1 November 2013

Le lacrime di una mamma.


Non si puo' rimanere indifferenti alle lacrime di una mamma.
Qualcosa trema dentro.
Quando piange la mamma piove sul mondo intero.

Anche se quel dolore e' una pena momentanea,
anche se quello e' il dolore che deve attraversare
per evolvere, cambiare, maturare, lasciare andare.

Le lacrime di una mamma infiammano il cuore,
chiedono giustizia, perdono, sorrisi, rivincita.
Preparano rivoluzioni.

Audrey Treccenere

Chi ha visto una mamma piangere se lo ricorda per sempre.

Ne ho vista una di recente, e ho ricordato. Ho ri-compreso anche dolori altrui.

Che ben vengano le rivoluzioni, e che siano vere, ovvero innanzitutto interiori.

Penso a quante volte la tv ha mostrato scene di guerra e madri piangenti su vite innocenti massacrate...e come queste scene - in base alla riflessione dello spettatore - abbiano loro malgrado pubblicizzato rabbia piuttosto che retta comprensione.

Si. Ci sono lacrime di mamma che chiedono esplicitamente vendetta e altre vittime. Giustificano conflitti.Le lacrime di mamma sono micidiali.

Ma ce ne sono alcune che non chiedono vendetta.
Rivoluzionarie e inamovibili, come la Pieta' per tutti, figli innocenti e assassini.

Non si puo' comprendere il Figlio dell'Uomo senza le lacrime di Maria.
Lacrime di mamma, di qualita', se mi passate il termine.

Cosi rivoluzionarie da rivedere il Figlio risorto.



8 October 2013

Bugie per dire la verita'

Ricordo come una piacevole scoperta e tuttavia "ovvieta' dell'evidenza" quando durante il corso di Linguistica all'Universita'  lessi che l'uomo e' l'unico animale che non soltanto parla, ma e' capace di mentire.

Gli animali seguono l'istinto di sopravvivenza e riproduzione, sono onesti, e questo in qualche modo significa "prevedibili" e facili da leggere.

L'uomo invece puo' dire con la voce alcune cose, e agirne altre. Se e' un bugiardo dilettante potra' manifestare dei segnali non verbali, nel movimento degli occhi e delle espressioni, che lo tradiscono (ovviamente solo agli occhi di una persona esperta e allenata a cogliere tali segnali), come avviene nella serie tv Lie to me dove si ha un esempio di Facial Action Coding System.

Sembra dunque che questa scissione tra corpo, parola e azione, sia una peculiarita' tutta umana. A questo punto potremmo finire facilmente nel giudizio, indicare come sbagliata la bugia tout court, e lodare gli animali che non possiedono una tale bassezza.

Ma un po' di esperienza Zen e di equilibrio tra bianco e nero, mi hanno allenato a una visione sospesa, neutrale, che precede il giudizio. Trovo molto piu' interessante indagare la bugia come possibilita' e campo di azione. A questo mi portano le mie ricerche di oggi sull' Ipnosi.

Innanzitutto chiamerei la bugia "suggestione".
Di fatto essa e' la creazione di una realta' alternativa.

Una mappa per esempio e' piena di bugie, poiche' evidenzia solo alcune possibilita' evidenziabili e ne tace altre. Una mappa risponde alla domanda "cos'e' importante conoscere di questo posto?" 
e il committente che la fa disegnare risponde per noi.
E' importante che tu sappia dov'e' il  Mc Donald piu' vicino, o qual'e' il confine tra te e il tuo fratello di razza diversa. Alcune poche mappe, fuori dai grandi motori di ricerca, possono dire cose diverse...per esempio dove si respira aria pulita.

Piu' una bugia e' diffusa, piu' il suo effetto di "modellizzazione della realta'" prende piede.

Cosa rende la bugia realta' nella realta'?
La fiducia accordata dalle persone.

Cosa conferma la realta', rendendola difficilmente modificabile?
La ripetizione e diffusione di quella fiducia nel tempo, poiche' si trasforma in credenza sociale.

Ora  inizia ad esservi piu' chiaro il perche' ho citato l'ipnosi. (---> ecco una chiara frase ipnotica, suggerire la suggestione eheheh)

E' chiaro dunque che ogni forma di pubblicita' (propaganda) e' una forma di ipnosi collettiva atta a mantenere uno stato.
Riflettiamo ancora.
Ogni parola che pronunciamo risponde a una "formazione della realta' " che per lo piu' crediamo interna a noi.

Il piu' delle volte essa proviene da un collage, un "gia' formato", che unisce pezzi di opinioni di altri, la collettivita'. Un sapere che viene dalle scuole, le istituzioni, i cartoni animati. 

Il concetto di pensatore libero e' anch'esso un inganno, se non in questo:
un pensatore e' libero quando sa di non esserlo.
Quando sa che tutto lo influenza, lo ha influenzato, e che lui puo' fare altrettanto. E dunque ogni sua parola potrebbe essere una bugia. Perche' nasce da inconsapevolezza di se' e del mondo.

Come si fa a non dire bugie?
Aiuta molto il meditare, "svegliarsi" dall'inconsapevolezza,  a volte tacere, conoscere se stessi.

Allora mi torna in mente George Ivanovich Gurdjieff:

"Per dire la verita' bisogna essere diventati capaci di conoscere cos'e' la verita' e cos'e' una menzogna; e prima di tutto in se stessi."

Credo che allora qualcosa possa balenare, una volta tolte le bugie prese in prestito. credo che la verita' sia accessibile da ogni dove, e allora bisogna trovare un modo per esprimerla, spargere Consapevolezza.

Un pensatore e' libero e sincero quando ama, comprende, perdona anche gli inganni.
Poiche' sa che provengono da mancanza di consapevolezza.

Ecco come Gesu' pote' spezzare il pane e offrire la ciotola a Giuda.
Conosceva il suo cuore e la sua inconsapevolezza.
Ironico, dolce Gesu', mentre piuttosto che scappare lascia la sua lezione alla coscienza di Giuda:
" Con un bacio mi tradisci? "
E  ancora:
"Perdona loro perche' non sanno quel che fanno."

Difficile stare soli su una croce a seguire l'unica Verita', amare, e intanto vedere gruppi di assetati di morte urlare in massa la sotto. Inconsapevolezza di gruppo, come alla finale del campionato di calcio.

Allora, insomma, non possiamo dire proprio nulla senza essere dei bugiardi?
E poi cosa dire di onesto, c'e' una Verita' ?
La mia risposta non posso prestarla, ma per grazia l'ho sentita.
Manifestarla allora non e' propaganda, ma forse un atto, l'unico atto possibile che non sia meccanico. E assume la forma di dedicazione, come un rito, attraverso le cose che so fare.
"...gli artisti usano le bugie per dire la verità, mentre i politici le usano per coprire la verità."
(Evey, dal film V per Vendetta)".

Cito da questa fonte molto interessante:

"Esiste un ulte­riore modo di men­tire, che fa parte della dis­si­mu­la­zione, e che con­si­ste nel dire la verità, ma facendo finta che que­sta sia una bugia. Si mostra il dia­mante facen­dolo cre­dere vetro. Qui la men­zo­gna si fa arte e può diven­tare qual­cosa di sublime, una forma di sug­ge­stione da mae­stro Zen, da ini­ziato Jedi."

Adesso vado a lavoro, e il mio allenamento Jedi continua: nel campo non essere altro che un contadino, coi re non essere altro che re. Dalle 12 alle 16 oggi sono una commessa. 4 ore di apprendimento, prima del prossimo gioco di ruolo.

25 September 2013

1 anno a Londra. Osservazioni di un'aliena.

Un anno a Londra.
Per ora ci svegliamo e troviamo la citta' avvolta dalla nebbia. Verso le 5 del pomeriggio la luce diventa arancione, l'aria inverosimilmente piu' calda del solito, e si diffonde un odore di erba appena tagliata. Sono arrivata a Londra il 25 settembre 2012, alle ore 17:20. Con un volo Easyjet naturalmente, prenotato solo pochi giorni prima....ma questa e' un'altra storia.

- Ti piace Londra?

Questa e' la domanda che ti viene rivolta piu' spesso, a Londra.
Seguita da qualche battuta sul tempo atmosferico, specie se hai lasciato la Sicilia.

Trovo che gli inglesi siano davvero ossessionati dal tempo atmosferico. Non smettono mai di parlarne, di controllarlo, di farsi contagiare dalle nuvole e dalla pioggia. Quando c'e' il sole scappano fuori, organizzano un pic-nic in fretta e furia con i pasti pronti comprati al Sainsbury's. Sono felici, e soprattutto portano con se' da bere, qualcosa di alcolico come il Pimms. 
Quando succede, li guardo mentre vanno di corsa a prendere quegli attimi di vita all'aria aperta, e  devo dire che mi fanno simpatia. 
Li trovo attivi, organizzati anche quando improvvisano, sono pieni di bici, tende, sacco a pelo lasciati nel sottoscala o nel garage. 
Sono dei perfetti consumatori, di tempo, cibo, bevande. 
Ma soprattutto di tempo, non si lasciano scappare un attimo. Non conoscono pennichella.
Mi stupisco ancora quando il Lunedi' mi dicono Sabato e' previsto bel tempo.
Sono sempre verso il futuro, corrono. Per questo non lo raggiungono mai.
Gli inglesi sono abili ad afferrare tutto l'afferrabile, e questo e' chiaramente visibile nei musei e nelle loro collezioni accumulate con oggetti provenienti da tutto il mondo.
Credo che manchi loro una parte del nostro vocabolario latino, dove c'e' oltre al mostrare il piacere del raccontare, di quasi "corteggiare" i significati. Mancano le metafore, i traslati, le suggestioni. Ne guadagnano in chiarezza, praticita', efficienza.

Adesso dopo un anno, trovo le differenze, ma anche le somiglianza. Dopo tutto sono come noi, questi inglesi. nel fondo del cuore, tutti gli uomini sono uguali. Ma per quanto riguarda l'educazione e dunque il comportamento, la filosofia di vita, li trovo molto educati a non pensarsi troppo.

A me Londra piace. 
Ma in un modo che - se io devo essere io - richiede una risposta lunga, ecco, che agli inglesi non interesserebbe tutta per intero. Perche' quando ti chiedono "Hi! Are you right?" sono gia' andati via, senza sentire la risposta.
Ma questo blog e' italiano, e in Italia abbiamo la fortuna che la moneta e l'economia e' piu' debole.
E questo ha almeno un effetto positivo: significa che abbiamo piu' tempo per leggere ed ascoltare gli altri.

Londra dunque...direi amore, nonostante tutto.

Perche' Londra e' multirazziale. Ma a volte ti fa sentire un eterno straniero.
Perche' i servizi e i trasporti funzionano bene. Ma la sanita' e' terribile, lenta, inefficiente e con un approccio poco umano.
Perche' a Londra puoi essere chi vuoi e nessuno ti giudica. Ma questo accade perche' la gente ha una mentalita' aperta, o anche perche non molti si prendono il tempo per vedere chi sei veramente.
Perche' a Londra ho buoni amici e anime belle attorno a me. Ma sono lontana da altri affetti e le mie radici.
Di difficolta' ce n'e' tante, come migrante. Ma non piu' di quelle di chi rimane. Sono difficolta' nuove, e questa novita' le rende a tratti stimolanti.

E poi altre cose positive.

Una vita autonoma, con spazi, energie, regole mie. La possibilita' di lavorare e conoscere una nuova lingua. Il supporto di amici e parenti, caloroso, essenziale.
Le mostre e gli eventi artistici che abbondano. 
Le chiese, i santuari, i circoli di pietre, i templi buddisti e indiani che posso visitare. 
Il cibo da ogni parte del mondo e i nomi di cose che altrimenti non avrei mai conosciuto. 
Le fiducie perse e ritrovate. La gente che e' passata a trovarmi, a trasformarci.
Il mondo che improvvisamente sembra piu piccolo, e dunque gestibile. 
Perche' Londra e' collegata bene con tante citta', per cui e' davvero semplice prendere un aereo o un autobus e trovarsi in Irlanda, per esempio, con l'Oceano in faccia.
E soprattutto Londra e' come viaggiare. 
Ci si puo' stare dentro e scoprire sempre cose nuove.
Si puo' prendere un bus alle 9 di sera e finire in un quartiere arabo, dove si fuma il narghile' per strada e i negozi sono aperti tutta la notte. 
E un po' lo capisco il Marco Polo di Calvino. Anch'io ogni volta che descrivo una citta' penso a Palermo. Non credo sia semplicemente un paragone. 
E' come amare qualcosa attraverso un altro amore.
Senza soluzione di continuita'. Questo e' bellissimo, come un'onda che non si puo' contenere. Che contagia tutto il mare a muoversi.
Allora, tra tutti questi contrasti, posso dire che Londra mi piace veramente.
Per quello che sto trovando. 
Per quello che sto facendo.
Per quello che sto dando.
Per quello che sto ricevendo.
...per quello che sto diventando qui.

E' una risposta molto "latina", me ne rendo conto. Rimango italiana, con un vocabolario di sentimenti italiano.
Anche se dopo un anno a Londra, la mattina mangio porridge e bevo the'.


19 September 2013

Essenziale.

I problemi sono dovuti a ignoranza.