24 giugno 2015

In mostra a Palermo "PENULTIMO PAESAGGIO IN FONDO"

Domani inaugura la mia mostra a Palermo... vi aspetto !




PENULTIMO PAESAGGIO IN FONDO
25 giugno - 7 luglio
Inaugurazione 25 giugno alle 19.00
XXS aperto al contemporaneo
Via XX settembre 13, 90141 Palermo



" È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. [...] La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.”
Fernando Pessoa - Il libro dell'inquietudine


“Penultimo paesaggio in fondo” è un progetto fotografico iniziato nel 2012 e realizzato nei luoghi stessi in cui la fotografa ha vissuto. Attraverso questo lavoro l'autrice si confronta con una tematica classica per la fotografia: cosa è il paesaggio? E ancora: cosa rende il paesaggio, un paesaggio?
In questo caso è stata la stessa figura del testimone fotografico a indirizzare verso una risposta. Il paesaggio infatti si pone laddove vi è un'interpretazione parziale della realtà, esso cioè è il frutto dell’intervento di un osservatore all’interno di un contesto. Come a dire che il paesaggio non si vede soltanto, ma “si vive” ogni volta che lo si guarda e questo atto lo rende sempre nuovo.
Per evidenziare questo, l'autrice rinuncia all'oggettività di una visione nitida e descrittiva ed esalta il suo ruolo interpretativo attraverso l'uso della macchina fotografica in maniera non convenzionale, restituendo così una visione quanto più personale ed evocativa. Il progetto diventa un intimistico viaggio nella coscienza: ai prolungamenti dell’esposizione fotografica, quasi come fosse la memoria umana ad estendersi verso il passato o il futuro, si aggiungono delle immagini di piccoli particolari, richiami di vita e attimi fuori dal tempo.
Poiché il paesaggio include significati ed emozioni personali, anch’essi soggetti - insieme al fotografo - a cambiamenti nel corso del tempo, esso è destinato a non essere mai definitivo, bensì perenne “penultimo”. Il progetto è stato scattato in formato pellicola 120 con macchina fotografica Lomo (Diana).