4 gennaio 2018

An order of truth

Leggendo il libro Shantaram, al terzo capitolo, mi imbatto sull'impossibilita' di intervenire che sente chiunque possieda un filtro di coscienza (e una cultura diversa) vedendo certe scene in India.


The starving, the dead, the slaves children.


Quando capisci cosa significa per loro, dare via un figlio come schiavo, ma salvarlo alla fame e morte sicura. I contorni di giusto e sbagliato si estendono fino a includere tra i motivi una serie di cause ed effetto che non sei sicuro di poter (e come) fermare. Certi luoghi, certe storie, sono come uno schiaffo che ti riporta alla realta'. Mi e' piaciuta questa riflessione di Gregory David Roberts, e la voglio lasciare qui:

"C'è una verità più profonda dell'esperienza. È oltre ciò che vediamo, o anche ciò che sentiamo. È un ordine di verità che separa chi e' profondo da chi e' semplicemente furbo, e separa la realtà dalla percezione. Siamo impotenti, di solito, di fronte a questo; e il costo di saperlo, come il costo di conoscere l'amore, a volte è più grande di quanto qualsiasi cuore possa volentieri pagare. Non sempre ci aiuta ad amare il mondo, ma ci impedisce di odiare il mondo. E l'unico modo per sapere quella verità è condividerla, da cuore a cuore, proprio come Prabhakar l'ha detto a me, proprio come te lo sto dicendo ora. "

“There's a truth deeper than experience. It's beyond what we see, or even what we feel. It's an order of truth that separates the profound from the merely clever, and the reality from the perception. We're helpless, usually, in the face of it; and the cost of knowing it, like the cost of knowing love, is sometimes greater than any heart would willingly pay. It doesn't always help us to love the world, but it does prevent us from hating the world. And the only way to know that truth is to share it, from heart to heart, just as Prabhakar told it to me, just as I'm telling it to you now.”

― Gregory David Roberts, Shantaram

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