4 ottobre 2019

Ritorno a...

C'è odore di questo posto, che mi è diventato negli anni familiare.


Lo riconosco mentre scendo il sentiero: è l'odore dolce del fiume da cui ho bevuto? o forse di piante di cui non so il nome?
C'è una forma di silenzio che è assenza di artificialità. E' fatto dal fruscio di alberi e acqua. Ma come il silenzio ha la facoltà di riportarti dentro di te.


Amico mio non ci sei, ma ti avverto nei tuoi luoghi. La tua casa adesso ha dei mattoni e questo mi emoziona. I ragazzi parlano di te, di cosa gli hai insegnato. Ti aspettano.

Qui non serve niente. Nient'altro.


Lui e lei ce l'hanno scritto negli occhi calmi e dolci. Il suo pancione potrebbe esser maschio o femmina, ma non ha senso chiedere, nascerà qui e sarà anima.

I gatti non hanno paura, e sono più vitali che altrove.
Gli uomini costruiscono finestre e sedie sdraio.


La luce pervade tutto. La fotocamera se ne accorge prima del mio occhio.

Qui ci si bacia in guancia anche se non ci si conosce. 
"Pranzi con noi?"
E sembra tutto ovvio come  a dire
Se sei venuto fin qui, sei uno di noi.


Sono dentro al mio sogno:
questa è una tenda yurta,
tonda tonda,
una casa senza spigoli.



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