Son giovani, pensava.
Loro son giovani e il tempo e' loro.
Io torno a cantare il Fado.
Non posso piu' recitare sul palco grande della vita
ma solo sul palco piccolo
tra i tavoli e i bicchieri di vinho verde.
"Ela e' italiana?" chiedeva
come per rubar pezzi di una storia
che non avrebbe mai saputo.
"Veja que a música começa de novo"
annunciava, ma nessuno lo seguiva.
I giovani restavano sull'uscio,
a conversare.
Per lui il palco piccolo era l'ultima vita
da recitare,
Per loro, tutto, anche il canto della saudade,
doveva aspettare.
MC 2/11/2018
Non sono andata a Lisbona, ma ci sono "tornata".
Fin dal primo momento, dal finestrino dell'aereo, e del treno dopo... mi ha dato la sensazione di commozione di quando si torna dopo tanti anni in un posto che ti e' caro. E invece, era la prima volta. Mi mancava, e mi manca gia'.
Lisbona e' una citta' con lo spirito.
Ha tutto quello che le serve per esser totale, nella gioia e nella tristezza.
Scrivero' ancora di Lisbona, un'altra volta. Ma per adesso, solo alcuni sguardi su di lei:
Chi mi conosce sa il mio amore infinito per il poeta portoghese Fernando Pessoa. E cosi' non posso che chiudere con le sue parole di un passo se vogliamo "fotografico".
Per me non esistono fiori in grado di reggere il confronto con la varietà dei colori che assume Lisbona alla luce del sole.
(Il libro dell’inquietudine - Fernando Pessoa)