6 maggio 2016

Da uno scritto di Andrea Diletti


"Ti diranno: “Non ce la farai”.
Ma tu non arretrare mai e non desistere, ritenta.
Finchè non sarai esausto e, sfinito,
non sentirai di aver dato tutto te stesso, e oltre.
Puoi.

Ti diranno: “Non è possibile”.
Ma tu ringrazia e guarda avanti, cammina e non voltarti,
scorgerai l’orizzonte non più così lontano,
finchè non troverai un’oasi in cui riposarti il cuore,
finchè non sarai certo che tu e soltanto tu
stai decidendo che è giunto il momento di fermarti.

Allora qualsiasi luogo sarà la meta che attendevi.

Mi hanno detto: “Non sei capace”.
E forse avevano ragione, ma tento di ricordarmi che conta la certezza di progredire e migliorare, non l’illusione di essere perfetti. Cercando di fare come la mente ci dice che “andrebbe fatto”, spesso perdiamo la possibilità di farlo seguendo i consigli del cuore, semplicemente al meglio delle nostre possibilità.

Mi hanno detto: “Stai sbagliando”.
E a volte avrei dovuto proprio riflettere più a fondo, ma chiunque abbia tentato di mettermi in guardia, non sarebbe stato in grado di trasmettermi l’esperienza maturata dai miei errori.
Non è un incentivo all’imprudenza, ma ricordarmi che la saggezza fiorisce se imparo a trasformare i fallimenti nell’opportunità di capire meglio quale strada non intendo più percorrere.
Quale strada mi allontana dalle mete che ho stabilito in me stesso.

Dovremmo dire al passato di stare zitto e al futuro di saper attendere, e poi allearci col presente.

Ogni secondo può essere quello giusto per risalire sul Ring. Gridiamo BASTA, se occorre, alla noia, all’ abitudine, alla rassegnazione o alla codardia. Lottiamo. Osiamo. Sorprendiamoci del nostro coraggio. La vita è preziosa, non gettiamola nel pantano della routine che avvelena la meraviglia di viverla. E’ inutile accusare Dio per quelle responsabilità che è troppo faticoso assumerci.
E’ sciocco vedere tutti “brutti e cattivi e involuti” senza chiederci se non siamo proprio noi a poter aggiustare qualcosa del nostro carattere. Pretendiamo di più da noi stessi. Smettiamola di odiarci così tanto da non credere di poter essere migliori, di fare meglio, di applicarci di più. Chi ci ama userà i nostri difetti per sostenerci, non per demolirci. Qualcuno ha detto che tutti quelli che sono riusciti in qualcosa, ce l’hanno fatta quando hanno iniziato davvero a credere in se stessi.

E allora iniziamo. Adesso. Subito.

Arriva sempre un raggio di sole ad illuminare un cuore disperato, anche quando è sfinito, anche quando non ha più nemmeno un grammo di fede, se chiede, ottiene. Anche senza soldi, anche senza certezze, anche senza sicurezze, anche senza tutte quelle cose che luccicano e che crediamo ci diano la felicità, si è veramente ricchi conquistando i tesori in se stessi. Ogni giorno un passo in più, avanzando verso l’ideale di chi vorremmo essere.
Anche poco, ma costanti.

Ci saranno sfide, affrontiamole. Ci saranno lacrime, asciughiamole e procediamo. Ci saranno cadute, in Piedi! Ci saranno solitudini, ma anche amici mandati dal cielo a sostenerci. Ci saranno inferni, spegniamoli. Ci saranno pensieri insostenibili, soffiamoli via.
Ci saranno notti insonni e così oscure da annebbiarci l’anima, pazientiamo. Domani qualcuno o qualcosa deporrà un miracolo davanti la nostra porta, la stessa che apriremo per correre ancora incontro al nostro destino.

Non tradirti, non mentirti, non sopportare perché “così fanno tutti”, non rinunciare perché “tanto va così”, non adattarti alle circostanze solo perché la paura ti urla dentro, tu strillale in faccia più forte, che non ti accontenterai di cose che non sono all’altezza della tua Anima, che non vuoi mollare, che vuoi riprovarci, che ti senti vivo di una vita che merita rispetto.
Insegniamo questo ai nostri figli, a chi ci vive vicino, a noi stessi.

Troviamo la forza di lasciare luoghi, cose, persone, se per aggrapparci al terrore di perderle, perdiamo la nostra dignità.
Tutto ciò di cui ci accontentiamo per paura della solitudine, semplicemente non funziona, lasciamolo andare.
Valiamo più di tutto ciò che ancora non ha compreso chi siamo, o fa finta di non vederlo o trova la nostra verità insopportabile per le menzogne in cui ha scelto di vivere.

Non arretriamo per trascinare chi decide di non imboccare il nostro sentiero. Chi ha interessi diversi, non può camminare insieme, e ognuno è libero di orientarsi come crede: chi ascoltando i capricci dell’ego, chi i consigli della coscienza. Alla fine, ciascuno raccoglierà i frutti delle sue scelte e ne assaporerà il gusto, valutando come migliorare la qualità della sua semina, ma tutti indistintamente diretti verso la stessa meta: evolvere nell’amore e nell’amarsi meglio.

Perciò procediamo. Inarrestabili, tenaci, impavidi. Non smettiamo di edificare i sogni coltivati con fatica. Non smettiamo di sperare. Non smettiamo di crederci. Semplicemente non smettiamo di costruire qualsiasi cosa ci dia gioia, solo perché qualcuno ci guarda attraverso gli insuccessi che hanno reso il suo cuore così aspro, il suo sorriso così amaro, i suoi sogni appendici aride che si trascina dietro nella pena di ogni giorno, lui è solo qualcuno che HA SMESSO di darsi onore. Proviamo ad essergli d‘esempio, magari la sua fiamma riprenderà ad illuminarlo, ma di certo non condanneremo la nostra a morire lentamente.

Cerchiamo la luce, coltiviamo la meraviglia, distribuiamo bellezza,ognuno con la vita che ha, con i talenti che ha, nei progetti che ha, nel posto in cui vive, con le persone che lo circondando. Soprattutto non smettiamo di pregare, anche a costo di farlo fino a far crollare il cielo, annichiliamo il dubbio con la forza di un anelito: farsi così umili da continuare ad interrogare la compassione dello Spirito, proprio quando ci crediamo inascoltati, soli, abbandonati e allo Spirito non crediamo più.

Usciamo allo scoperto. Indigniamoci se occorre, alziamo la voce, verso i nostri difetti in primis, e poi via, ognuno a fare ciò che può come può, per riprenderci il pianeta. Per rieducarci al rispetto delle sue creature, per imparare di nuovo a leggere il libro di Natura, per tornare a gustare il valore di una vita semplice, fatta di piccole meraviglie, e crescere figli che ripopoleranno la terra nell’amore. Perché diciamolo, questo mondo non ci piace, ed è logico, siamo qui per edificarne uno nuovo.

Avanti! Ignorando chi ci ridicolizza perché desideriamo affidarci all’intelligenza divina, anziché, come molti,vivere idolatrando unicamente l’onnipotenza della nostra piccola personalità, scansandoci da chi ci deride perché considera la Fede roba da insicuri, o da chiunque ci suggerisca di recidere il nostro legame con il cielo. Anche se il mondo ci ammalia con le sue false promesse di realizzazione, continuiamo ad investire prima di tutto su quella interiore, iniziando dal non permettere più a noi stessi di vergognarci di amare Dio. Lessi da qualche parte che chi crede nel suo amore, sa che egli può far fiorire il deserto in una notte.

E Io lo credo e non smetterò di farlo."

Andrea Diletti

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