20 marzo 2015

Alice Project - scuola di illuminazione a Sarnath

Il cortile della scuola Alice Project
Mi sono avvicinata ad Alice Project per una serie di coincidenze.
Ero in cerca di un reportage a Varanasi e mi stavo documentando sui DOM la casta più bassa in India. 
Trovai un articolo di giornale che parlava di un'associazione italiana che aveva fondato una scuola per i più poveri a Sarnath, a un'ora di strada da Varanasi e che accoglieva anche i cosiddetti "intoccabili". Mi documentai, lessi del loro metodo pedagogico, e trovai che quella storia faceva al caso mio.
Il metodo Alice si occupa di argomenti molto attuali, come i disturbi di apprendimento, la perdita di concentrazione, e il bullismo, lavorando su disciplina personale, meditazione, yoga e sistemi di ampliamento della coscienza. Io ho studiato Lettere Antiche e sarei potuta diventare un'insegnante se non avessi scelto di dedicarmi  maggiormente alla fotografia. Negli ultimi anni mi sono avvicinata a un certo genere di pratiche e letture spirituali, psicologia, pnl, accorgendomi che la formazione scolastica classica non andava bene per tutti, e comunque non bastava per produrre felicità.
Capii che l'apertura della scuola Alice ai più poveri era soltanto uno degli aspetti positivi della scuola, e che essa non si occupava solo di alfabetizzazione, ma di una formazione al benessere. 
Trovai coraggiosa l'iniziativa di questi insegnanti italiani, Valentino Giacomin e Luigina De Biasi, di sperimentare una differente tipologia di scuola in un posto anarchico come l'India, sostenendo le difficoltà economiche così come quelle di integrazione.
Una volta presa la decisione di andare a vedere coi miei occhi, sono stata naturalmente portata a raccontare, attraverso le mie foto, una storia che non si soffermasse morbosamente sui disagi dell'India, ma fondamentalmente parlasse di ricostruzione, tolleranza religiosa, serenità.
Il mio obiettivo era quello di rimanere gentile verso la realtà che osservavo e mostrare che ci possono essere, giornalisticamente parlando, realtà molto interessanti anche se non fanno scalpore. 
Credo che nell'educare ad essere gentili e a sviluppare le qualità umane, questa scuola curi ferite invisibili e stia facendo bene all'umanità.

Per chi volesse vedere il reportage fotografico e leggere l'articolo può cliccare QUI.

2 commenti:

UIFPW08 ha detto...

I miei complimenti Maria. Bel post.
Maurizio

TrecceNere ha detto...

Grazie Maurizio!