietro di noi e senza azione.
Non posso immaginarmi un sapere più beato di questo: che bisogna diventare uno che inizia. Uno che scrive la prima parola dopo un trattino di sospensione  lungo secoli.

(n.d.t. : Gedankenstrich, trattino di sospensione, letteralmente: trattino di pensieri) 

24 November 2015



Non è necessario che tu mi ascolti, non è importante che tu senta le mie parole,
no, non è importante, ma io ti scrivo lo stesso (eppure sapessi com’è strano, per me, scriverti di nuovo,
com’è bizzarro rivivere un addio…)
Ciao, sono io che entro nel tuo silenzio.

Che vuoi che sia se non potrai vedere come qui ritorna primavera
mentre un uccello scuro ricomincia a frequentare questi rami,
proprio quando il vento riappare tra i lampioni, sotto i quali passavi in solitudine.
Torna anche il giorno e con lui il silenzio del tuo amore.

Io sono qui, ancora a passare le ore in quel luogo chiaro che ti vide amare e soffrire…

Difendo in me il ricordo del tuo volto, così inquietamente vinto;
so bene quanto questo ti sia indifferente, e non per cattiveria, bensì solo per la tenerezza
della tua solitudine, per la tua coriacea fermezza,
per il tuo imbarazzo, per quella tua silenziosa gioventù che non perdona.

Tutto quello che valichi e rimuovi
tutto quello che lambisci e poi nascondi,
tutto quello che è stato e ancora è, tutto quello che cancellerai in un colpo
di sera, di mattina, d’inverno, d’estate o a primavera
o sugli spenti prati autunnali - tutto resterà sempre con me.

Io accolgo il tuo regalo, il tuo mai spedito, leggero regalo,
un semplice peccato rimosso che permette però alla mia vita di aprirsi in centinaia di varchi,
sull’amicizia che hai voluto concedermi
e che ti restituisco affinché tu non abbia a perderti.

Arrivederci, o magari addio.
Lìbrati, impossèssati del cielo con le ali del silenzio
oppure conquista, con il vascello dell’oblio, il vasto mare della dimenticanza.

(Josif Aleksandrovič Brodskij )