31 ottobre 2015

No compassion? No party.



Mi piace fare il verso a un ben noto spot pubblicitario.

Il messaggio però non è rivolto a qualcuno di esterno, fuori dalla porta.

La porta si apre verso dentro, verso di me.

Se c'è un Super Io che si auto-giudica continuamente e pesantemente, vuol dire che non ha retta visione.

E a questo invitato inaspettato dunque chiedo:

- No compassion?

- ...

- No party.

E chiudo la porta.

Magari sarai pure un gran personaggione e pensatore, ma senza compassione sei uno che prende in giro sè e gli altri. Torna quando sei fornito.

:-)




27 ottobre 2015

Hagakure

Non esiste nulla di più meraviglioso dell'ultimo verso della poesia che recita: «Quando il tuo cuore chiama come rispondi?». Probabilmente si può pensare la stessa cosa del nembutsu; nel passato era sulle labbra di molta gente. Ai giorni nostri le persone definite "intelligenti" sia ammantano di saggezza superficiale e finiscono solo per imbrogliare gli altri. Per questa ragione sono inferiori al popolo ottuso. Una persona ottusa è sincera. Se qualcuno guarda profondamente nel proprio cuore, come recita il verso, non celerà nulla a sé stesso. Il cuore è un buon giudice. Bisognerebbe trovarsi in una disposizione d'animo tale da non essere in imbarazzo nell'incontrare questo giudice.

*Hagakure è una delle opere letterarie più significative tramandateci dal Giappone, pubblicata nel 1906 ma compostadue secoli prima. Il titolo Hagakure significa letteralmente "nascosto dalle foglie" (oppure "all'ombra delle foglie"; il titolo completo era Hagakure kikigaki, "annotazioni su cose udite all'ombra delle foglie") e l'opera trasmette l'antica saggezza dei samurai sotto forma di brevi aforismi dai quali emerge lo spirito del Bushidō (la Via del guerriero) con la differenza di rivolgersi al Samurai solitario (rōnin) che può venire a trovarsi, per una serie di vicissitudini che non dipendono dalla sua volontà, senza un Signore da servire.

26 ottobre 2015

Poesie...

Beh certo che un video in bianco e nero e una poesia lenta...sembrano un modo facile di annoiarsi e annoiare. E annoia perche' e' tanto distante dalla vita frenetica, colorata e rumorosa che abbiamo attorno. Annoia per la sua distanza.
Pero' questi video li voglio mettere comunque. Perche' e' proprio la voce che mi colpisce. La voce che la legge, mi sembra vera, placida, ma allo stesso tempo accorata.
Come una preghiera, dal cuore. Perche' forse si ama quando si parla cosi'. E allora si, questa voce rappresenta bene queste poesie...







22 ottobre 2015

Alice Project, la scuola del futuro. Mauro Scardovelli legge Gloria Germani.


Ho avuto modo di conoscere Mauro Scardovelli personalmente, ed è esattamente come si vede nei video. Un energico ragazzo (a dispetto dell'anagrafe) con idee chiare e lucide, un modo di divulgare vigoroso, colto ma reso a tutti comprensibile. E soprattutto uno che non si parla addosso, ma ha attenzione agli altri, a tutti quei fenomeni che ci invitano a una riflessione e una crescita collettiva.
Così oggi parla di Alice Project, e io che sono stata in quella scuola a documentarla non posso che esultare. Abbiamo un esempio vivo di una scuola umana e intelligente... esiste, c'è...dobbiamo porgli attenzione, farla crescere, prenderne tutti esempio.

Link alla pagina di Mauro che ha gentilmente dato spazio alle mie foto.

Solo 300$

19 ottobre 2015

Bisogno di giardino

 

Ennesimo giorno di influenza. Oggi mi siedo, ascolto suoni qui occultati, e torno nei miei giardini.




Quando mi manca qualcosa, mi siedo e ci vado.



E poi lo so che mi manca uno stato di coscienza.
 La me che sa stare con tutto.
La me che non pensa a me.
Ma si appartiene.


18 ottobre 2015

Andrea Hoyer



Non conosco miglior colazione di questo libro che ogni giorno mi fa conoscere un autore diverso.



16 ottobre 2015

Formazione #2

Continuo, dal post precedente, a riflettere sulla formazione. Sto leggendo in questi giorni il libro di Gloria Germani "A scuola di felicità e decrescita: Alice Project". Lo leggo emozionata, con la profonda piacevolezza di trovare autori con cui condivido pienamente le idee sulla società e sulla formazione. Lascio allora due pagine, anche per chi si è preso la briga di leggere e commentare :-)



15 ottobre 2015

Formazione #1

Formazione.
Stanotte mi trovo a riflettere su questa parola. Il tutto nasce leggendo la quarta di copertina di un libro che non ho, ma ho trovato in rete tra quelli consigliati da uno scrittore che mi piace.
Nel testo riassuntivo appunto leggo: "Il libro ricostruisce la storia di un sistema di pratiche filosofiche che si proponeva di formare gli animi piuttosto che informarli, attraverso un lavoro su se stessi che coinvolgeva non solo il pensiero, ma anche l'immaginazione, la sensibilità e la volontà."

Ne condivido il pensiero. Formazione degli animi. Mi sa di qualcosa di più pulito a livello cerebrale. Perché di informazione ne abbiamo piene le teste, e prima di renderci conto che magari sono pure informazioni sbagliate, parziali... finiamo per vivere e reagire in base a ombre, senza essere ancora formati.

E poi oggi c è una domanda crescente di formazione animica. Se ne è capita l esigenza evidentemente.

 Mi chiedo altre cose.

Cosa serve affinché la formazione non diventi un lavaggio del cervello organizzato da istituzioni? Affinché la formazione non venga scavalcata nel suo ideale e non si trasformi in informazione di massa, in dogma? In vaniloquio  senza autenticità personali? In battaglie di opinione.

A COSA dunque dovrebbe formare?
A svelare? (Verità) cioè destrutturare  ciò che non è vero.
 A essere liberi? non da qualcosa come direbbe Krishnamurti. Ma liberi e basta, non per reazione, ma per attenzione?

È possibile, ha senso fare formazione a un uomo libero?

Che so. Insegnare a Gandhi, cioè a uno che sa scegliere cosa imparare e come formarsi per tutta la vita?

Cos'è allora un uomo libero?

Uno che "si vive" da solo ( mettendo sulla stessa lunghezza occhio, mirino, cuore, bersaglio) così come la freccia zen "si scaglia" da sola?

A questo, si deve mirare, senza attaccamento?

Io non so niente. Da dove veniamo....
Penso che forse ormai siamo "inevitabili".
Zac.
Come una freccia a mezz'aria.


................
appunti:

Formazione.. Dare struttura

Con formazione ... struttura cristallizzata

In formazione .... metter dentro al sistema

Tras formazione ...salti di significati e sistemi

de formazione ... destrutturazione

Dormire la notte.


14 ottobre 2015

Pensiero corsivo.

Voglio restituire il suono primordiale delle cose.

13 ottobre 2015

Krishnamurti - The Sense of Unshakeable Freedom


[...] So we ought to enquire what is freedom. Please ask this question of yourself. Is freedom a matter of choice. You are free to choose, free to go from here to there, free to have different kinds of jobs, if you don't like one you go to the other. Freedom to express yourself, free to think what you want, and to express it, perhaps, in a democratic society, not in the totalitarian states, there freedom is denied. So what is freedom? Because that is part of our life. As we talked yesterday, death is part of our life, the living and the dying. We went into it very carefully. Whether there are two, death and life, live together. That requires, as we pointed out yesterday, a great deal of attention, a great deal of enquiry, and great intelligence - the art of living with death. We talked about that. And in the same way, we ought to talk over together what is freedom. Does it really exist? The word freedom, also, some of its root meaning, is love. And is love a matter of choice?
And so we ought to find out for ourselves what is actual freedom. Freedom from something, from pain, from anxiety, and is there freedom, not from something. Do you understand? If it is freedom from something it is merely a reaction. It is like a man in prison saying, 'I must get out of my prison', we live psychologically in a prison, and when it is painful, ugly, not satisfactory then you want freedom from that. So we are saying, freedom from something is the same thing as being in prison. Do we meet each other, or am I talking to myself?
So what is freedom? This sense of inward authentic, deep sense of unshakable freedom, not from something, what is that freedom? [...]

6 ottobre 2015

.cqua dove sono.

Sanremo, 2014.

Sanremo, 2014.

Palermo, neve. 2015

Torvaianica, Roma 2015.


Letojanni, Messina 2015.

Letojanni, Messina 2015.

Torvaianica, Roma 2015.




4 ottobre 2015

Fotografia Zen



Benevento, 2014. (clicca per ingrandire)

Questa foto l'ho scattata con gli occhi, entrando in un appartamento. Anche la macchina fotografica ha concluso il suo compito con molta semplicità. Niente Photoshop. Il nero va bene così dove sta.
Eppure guardandola mi sembra diversa. Sarà per quella tenda, che sembra l'unico elemento tridimensionale. Il resto, compreso il grande nero che inghiotte, sembra su un piano, una cartolina.
Nonostante la foto sembri finta, piana, come una cartolina, essa è vera in tutte le sue parti. 
In quella gru che sbuca a sinistra, nella retina di una zanzariera, nel nero che lascia nel mistero dove siamo.

Ci sono fotografie su cui mi soffermo a lungo, come se non le digerissi velocemente. Nonostante la semplicità del soggetto. Forse perché mi parlano della "forma" e tutto sembra silenzioso, come una meditazione. Nessun evento da raccontare. Allora mi chiedo: a chi può interessare?

Tornano le parole del maestro:

"Mi sembrava assurdo che un fotografo potesse fare solo fotoreportage e non riuscisse a fotografare una cattedrale o l'interno di una casa, o elaborare un rapporto minimamente più approfondito con il visibile (visibile vuol dire quello che io sto guardando), con la rappresentazione in generale. Il lavoro comprendeva quindi anche non dico la costruzione di un'estetica, ma di un rapporto approfondito con l'estetica." ("Lezioni di Fotografia", Luigi Ghirri)

Torna sempre lui a ripulirmi lo sguardo, anche da un eccesso di intenzionalità o di ruoli.

E prosegue, in un capitolo significativamente intitolato "Dimenticare se stessi":

"Io invece credevo - e credo ancora - in una differente intenzionalità, che vorrei appunto proporre all'interno di questo corso: consiste nel guardare alla fotografia come a un modo di relazionarsi col mondo, nel quale il segno di chi fa fotografia, quindi la sua storia personale, il suo rapporto con l'esistente, è sì molto forte, ma deve orientarsi, attraverso un lavoro sottile, quasi alchemico, all'individuazione di un punto di equilibrio tra la nostra interiorità - il mio interno di fotografo-persona - e ciò che sta all'esterno, che vive al di fuori di noi, che continua a esistere senza di noi e continuerà a esistere anche quando avremo finito di fare fotografia.
Credo che, con una serie di aggiustamenti successivi, arriveremo a porci di fronte a un determinato paesaggio-ambiente e a metterci qualcosa in più di quello che è il nostro vissuto, la nostra cultura, il nostro modo di vedere il mondo: arriveremo a dimenticarci un po' di noi stessi."

Un filo sottile. Non significa diventare da fotografi dei meri riproduttori di immagini, senza alcuna intenzionalità, ma trovare un'intenzionalità dimentica di se stessa, elastica, non schematica, che non parte da regole fisse e piattaforme precise e preordinate.

Fotografia Zen.


2 ottobre 2015



Da "Lo Zen e il tiro con l'arco" di Eugen Herrigel:

- Noi maestri d'arco diciamo: con l'estremità superiore dell'arco l'arciere fora il cielo, all'estremità inferiore è appesa la terra, fissata con un fil di seta. Se il colpo parte con una forte scossa c'è il pericolo che il filo si spezzi. Per il volitivo e il violento la frattura diventa allora definitiva e l'uomo resta irrimediabilmente nello spazio intermedio tra il cielo e la terra.
- Che debbo dunque fare? - chiesi pensieroso.
- Imparare la giusta attesa -
- E come si impara?
- Staccandosi da se stesso, lasciandosi dietro tanto decisamente se stesso e tutto ciò che è suo, che di lei non rimanga altro che una tensione senza intenzione. -