21 febbraio 2018

L'ora del gelsomino

Nella notte arriva un'ora che io chiamo "ora del gelsomino".
La chiamo così perché è il momento della sera, prima di dormire, in cui bevo lentamente il tè al gelsomino...e tutto si scioglie in un gesto zen senza pensieri.
Oppure a volte metto un paio di gocce di olio di gelsomino sulle mani perché voglio addormentarmi in un odore che sa di gentilezza e candore, oltre che di Sicilia. E quell'odore mi tiene ancora sveglia a pensare.
L'ora del gelsomino è l'ora in cui so che dovrei dormire ma non ho nessuna voglia di farlo. Come questo momento. L'ora perfetta per la creatività o semplicemente l'ora in cui il fatto che esisto viene contemplato e non bypassato come un dato di fatto. Tazza calda - dita - corpo - respiro - pancia - respiro. Odore di gelsomino.

I fiori bianchi non hanno pensieri.
Una viola. Un biondo narciso. Un civettuoso ciclamino. Loro hanno colori e pensieri, basta guardarli e sai che tipi sono, che pensano.
I fiori bianchi no.
Non lo sai che pensano.
Sai che ti sentono perché se guardi un fiore bianco riesci a sentirti meglio tu...se guardi un fiore bianco riesci a sentire la tua voce.... e questo accade perché il fiore bianco ha una tenera empatia, e niente pensieri.

Se incontriamo una margherita, le  chiediamo mi ama o non mi ama: scopriamo a due petali dalla fine quanto ci dispiaccia la risposta, o quanto poco importi.
Ci rimane in mano il giallo centrale. I petali bianchi sono andati via, senza pensieri, ma andandosene ci hanno risposto  con la loro empatia a una domanda che non avevamo fatto ad alta voce: "io l'amo o non l'amo?"

Son così i fiori bianchi, ti guardano dentro. Ti specchiano. Ma non lo fanno con crudezza anzi,  ingentiliscono tutto.
Persino una rosa sembrebbe più spinosa e ostica senza bianche nuvole di fiori settembrini a farle da velo attorno.
E poi i fiori bianchi non hanno alcun dubbio sulla  dignità della Vita (senza eccezioni), come gli alti gigli: aroma dolce, senza perdere un contegno regale.
E il gelsomino? con i suoi cinque petali a stella, sembra fatto per rampicarsi tra i capelli...sembra le perle nella "chioma di Berenice".
Il cielo notturno è pieno di gelsomini, è un campo di gelsomini. Pensate alle stelle come fiori che sbucano fuori, bianchi. I capelli sono neri.

Ecco cosa succede nell'ora del gelsomino.
Io penso "a rampicante" da un punto all'altro e mentre mi addormento scivolando in un'altra coscienza, qualcuno magari guarda il cielo.
Non sa niente dei fiori bianchi, ma guarda il cielo stellato e per un attimo  riesce a sentirsi, a saper cosa prova. Gli è successa l'empatia. Non lo sa, ma una parte di sè lo sa.
 È l'ora del gelsomino.





2 commenti:

Gizeta ha detto...

Non so se "Bianca" il post di prima e questo facciano un insieme , ma dopo aver letto l'ora del gelsomino ieri notte ti pensavo e ne sentivo il profumo ;)

Maria ha detto...

Sai anch'io mentre mi son ritrovata a scrivere questo post ho ripensato al post "bianca"!
Non erano pensati come un insieme, ma probabilmente lo sono.
Grazie per il profumato pensiero :-)