10 giugno 2018

Niente che sia banale


Vide la sofferenza che bevevo una coppa
di dolore e gridai:
“E’ dolce, non è vero?”
“Mi hai preso in castagna”
rispose la sofferenza,
“e mi hai rovinato la piazza.
Come farò a vendere dolore
se si viene a sapere che è una benedizione?”

Rumi





Rumi e' un poeta mistico di origine persiana.
I suoi versi della poesia "Libera la mia anima" sono in parte in questa musica che mi fa da compagna in questi giorni.
La profondita', la dignita' e la leggerezza si combinano in un unisono...

Mi piace questa coppia di musicisti, ci vedo molte cose, che sento "mie".

Credo nella leggerezza di secondo grado, quella che non nasce dalla futilita' o dalla mancanza di dolore. Credo in chi sa dare una consolazione/frasetta non di circostanza, ma filtrata dal suo vissuto.

Credo nelle persone capaci di comunicare a un altro qualcosa in piu' nelle loro giornate,  non solo le loro ambizioni, le ultime news, i desideri indotti o il gossip sulle vite degli altri.

Credo in chi sa parlare a proprio nome. Chi sta attento a non prender in prestito la stima o il biasimo da altri.

Credo in chi sa stare nel suono o nel silenzio, senza per forza dire parole.

Credo nelle persone che oltre a ripeterti quanto gli viene facile parlare con te, si preoccupano a imparare a saperti ascoltare, magari senza proiettare i loro bisogni (che sarebbe, seppur mentale, un'invasione).

Credo che e' bello calcolarsi gli anni non in base ai numeri ma alle cicatrici, e donarsele, senza chirurgia plastica, senza metter maglioni per coprirle, ma riconoscendosi l'un l'altro anche dai segni che contraddistinguono.

Le persone invitate a stare, e che sono nella mia vita, sono cosi'. Sono fatti a mano, artigianali. E ne sento la voce. Ne riconosco i simboli. Sono "casa" e vita reale. Quando si raccontano sono senza veli e fini.

Puo' sembrare frutto di qualita' innata, invece so con certezza: hanno anche loro lottato contro la banalita' e le scuse, i compromessi e le idealizzazioni, le depressioni e le false immagini di se'.

Sono persone che se ancora si autoingannano su qualcosa, sono felici di essere scoperti e svelati da un altro, lo sentono come una cura: il riconoscimento. Sono quelli che se cambiano, lo fanno per diventar sempre piu' se stessi.

Lupi. Mio branco.

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