10 marzo 2018

Mese di musica


"Ascoltare la musica, anche nelle sue parti "negative" e sonorita' scure, permette di esprimerle, di sentirle in se'." dice Charles, musicista jazz. Di lasciarle fertili, dico io. Son semi che sprofondano nella terra, spariscono innocui, e un giorno magari daranno germogli e frutto.



Un invito last minute di un amico e una piacevolissima serata a un concerto d'opera mi ha fatto innamorar ancor di piu' della nostra lingua sonora. Il direttore d'orchestra ha sorriso tutto il tempo e ogni tanto saltellava! La soprano Jacquelyn Stucker ha piacevolmente colpito tutto il pubblico per la sua spigliatezza, faccette divertenti e ammiccamenti, che hanno mostrato a tutti che l'Opera non e' vecchia e fatta da vecchi, ma puo' esser giovane, dinamica, irriverente. La sua presenza scenica e l'espressione dello strumento musicale piu' singolare e unico che c'e' - la voce - mi hanno fatto sentire quanto e' bello esserci nel mondo con tutto il corpo, esprimendosi pienamente, potentemente. Incarnare i ruoli con presenza scenica.
E' magico poter veder una voce umana toccare note che penseresti... impossibili... e' bello che si esplorino i confini dell'armonia, li' dove il suono non si spezza definitivamente, ma raggiunge il suo margine di perfezione.



Ascoltavo di recente una conferenza di Igor Sibaldi che diceva di come spesso sminuiamo la bellezza senza accorgercene. Tendiamo a far paragoni per esempio, "somiglia a quell'altra cantante". Succede perche' dobbiamo subito equiparare la bellezza a qualcos'altro come per ridurla. Anch'io l'ho fatto in quel momento, senza capire subito il perche'. 
Capita spesso che non sappiamo star con la bellezza a lungo, guardarla come eccellenza, reggerla...vuol dire lasciare che ci cambi. E' questo che succede, se le lasciamo spazio. 
Troviamo i pezzi del "potremmoessere" che ci mancavano. Diventiamo subito bellissimi.

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