30 dicembre 2016

Homo Felix

Se qualcuno mi chiedesse come ho conosciuto Daniele Berti, non saprei bene come rispondere. Non lo ricordo! Ricordo che mi interessava lo yoga della risata di cui lui è uno dei più noti maestri in Italia, e che abbiamo parlato un paio di volte su facebook... è nata naturalmente un'amicizia, basata su argomenti e interessi in comune,  e  una leggerezza divertita e scherzosa piena di rispetto.
Io per esempio gli ho sempre invidiato le sue magliette gialle con lo smile ma non gliele ho mai rubate!! (Ahahahah)
Un giorno ho scattata una foto ed ho pensato fosse perfetta per lui. Un aquilone nel cielo azzurro di Palermo. Gliel'ho mandata e guarda caso era il suo compleanno. Mi ha detto:  "posso usarla per?" Cosi è nata la copertina di questo libro, di cui ho avuto il piacere di leggere le bozze e di ricevere una delle prime edizioni stampate. Libro che consiglio a chiunque voglia conoscere il mondo dello yoga della risata, tutte le implicazioni positive della pratica e le testimonianze di chi l'ha provato... insomma, l'ideale per chi vuole passare dall'Homo Sapiens all'Homo Felix!!!


Credo davvero che ci siano storie che vogliano esser trovate e raccontate dalle mie foto. Così è stato con Alice... e con i lavori che seguono. Coincidenze e connessioni.
Così la mia fotografia è un modo di sposare una parte di mondo,  il sangha di onorevoli amicizie.

E allora non resta che: ahahahah



24 dicembre 2016

18 dicembre 2016

"Non smettere di scolpire la tua propria statua interiore"

Tratto da un brano di Plotino, filosofo greco del III secolo d.C.

"Come si può vedere la bellezza dell'anima buona?
Ritorna in te stesso e guarda: se non ti vedi ancora interiormente bello, fa come lo scultore di una statua che deve diventar bella. Egli toglie, raschia, liscia, ripulisce finché nel marmo appaia la bella immagine: come lui, leva tu il superfluo, raddrizza ciò che è obliquo, purifica ciò che è fosco e rendilo brillante e non smettere di scolpire la tua propria statua interiore, finché non ti si manifesti lo splendore divino della virtù e non veda la temperanza sedere su un trono sacro.
... Se tu sei diventato completamente una luce vera, non una luce di grandezza o di forma misurabile che può diminuire o aumentare indefinitamente, ma una luce del tutto senza misura, perché superiore a ogni misura e a ogni qualità; se ti vedi in questo modo, tu sei diventato ormai una potenza veggente e puoi confidare in te stesso. Anche rimanendo quaggiù tu sei salito né più hai bisogno di chi ti guidi; fissa lo sguardo e guarda: questo soltanto è l'occhio che vede la grande bellezza.
Ma se tu vieni a contemplare lordo di cattiveria e non ancora purificato oppure debole, per la tua poca forza non puoi guardare gli oggetti assai brillanti e non vedi nulla, anche se ti sia posto innanzi un oggetto che può essere veduto. È necessario, infatti, che l'occhio si faccia uguale e simile all'oggetto per accostarsi a contemplarlo. L'occhio non vedrebbe mai il sole se non fosse già simile al sole, né un'anima vedrebbe il bello se non fosse bella.
Ognuno diventi dunque anzitutto deiforme e bello, se vuole contemplare Dio e la Bellezza" (Enneadi I, 6, 9)."

Tutto il testo delle Enneadi lo trovate QUI

16 dicembre 2016

Matanah


Matanah e' un pezzo della mia casa. E' stata il primo angelo che ho incontrato a Londra e mi ha invitato nel suo mondo. L'ho trovata grazie a una piuma, dopo una silenziosa preghiera... ma questa e' una storia che non raccontero' per intero. Quando sono arrivata a Londra mi sono ritrovata a cucinare con lei, coi capelli fasciati, la musica caraibica e circondata da rastafari.

Oggi dopo tre anni le faccio una foto mentre e' distratta, guarda fuori dai vetri del suo nuovo locale. Sembra pensierosa, ma la maggior parte del tempo ride, accoglie, canta, cucina con amore...come sempre.

Il suo ristorante vegano si e' trasferito adesso, e' piu' grande e ha un'energia piu' forte e pulita di prima.

Matanah forse non lo sa, o forse non importa, ma per me e' un maestro. Ho pensato a lei piu' volte di quelle che l'ho vista. E' un maestro perche' insegna col suo modo di essere, di fare, diventa esemplare. Allora il pensiero torna a lei, deduce come far del quotidiano una bellezza.

Matanah e' una donna di una spiritualita' e un carisma incredibile, colorata, caraibica fino al midollo, e con una voce incredibile che solo ogni tanto e con pudore fa ascoltare.

Qui potete sentire la sua canzone *Learn to Love Again*:




Matanah senz'altro e' in una pagina del mio libro.
Allora volevo scriverlo qui, oggi.
Anche se ancora nessuna mia fotografia le rende onore.

12 dicembre 2016

Intervista Radio

Ed e' in questa Isola fredda...che arriva una ventata di calore siciliano.

Il link a





Un grazie a Giancarlo Figuccio e Roberto Manuguerra.

10 dicembre 2016

...home



Ci sono "case" che amo.

Anche se 
I can't figure out on my own...