Un anno a Londra.
Per ora ci svegliamo e troviamo la citta' avvolta dalla nebbia. Verso le 5 del pomeriggio la luce diventa arancione, l'aria inverosimilmente piu' calda del solito, e si diffonde un odore di erba appena tagliata. Sono arrivata a Londra il 25 settembre 2012, alle ore 17:20. Con un volo Easyjet naturalmente, prenotato solo pochi giorni prima....ma questa e' un'altra storia.
- Ti piace Londra?
Questa e' la domanda che ti viene rivolta piu' spesso, a Londra.
Seguita da qualche battuta sul tempo atmosferico, specie se hai lasciato la Sicilia.
Trovo che gli inglesi siano davvero ossessionati dal tempo atmosferico. Non smettono mai di parlarne, di controllarlo, di farsi contagiare dalle nuvole e dalla pioggia. Quando c'e' il sole scappano fuori, organizzano un pic-nic in fretta e furia con i pasti pronti comprati al Sainsbury's. Sono felici, e soprattutto portano con se' da bere, qualcosa di alcolico come il Pimms.
Quando succede, li guardo mentre vanno di corsa a prendere quegli attimi di vita all'aria aperta, e devo dire che mi fanno simpatia.
Li trovo attivi, organizzati anche quando improvvisano, sono pieni di bici, tende, sacco a pelo lasciati nel sottoscala o nel garage.
Sono dei perfetti consumatori, di tempo, cibo, bevande.
Ma soprattutto di tempo, non si lasciano scappare un attimo. Non conoscono pennichella.
Mi stupisco ancora quando il Lunedi' mi dicono Sabato e' previsto bel tempo.
Sono sempre verso il futuro, corrono. Per questo non lo raggiungono mai.
Gli inglesi sono abili ad afferrare tutto l'afferrabile, e questo e' chiaramente visibile nei musei e nelle loro collezioni accumulate con oggetti provenienti da tutto il mondo.
Credo che manchi loro una parte del nostro vocabolario latino, dove c'e' oltre al mostrare il piacere del raccontare, di quasi "corteggiare" i significati. Mancano le metafore, i traslati, le suggestioni. Ne guadagnano in chiarezza, praticita', efficienza.
Adesso dopo un anno, trovo le differenze, ma anche le somiglianza. Dopo tutto sono come noi, questi inglesi. nel fondo del cuore, tutti gli uomini sono uguali. Ma per quanto riguarda l'educazione e dunque il comportamento, la filosofia di vita, li trovo molto educati a non pensarsi troppo.
A me Londra piace.
Ma in un modo che - se io devo essere io - richiede una risposta lunga, ecco, che agli inglesi non interesserebbe tutta per intero. Perche' quando ti chiedono "Hi! Are you right?" sono gia' andati via, senza sentire la risposta.
Ma questo blog e' italiano, e in Italia abbiamo la fortuna che la moneta e l'economia e' piu' debole.
E questo ha almeno un effetto positivo: significa che abbiamo piu' tempo per leggere ed ascoltare gli altri.
Londra dunque...direi amore, nonostante tutto.
Perche' Londra e' multirazziale. Ma a volte ti fa sentire un eterno straniero.
Perche' i servizi e i trasporti funzionano bene. Ma la sanita' e' terribile, lenta, inefficiente e con un approccio poco umano.
Perche' a Londra puoi essere chi vuoi e nessuno ti giudica. Ma questo accade perche' la gente ha una mentalita' aperta, o anche perche non molti si prendono il tempo per vedere chi sei veramente.
Perche' a Londra ho buoni amici e anime belle attorno a me. Ma sono lontana da altri affetti e le mie radici.
Di difficolta' ce n'e' tante, come migrante. Ma non piu' di quelle di chi rimane. Sono difficolta' nuove, e questa novita' le rende a tratti stimolanti.
E poi altre cose positive.
Una vita autonoma, con spazi, energie, regole mie. La possibilita' di
lavorare e conoscere una nuova lingua. Il supporto di amici e parenti, caloroso, essenziale.
Le mostre e gli eventi artistici
che abbondano.
Le chiese, i santuari, i circoli di pietre, i templi buddisti e indiani che posso visitare.
Il cibo da ogni parte del mondo e i nomi di cose che altrimenti non avrei mai conosciuto.
Le fiducie perse e ritrovate. La gente che e' passata a trovarmi, a trasformarci.
Il mondo che improvvisamente sembra piu piccolo, e dunque gestibile.
Perche' Londra e' collegata bene con tante citta', per cui e' davvero semplice
prendere un aereo o un autobus e trovarsi in Irlanda, per esempio, con l'Oceano in faccia.
E soprattutto Londra e' come viaggiare.
Ci si puo' stare dentro e scoprire sempre cose nuove.
Si
puo' prendere un bus alle 9 di sera e finire in un quartiere arabo,
dove si fuma il narghile' per strada e i negozi sono aperti tutta la
notte.
E un po' lo capisco il Marco Polo di Calvino. Anch'io ogni
volta che descrivo una citta' penso a Palermo. Non credo sia
semplicemente un paragone.
E' come amare qualcosa attraverso un altro amore.
Senza soluzione di continuita'. Questo e' bellissimo, come un'onda che non si puo' contenere. Che contagia tutto il mare a muoversi.
Allora, tra tutti questi contrasti, posso dire che Londra mi piace veramente.
Per quello che sto trovando.
Per quello che sto facendo.
Per quello che sto dando.
Per quello che sto ricevendo.
...per quello che sto diventando qui.
E' una risposta molto "latina", me ne rendo conto. Rimango italiana, con un vocabolario di sentimenti italiano.
Anche se dopo un anno a Londra, la mattina mangio porridge e bevo the'.