24 ottobre 2016

I colori di Skrjabin

Nel mio divagare, mi piace trovare storie.
Cosi' oggi ne ho trovata una rovistando tra la storia della musica classica.
Perche' la musica classica mi attira. L'idea che mi sono fatta e' di gente che deve sfogarsi in qualche modo, e non e' piu' disposta a provare a farlo a PAROLE col genere umano, che si sa, non brilla sempre di perspicacia.

"Voi non capite le altezze del mio ingegno? Allora io ve lo schiaffo in faccia, anzi nelle orecchie...le profondita' che ho toccato, le altezze a cui mi elevo, la violenza e la carezza piu' perfette." 
Me lo immagino cosi' il mondo di molti compositori. Un club di Titani. Chissa' se e' vero. 

Oggi ho scoperto il russo Skrjabin (1872-1915)

Leggo da Wikipedia (cliccando sul nome delle opere si aprono i link a YouTube):
Nonostante le mani piuttosto piccole, con un'estensione di un'ottava, divenne un pianista affermato. Sentendosi in questo senso da meno di Rachmaninov, che aveva mani eccezionalmente grandi, ed entrato in competizione con un altro studente aspirante virtuoso del Conservatorio, si danneggiò gravemente le articolazioni della mano destra in seguito ad un folle studio sulle 32 sonate di Beethoven (tutte contemporaneamente) e le straordinariamente difficili Islamej di Balakirev e Réminiscences de Don Juan di Liszt.
Il suo medico decretò l'irreparabilità del danno e, in quell'occasione, Skrjabin scrisse uno dei suoi capolavori: la sonata in fa minore, come un "grido contro Dio, contro il fato", e successivamente un gioiello come il Preludio e Notturno op. 9 per mano sinistra sola (e qui gia' ci si stringe il cuore.... vedere un pianista eseguire con una mano sola)



Insofferente al comporre, come richiesto, numerosi pezzi in forme che non lo interessavano, fu respinto all'esame di composizione e non si diplomò. Ironia della sorte, uno dei pezzi che completò, una fuga in mi minore, divenne in seguito, per decenni, un brano di studio obbligatorio al Conservatorio.

Ecco, che poi uno se la prende un po' eh. Troppa ironia della sorte.

Che poi, dico io, questo fa musica classica, ma a sentirlo....a volte siamo gia' nel jazz.

Un'altra cosa che mi ha incuriosito e' stata una teoria sostenuta da Skrjabin che poneva in stretta relazione i colori alle note musicali:"lui stesso suonava addirittura su una tastiera per luci con i tasti opportunamente colorati di tinte diverse, intrecciando melodie al di fuori del senso comune, lasciandosi trascinare da questo o quel colore e non dalla nota in sé."

Si, inizia a piacermi. Suonava i colori.... 

Ed ecco le tonalità distribuite in un circolo delle quinte in cui ad ogni tonalità corrisponde un colore, secondo la teoria di Skrjabin.


Non stupisce che il compositore russo fosse gia' vicino alla Teosofia, e che verso la fine della sua vita Skrjabin si avvicinò sempre di più al misticismo
"Egli sosteneva, infatti, che un giorno il calore avrebbe distrutto la Terra: una teoria sulla quale si basa Vers la flamme (appunto "verso la fiamma"), op. 72, composizione nella quale un calore sempre più spaventoso distrugge ogni sorta di riferimento armonico e tonale."

AIUTO... certo che e' un'attrazione fatale quella al concetto di Vita e Distruzione, e a questo stesso si possono ricollegare le sonate 6 e 7

Sempre da Wikipedia:

"La Sonata per pianoforte n° 7 - La Messa bianca è strettamente correlata alla sua precedente, la sesta sonata. Entrambi i lavori furono composti nel 1911–12 e sono strutturalmente e stilisticamente analoghi. Scriabin riferì di temere la sua sesta sonata, considerandola corrotta da forze demoniache ed arrivò a rifiutarsi di eseguirla in pubblico. 
Scriabin scrisse la settima sonata come esorcismo contro le suddette forze demoniache, dandole il nome di Messa bianca come a rifletterne la natura celestiale. Il compositore era particolarmente affezionato al brano, probabilmente a causa dei suoi significati messianici e ne perfezionò la struttura con particolarità ritmiche e dinamiche."

"Poco tempo prima di morire aveva progettato un'opera multimediale che avrebbe dovuto essere eseguita sull'Himalaya, sul tema dell'armageddon, "una grandiosa sintesi religiosa di tutte le arti che avrebbe dovuto proclamare la nascita di un nuovo mondo", la quale avrebbe dovuto fondere tutte le seduzioni dei sensi (suoni, danze, luci e profumi) e avrebbe dovuto essere "celebrata" in un tempio emisferico.
Questo pezzo, "Mysterium", non fu mai portato a termine. Il teologo Pavel Nikolaevič Evdokimov sosteneva che il compositore, annunciando in quell'opera un cataclisma universale come portatore di un'elevazione spirituale dell'intera umanità, si consacrasse alla ricerca di suoni capaci di uccidere e di resuscitare."

Che dite? Non vi e' venuta un po' di curiosita' d'ascoltarlo?
Allora ecco di seguito un po' di Mysterium, che non so a voi... ma a me fa pensare all'epicita' di una colonna sonora da fine del mondo appunto, stile "Signore degli Anelli scontro finale".


Non a caso uso una metafora cinematografica... dopo tutto questa storia mi fa pensare: i colori, i motivi, le sonorita', non fanno che creare nel mio immaginario uno scenario, come fosse stato realizzato da un pittore, titanico anche lui. 

Skrjabin usava colori sonori per dipingere...la profezia che gli si era formata dentro.



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