28 marzo 2016

Leggendo Bach

Di Richard Bach - quello del gabbiano Jonathan Livingstone, per intenderci - ho letto diversi libri.
Adesso l'ultimo che sto leggendo si chiama "Un ponte sull'eternita' ".

Come sempre leggere Bach e' un piacere. Non mi stupisce che sia il nipote del compositore. Per me ogni sua parola risuona: mi suona dentro come se la conoscessi da sempre. Anche nelle sue idee piu' strampalate, lo trovo perfettamente condivisibile, se non proprio rivelatorio.

Ad ogni modo, quest'ultimo libro di Bach che mi trovo fra le mani parla di anima gemella. Quel tarlo, quella ricerca incessante, ma anche quella costruzione a cui si riducono molti.... il protagonista, Richard stesso cerca la sua Donna perfetta, ma non trovandola finisce per passare da un'amica/sconosciuta all'altra. Una serie di donne, per farne una,  per come l'aveva immaginata.

L'auto-inganno non basta pero'....e la punizione/benedizione divina consiste nel trovare, davvero, l'intimita' con qualcuno.

Tante sono le cose di questo libro che risuonano, anche considerazioni sul Tempo, com'e' solito fare Bach.

A un certo punto gli viene in mente un'idea strampalata.

Scrivere al se stesso del passato. Quante cose potrebbe dirsi!

Certo oggi si possono scrivere lettere che vengano recapitate nel futuro. Ma se un giorno si potesse scrivere anche ai noi del passato? Meglio essere pronti.

Tanto basta, per farmi riflettere.
Che poi scrivere all'io del passato, non e' tanto diverso dal dirsi delle cose oggi su quel che e' stato allora. Ma il tempo ha messo quel distacco necessario a metabolizzare,
Col senno del poi, ci si puo' preparare a cio' che ci aspetta.

Ricordi l'Universita'... fidati, la finisci, anche bene...

...e ricordi quando pensavi che non saresti riuscito a diventare quello che volevi. Beh ci sei riuscito.


chissa' magari un giorno ci si potranno mandare gli sms.

"non te la prendere"
"andra' bene"
"lascia passare"
"lotta per cio' in cui credi"
"trova una via"
"chiedi aiuto"
"non e' colpa tua"
"rialzati"
"abbandona l'idea dell'anima gemella"
"non lo dire"
"torna indietro"
"non gli credere"
"fidati"
"ritenta"

... tutto questo scrivere, a un se' di una linea temporale diversa, che puo' fare scelte diverse o no, creando futuri alternativi o no... non sara' mica la forma di accudimento e attenzione di cui abbiamo bisogno ora?

Una volta ho scritto una lettera a me stessa, che ho letto dopo mesi. Sebbene ci conosciamo, abbiamo bisogno che il nostro io piu' cosciente ci parli. Allora ci riscopriamo piu' amorevoli.

Richard, scrittore baffuto. Mi hai fatto riprendere il taccuino e la matita. Grazie, ti ho sempre amato! Poco importa se tu hai 80 anni e non mi conosci. Sei un pezzo di anima gemella.

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